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Lezione di Crowdfunding n°23: una lista da verificare prima di lanciare la propria campagna

 

soldiUno dei principali motivi per cui le campagne di crowfunding falliscono è il lancio prematuro.  Molti imprenditori per la fretta di avere il denaro di cui hanno bisogno saltano alcuni passaggi fondamentali.

Qual è quindi l’ingrediente segreto?  La mia risposta è sempre la stessa. Il successo di una campagna è il risultato di un’attenta preparazione. Il successo viene determinato già prima che la campagna venga lanciata e c’è ben poco da fare o da correggere una volta che è andata online.
Certo, non è un assoluto che se la campagna viene preparata con attenzione il successo è  garantito.
Per rendere le cose più semplici a tutti, ho pensato di scrivere una lista.  Si tratta di un elenco di passaggi che ritengo indispensabili prima che la campagna venga lanciata. Il contadino raccoglie se prima ha preparato bene la terra, seminato e curato le sue piantine con amore.  Il crowdfunding è uguale. Cresce bene se viene seguito con amore.

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1 – lanciare una pre-campagna
So che questo punto farà aggrottare le sopracciglia a più di una persona ma pensare di partire da zero per far conoscere la propria campagna è un azzardo. Ci sono campagne che crescono da sole, è vero, ma la maggior parte delle campagne fa fatica ad uscire dalle mura della propria città ed è proprio questo uno dei punti su cui insisto perchè che il progettista si metta subito a lavorare. Creare attenzione e consenso non è qualcosa di banale. Ci vogliono tempo, costanza e dedizione. Come? Creando una optin page per attirare nominativi di persone interessate.  Il costo è minimo ed questa attività è  un ottimo punto di partenza per verificare la propria idea e costruire intorno a sé una comunità di persone interessate e, quando inizierà la campagna vera e propria, pronti a condividerla e a generare buzz. Volete saperne di più? Scrivetemi su enf@innamoratidellacultura.it

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2 – aspetti legali e fiscali legati alla campagna
Il denaro raccolto con le campagne di crowdfundning è denaro che va dichiarato. Pensare alla parte fiscale e tributaria prima di partire è un pezzo di lavoro in meno che si farà dopo. Comunicare che tipo di ricevuta verrà inviata a seguito della donazione è una garanzia di trasparenza e professionalità importante. Settare un conto corrente dedicato, aprire un conto Paypal Business. Sono tutti aspetti che richiedono attenzione e, una volta iniziata la campagna, facilitano le operazioni di raccolta prima e contabili dopo. Il crowdfunding presenta un indubbio vantaggio di trasparenza. E’ finita l’epoca delle raccolte fondi a mano, su conto corrente postale o iban. Le piattaforme mostrano nominativi e importi dei donatori ed è questo il punto di forza che spinge le persone a donare. Lo fanno perchè hanno fiducia..

group-people-social-networking3 – crescere nei social
Quando viene caricata una campagna sulla piattaforma, il progettista riceve una mail in cui gli vengono ricordate le cose necessarie per avere successo. Il terzo punto riguarda i canali social. Non è mai troppo tardi per aprire i propri profili e se sono già aperti, farli crescere e aumentare di visibilità. Ci sono strumenti per farlo più in fretta, mi riferisco alla possibilità di sponsorizzare i propri annunci su Facebook e Twitter. Con Twitter la faccenda è interessante così come lo è esplorare quotidianamente chi sta parlando dello stesso argomento (usando la funzione esplora). In fase di prelancio questa attività si rivela cruciale per il lancio vero e proprio della campagna. I follower raccolti prima della campagna sono infatti più disposti ad ascoltare e supportare e possiedono maggiore autorevolezza. Il tempo medio per costruire una comunità di follower è di circa 3- 6 mesi.

4 – Cercare la piattaforma giusta.
Non sto scherzando. Le piattaforme non sono tutte uguali. Ce ne sonno di molti tipi da quelle generaliste come Produzionidalbasso ed Eppela a quelle verticali come www.innamoratidellacultura.it (cultura e arte) Musicraiser (musica) . Negli USA è abitudine consolidata tracciare i risultati di campagne simili alla propria su appositi portali e decidere in base al successo. In Italia non siamo ancora arrivati a questo livello di sofisticazione, ma il criterio “grande è meglio” non è anche vero. La campagna la conduce il progettista, non il portale e,  a volte, entrare dentro ad un grande portale può esporre al rischio di perdersi in un mare di campagne. Magari molto simili alla propria.

5 – Fissare l’obiettivo
Ci vorrebbe la sfera di cristallo per sapere con esattezza quale è la cifra giusta da chiedere. Siccome ogni campagna è unica, è fondamentale che il progettista faccia bene i propri conti basandosi su:
• costo necessario a completare il progetto
• costo delle ricompense (non siate tirchi, le persone se ne accorgono!)
• commercialista
• PR e marketing
• Percentuale della piattaforma
• Percentualel dei processori di pagamento (dall’ 1.5 al 3%)
• 30% di ammortizzatori per eventuali costi aggiuntivi
Un aspetto che segnalo  è il fatto che raramente negli USA le campagne superano i 100.000 dollari (circa il 2%) . La media italiana si attesta sugli 8000.  Meglio quindi mantenersi entro dei margini di ragionevolezza sperando con la propria attività di raccogliere di più.  Molto dipende poi dal contratto proposto dalla piattaforma.  Nel caso di contratto “fisso” se la raccolta non va buon fine il rischio è di perdere tutto quello che si è raccolto. Nel caso di contratto “flessibile” qualsiasi cifra può essere raccolta ma solo per realizzare una parte del progetto. www.innamoratidellacultura.it li propone tutti e due a seconda del tipo di campagna che verrà pubblicata.

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6 – Inserire ricompense che piacciono
Dico no alle ricompense poco creative. Noiose. Inutili. La campagna piace anche perché la ricompensa piace. Dare un grandissimo spazio alla fantasia è certamente un buon inizio. Così come lo è andare a guardare quali sono state le ricompense offerte da campagne simili alla propria. Il prezzo medio negli USA è di 25 euro. Si possono già offrire molte cose . Basta avere voglia di trovarle.
7 – Lo storytelling
La storia è la chiave per il successo. Perché viene lanciata questa campagna? Dove sta il sogno? Dove si nasconde la vostra verità? Le persone amano leggere le storie.  Meglio sono  descritte e più raccolgono consenso. Lo sanno bene le grandi aziende che lasciano in mano il successo dei propri prodotti alle agenzie di pubblicità. Oggi la reclame si fa con lo storytelling e i biscotti si vendono perché viene raccontata una storia che piace e tocca il cuore. Non non tutti sono pubblicitari.  Per questo ci sono professionisti in grado di offrire consulenza ed esperienza.  I corsi con laboratorio ormai fioriscono un po’ dappertutto (occhio a chi li offre) . Sono un ottimo investimento per chi vuole lanciare una campagna e avere successo. Chi parte pronto arriva bene e raccoglie.

Il 21, 23 e 25 marzo ne terrò uno a Torino insieme allo staff che ha condotto al successo l’Indice dei Libri del Mese  Costa 15 euro la serata di presentazione (2 ore ) e 120 il laboratorio esperienziale.

Per informazioni accademiadelcrowdfunding@gmailcom oppure enf@innnamoratidellacultura.it

 

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8 – Il video
Come deve essere il video?  Vero, spontaneo, semplice e , importante, deve raccontare la vostra storia. In tre minuti scarsi  dovrete  spiegare alle persone chi siete, cosa fate, perché volete raccogliere i soldi. Con allegria, leggerezza, empatia. Suggerisco di non fermarsi al primo video. Una volta che la campagna è lancita, per mantenere alta l’attenzione,  giratene   altri più corti  per spiegare alle persone cosa sta succedendo, come vanno le cose, quali sono le difficoltà, i dubbi, successi e gli insuccessi.  Semplicità e simpatia = successo.   Le persone sanno che se state facendo una campagna di crowdfunding avete bisogno di soldi. Quindi il video deve essere visibilmente fatto da voi. Fatelo vedere a perfetti sconosciuti prima di metterlo online. La loro opinione conta. Se non va bene correggetelo fino a quando non è a posto e il feedback che ne ottenete è positivo.

9 – Pubbliche Relazioni e ufficio stampa
Chi pensa di poterne fare a meno si sbaglia di grosso. I blogger, i giornalisti, le radio e le testate sono la base fondamentale da cui partire per far conoscere la vostra idea. Ci sono progettisti attivi che sanno come muoversi ed altri che non lo sanno. In questo secondo caso è bene investire qualche soldini e farsi aiutare. “Non ho soldi” è la risposta standard. Vero, ma si può  sempre dare un acconto e saldare a fine campagna. Magari incentivando lo staff di comunicazione con una fee se l’obiettivo viene superato. Noi offriamo questo servizio per campagne sopra i 10.000 euro .Per saperne di più manda una mail a enf@innamoratidellacultura.it

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students at a further education college

10 – Il team
Pensare di condurre una campagna di crowdfunding da soli è un azzardo.  Più persone si attivano a seguire i vari aspetti della campagna e maggiore è la probabilità di successo. Il che non significa che non ci debba essere un referente che coordina le varie attività. Ma insieme è meglio. Più amici, più contatti, più canali di diffusione.
Emanuela Negro-Ferreroenf@innamoratidellacultura.it

Crowdfunding – Lesson n°3. L’importanza dei social media

Chi mi chiede qualche notizia tecnica sul crowdfunding e vuole ricevere il finanziamento dalle persone che navigano in rete, deve sempre, e sottolineo sempre, curare la sua personale campagna sui social network. Con un occhio al contenuto e uno alla piattaforma. In che senso? Mi spiego. Quando parlo di social network, mi riferisco alle piattaforme  più note e utilizzate: Twitter, Facebook, Instagram e YouTube, a cui aggiungerei, per i più intraprendenti, LinkedIn e Google+.

Dando un’occhiata alle statistiche, soprattutto se riferite ai primi tre  che ho citato, i dati che emergono sono confortanti:

–       189 milioni di utenti Facebook si connettono attraverso “mobile”, smartphone o tablet.

–       YouTube ha un’utenza di persone che vanno dai 18 ai 34 anni e sono certamente in maggioranza rispetto agli utenti televisivi tradizionali.

–       La fascia di età che va dai 55 ai 64 anni sta crescendo su Twitter e compone il 46% degli utenti di Facebook e il 56% di quelli di Google+.

–       Ogni secondo al mondo ci sono due persone che si iscrivono a LinkedIn.

Suggerisco quindi di promuovere la propria campagna su Twitter e Facebook in maniera creativa e coinvolgente, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione.  Non è necessario buttarsi sulla quantità, quanto piuttosto puntare sulla qualità dei propri contatti. Bene appoggiarsi ai famosi “amplifiers”, quelle persone che hanno molto seguito e possono veramente fare la differenza. In questi giorni, tanto per fare un esempio concreto, Riccardo Luna cinguettava a supporto di una Startup romana intenta a raccogliere fondi. Ebbene, grazie anche all’eco creata da Luna, la Startup ha raggiunto velocemente il budget. Un altro strumento efficace è quello di creare una “community page” su twitition, uno strumento molto usato da aziende e no profit per lanciare petizioni e campagne. Ancora poco conosciuto in Italia, ma molto efficace.

Altro consiglio è certamente quello di scrivere in maniera chiara e concisa: post brevi e semplici vengono letti con piacere. Post lunghi e descrittivi vanno bene per le newsletter e le mail.

Ma il punto nodale è questo: è possibile convertire un fan entusiasta in un donatore? Certamente sì. Il crowdfunding reward based mette a disposizione uno strumento efficace, la ricompensa. È proprio generando il giusto livello di engagement che le persone decidono di partecipare, altrimenti rimangono semplici fan.

Emanuela Negro-Ferrero – www.innamoratidellacultura.it

#MuseumWeek. La settimana dei musei su Twitter

24 – 30 marzo. Segnatevi queste date, perché saranno i giorni della #MuseumWeek, la 1° edizione della settimana dei musei ideata da Twitter e che vede protagonisti i più prestigiosi musei europei: dal Louvre alla Tate, dalla Reggia di Venaria a Palazzo Madama e al Sistema Museale Romano. (Lista dei partecipanti in Italia).

Ogni giorno ci sarà un tema diverso da affrontare a colpi di tweet, per scoprire il dietro le quinte di queste grandi realtà, per saperne sempre un po’ di più di arte, storia, cultura, scienza. Per connettere le persone alle strutture museali. Sarà davvero un’occasione unica e imperdibile.

Ecco il calendario. Siateci 😉

Lunedì 24 marzo
Un giorno nella vita del museo (#DayInTheLife)
Cosa succede nei musei quando sono chiusi al pubblico?

Martedì 25
Metti alla prova la tua conoscenza (#MuseumMastermind)
Domande, quiz e indovinelli per mettersi alla prova

Mercoledì 26
Racconta la tua storia (#MuseumMemories)
I musei preferiti, le visite memorabili: visitatori e appassionati raccontano

Giovedì 27
Edifici dietro l’arte (#BehindTheArt)
Aneddoti, storie e segreti dei musei

Venerdì 28
Chiedi all’esperto (#AskTheCurator)
Tutte le curiosità e le domande più difficili per mettere alla prova gli esperti

Sabato 29
MuseumSelfies (#MuseumSelfies)
Autoscatti con capolavoro

Domenica 30
I limiti incoraggiano la creatività (#GetCreative)
Il pubblico è invitato a partecipare mettendo in gioco inventiva e voglia di raccontare.

Social Network. Cose da sapere per avere successo

Un oceano di parole, immagini, video. Scherzi, barzellette, citazioni, aforismi, arrabbiature e commenti velenosi. Facile annegare soprattutto se si è alle prime armi con i social. Ecco un po’ di semplici regole dedicate ad imprenditori, politici, liberi professionisti o semplici persone. Per attrarre le persone giuste sul profilo e i fan sulla pagina. Per imparare a personalizzarla, per definire il proprio brand e la propria immagine.

La prima regola certamente riguarda i contenuti. Soprattutto quelli scritti, che devono essere misurati e sinceri. Non troppo lunghi e ponderati, perché quello che è pubblicato rimane lì per sempre.

Lo scopo da raggiungere è quello di creare una connessione profonda con le persone amiche. Come? Trasmettendo i tuoi valori, i pensieri e le idee. Ecco allora 4 semplici abitudini che puoi mettere in atto per farti notare nel modo giusto e che ti permettono di costruire relazioni di fiducia e scambio più durature.

1 – Condividi informazioni e risorse utili e dai anche spazio alle tue offerte e promozioni.

Il giusto mix lo puoi creare condividendo informazioni – sempre utili! – e promuovendo  le tue attività. Se condividi informazioni e basta, puoi avere un buon seguito ma non fai business. Se invece promuovi solo la tua attività alla lunga rischi da annoiare. Il trucco è quello di sfruttare il contenuto interessante per creare fiducia e, una volta ottenuta la fiducia, far sapere ai tuoi follower che cosa fai.

Una cosa che trovo molto utile (e ho visto che funziona) è quello di seguire un planning di pubblicazione dei contenuti. Ecco uno schema generico:

  • Articoli e novità interessanti: 1 post al giorno
    Citazioni e spunti di ispirazione: 3-4 post alla settimana
    Condivisione di nuovi post dal blog: 2 a settimana
    Promozione prodotti e servizi a pagamento: 1 al giorno, anche 2 in caso di promozioni oppure offerte a scadenza

Per ricevere nuovi post e contenuti relativi al tuo tema di interesse uso gli Alert di Google. È sufficiente inserire  le parole chiave per settare gli Alert e, una volta ottenuti i contenuti che interessano, pubblicarli. Cum grano salis. Ovviamente.

2 – Condividi storie, fatti e immagini personali.

Umanizzare il profilo social. Questo per me è di fondamentale importanza. Il pubblico che segue, sia che si tratti di un’azienda che di una professionista, deve sapere chi c’è veramente dall’altra parte della bacheca. Pubblicare contenuti personali dà la possibilità di mostrare aspetti di sé. Via quindi alla condivisione di momenti di vita, positivi o meno. L’interesse suscitato si può tradurre in supporto, prese in giro, consigli, battute, e, perché no, anche critiche che possono portare a dibattiti interessanti. Senza esagerare, con cautela, condividere questa tipologia di contenuti è utile perché permette al pubblico di vederti come una persona reale.
Da considerare che le immagini sono più immediate e creano maggiore coinvolgimento. Dicono cose sulla personalità, i gusti, le abitudini di vita.
Certo, tutto dipende da che tipo di attività è svolta. In molti casi, infatti, è sufficiente pubblicare immagini correlate all’attività svolta per creare una relazione più stretta.

3 – Rispondi appena possibile!

Una buona notizia. Sempre più persone utilizzano i social al posto delle email. La cattiva notizia. Quando ricevi un commento è necessario rispondere subito. Se è il caso, con una risposta sempre positiva e mai critica, cortese e sorridente. A volte basta un semplice “mi piace”, altre volte un semplice grazie. I commenti dei fan e dei follower determinano il grado di interesse per gli argomenti che pubblichiamo. Quando un post è molto seguito e commentato, beh, ci sta indicando che la strada è quella giusta. Cosa fare in caso di lamentele o insulti? Mai contrattaccare. Se è proprio il caso è possibile anche cancellare. Non condivido, ma a volte è necessario. Meglio invece assumere un atteggiamento comprensivo, chiarificatore, responsabile. Mi viene in mente la bacheca di Costa, quella delle crociere. Un caso esemplare di bacheca non gestita.

4 – Partecipa al network

La comunicazione nei social avviene in due direzione. Da una parte si pubblica e dall’altra si assorbono informazioni. Questo è il significato di entrare in rete. Consiglio sempre di farsi un giro sulle bacheche dei propri clienti, follower e fan. Partecipare alle discussioni. Commentare. Offrire aiuto e risposte. Questo a mio avviso è il modo migliore per attirare a sé nuove persone.

Twitter: come misurare i risultati

Twitter in Italia conta circa 3,8 milioni di visitatori mensili (dati Audiweb/Nielsen di gennaio 2013). La sua crescita è lenta, ma il clamore mediatico sta spingendo molte aziende a sperimentarne l’utilizzo.

Ho appena letto questo articolo di Vincenzo Cosenza: “Le cinque metriche più importanti per migliorare le performance su Twitter“.

Vorrei condividerlo con tutti voi, perché trovo molto interessante e utile il suo discorso sulla necessità di un’azienda di gestire la propria presenza sui social misurando i risultati.

Date un’occhiata, troverete alcune indicazioni sulle spie più interessanti da considerare per valutare le proprie performance su Twitter.

Ma che cos’è esattamente un Social Network?

Consigli social

La maggior parte delle persone, quando si parla di social, cita Facebook, Linkedin, Twitter. In realtà, i Social Network racchiudono una categoria molto vasta di siti; ci sono moltissimi social network di cui nessuno ha mai – o quasi mai – sentito parlare, eppure sono perfettamente in grado di dare un forte impulso alla vostra attività aziendale o professionale.

Quindi. Che cos’è esattamente un Social Media e perché è così importante?
Search Engine Watch lo definisce così: “A category of sites that is based on user participation and user generated content. They include social networking sites like Linkedin or Facebook… social sites like Digg or Reddit, and other sites that are centered on user interaction”.

Posso provare a dare una mia definizione: “Per Social Media si intende qualsiasi forma di pubblicazione online o presenza che consente agli utilizzatori di intrattenere conversazioni multidirezionali all’interno o riguardante l’argomento di un sito web”.

Definizioni a parte, quello che credo è che sia importante tenere in mente che entrare a far parte di un Social Network ha un significato all’interno di una strategia di comunicazione, perché consente di creare e/o aggiungere valore al social network stesso e di conseguenza a sé stessi e alla propria attività.

Il social networking si focalizza infatti su di una interazione bidirezionale fra il sito e le persone che lo leggono o lo usano. Un blog che consente i commenti è un esempio di comunicazione bidirezionale così come lo è una bacheca Facebook. Per qualsiasi azione di branding è fondamentale comprendere quanto i social possano essere strumenti davvero potenti.

Comunicare la Cultura


Inauguriamo  il 2013 con un nuovo blog.  Anno nuovo, vita nuova.  Ecco il titolo: “COMUNICARE LA CULTURA”.  La mission è chiara.  Sul  blog vogliamo  parlare di comunicazione per la Cultura.

Siamo nati, viviamo e lavoriamo   nel paese che ha un patrimonio artistico di inestimabile valore. Amiamo tutto dell’Italia e siamo fermamente convinti che questo sia l’unico vero settore in grado di farci uscire da un momento così critico.

Parlare di Cultura è certamente cool, ma è anche un argomento scottante. Dal secondo dopoguerra in avanti, tutti i governi hanno tagliato gli investimenti destinati alla  Cultura; eppure la Cultura dà lavoro a moltissime persone ed è una fortissima attrattiva turistica. Peccato che troppo spesso le informazioni inerenti musei, monumenti, eventi e luoghi di interesse, si limitino solo a comunicare il dove e il quando, tralasciando quali benefici possano portare alle persone e il perché determinati servizi vengano offerti.

Su questo blog parleremo  di fatti veri. Di quello che facciamo  per la Cultura con il nostro lavoro. Con il crowdfunding, la pubblicità tradizionale e la comunicazione digital; il  fundraising e lo sponsorship. Con gli   allestimenti espositivi,la  didattica i cataloghi, i rapporti con i media e  tutto quello che comprende una Comunicazione Culturale a 360°. Lo faremo con esempi pratici, illustrando i nostri progetti e quelli di altri. Spizzicando qua e là. Pubblicando foto, video e articoli, in un work in progress in costante evoluzione.

Alejandro Jodorowski ha twittato che il 2013 è un anno di “forza e amore”. Ci sembra un buon inizio.

 

Redazione www.innamoratidellacultura.it