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Le startup non sono più una nicchia e nemmeno una moda. Ora è tempo di fare squadra

Giovedì 13 marzo a Milano si riuniranno gli Stati generali. Presenti Federico Firpo per Confindustria e la neo ministra Guidi per il Mise. La convocazione parte da Italia Startup che si prende il merito di aver organizzato un evento che, in previsione del GEC 2015 (Global Entrepreneurship Congress ) di Milano, vuole fare il punto della situazione. Un modo per capire quanta strada è stata fatta in Italia per l’innovazione, che cosa si prospetta nell’immediato futuro per un settore che, a pieno titolo, è diventato un elemento decisivo dell’industria italiana. Con tutti gli aspetti di criticità della situazione. Primo fra tutti la frammentarietà. Ovunque, dovunque si creano nuove Start Up. I poli per l’innovazione si moltiplicano e così gli incubatori, ma tutto in modo scoordinato, sparpagliato. Eppure i casi di successo ci sono, ma vanno evidenziati, sostenuti, incentivati e valorizzati in tutti i modi possibili. Già. Ma come? Facendo squadra. Mettendo al bando l’individualismo che non produce altro che fratture e affoga i risultati.

Ma da dove parte l’innovazione? Esiste un polo centrale? Torino. Milano, Roma.  Collocate su un asse ideale si può dire che l’innovazione corre già da Nord sino a  Sud passando per Treviso, Bologna. Ma avere poli per l’innovazione serve a poco se non sono collegati tra di loro e se ognuno si fa la guerra. In ogni caso, speriamo che l’evento di giovedì segni un cambiamento in questa direzione. Quello che ancora è davvero carente, e forse è qui l’anello debole del sistema, è l’impegno. Da parte un po’ di tutti: istituzioni, università,  incubatori, banche, investitori, angels e imprese. Perché oggi nessuno rischia. Se la Start Up dimostra di essere un successo allora la si appoggia. Nell’incertezza, quando i tempi magari sono lunghi o la tecnologia non è subito applicabile o è costosa,  la si lascia morire.  Una novità in arrivo però c’è. È il visto Start Up. Mi sembra di aver capito che si tratta di  una piccola piattaforma informatica destinata a far sì che i cittadini provenienti da tutte le parti del mondo possano decidere di venire qui in Italia a creare imprese innovative. Una bella idea, non c’è che dire. Quando sarà attiva, non si sa. In ogni caso è un altro piccolo passo avanti.

Italia: startup in crescita

In poco meno di tre mesi in Italia sono nate 453 startup.”

Ancora un articolo, ancora startup. Stavolta dal Corriere della Sera, che segnala un fenomeno sempre più in crescita.

Trovo interessante questo breve post che rappresenta una pillola di speranza per i tanti ragazzi senza lavoro. Nel senso che il lavoro te lo crei e te lo gestisci in assoluta libertà, uscendo dalla paranoia del posto fisso. In questo senso la Fornero, con la frase antipatica “non siate choosy” ha detto una mezza verità. Certo, avrebbe potuto scegliere un termine meno arrogante, magari suggerendo ai ragazzi di seguire i propri sogni. Choosy lo intendo oggi come un suggerimento quasi materno, un invito ad  essere selettivi e ad ascoltare la voce del proprio cuore.

Primarie della Cultura

Primarie della Cultura, oltre 33 mila voti.
Più investimenti per il patrimonio storico-artistico
e tutela del suolo, le priorità di chi ha partecipato finora.

Dopo aver letto questo articolo sul Corriere della Sera, ho pensato che sicuramente la strada è ancora lunga, ma il risveglio è già cominciato. Parte dai giovani, i veri proprietari dell’Italia di oggi. FAI promuove un’iniziativa fondamentale che porta alla luce un argomento chiave. La Cultura può e deve essere motore di sviluppo per il paese. Abbiamo già tutto qui. Serve solo un serio e ponderato piano industriale, un atto di coraggio per mettere da parte il metallo pesante che tanto piace alle vecchie generazioni. La Cultura è leggera. Non inquina. È a impatto zero. In più, spesso e volentieri, è divertente.