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Al Castello di Rivoli, il “Ritratto dell’artista da giovane”

Pillole d’arte

Quest’anno, il Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea festeggia i suoi trent’anni e numerosi sono gli eventi che accompagnano questo grande evento.

Tra le rassegne che avvicinano il museo alla data fatidica, abbiamo  trovato molto interessante la mostra “Ritratto dell’artista da giovane“, un’edizione speciale della Borsa per Giovani Artisti Italiani dove, per la prima volta, vengono presentati insieme i lavori dei candidati più meritevoli che hanno preso parte alla Borsa. Francesco Arena, Rossella BiscottiLara Favaretto, Marzia MiglioraMarinella SenatoreSeb Patane, sono solo alcuni dei nomi degli artisti protagonisti.

Tra incontri e similitudini, distanze e differenze, il progetto espositivo, che prende in prestito il titolo dall’omonimo libro di James Joyce, ci invita ad esplorare il percorso seguito dai vari artisti nel tempo e, soprattutto, ci offre un ‘ritratto’ dell’arte italiana negli ultimi dieci anni e della sua evoluzione.

Da un lato, c’è la storia della Borsa che riflette anche quella del Museo e, dall’altro, si ritrova l’impegno di un’iniziativa pensata per sostenere la ricerca artistica e promuovere l’arte italiana, in un contesto come il nostro, dove le difficoltà e i problemi che s’incontrano per ‘aiutare’ la cultura a crescere sono sempre più numerosi.

Vi lasciamo  con alcune foto della mostra, che potrete vedere fino al 21 settembre.  ☛  Qui tutte le info sul progetto, a cura di Marcella Beccaria.

Ritratto dell'artista da giovane Ritratto dell'artista da giovane Ritratto dell'artista da giovane Ritratto dell'artista da giovane Ritratto dell'artista da giovane Ritratto dell'artista da giovane 07_rivoli

Assedio al Castello. Rievocazione storica a Monticello d’Alba

Una domenica all’insegna della storia

Domenica 1 giugno  trasferta degli Innamorati della cultura a  Monticello d’Alba, dopo aver ricevuto un invito dalla Contessa Elisa Roero di Monticello. L’appuntamento era goloso: rievocazione storica dell’assedio al Castello, visite guidate, un mercatino, un concerto serale e intrattenimenti vari. Il programma organizzato dalla Contessa Roero con l’appoggio di Turismo in Langa, è stato fittissimo e molto interessante e prevedeva, oltre alla visita al parco e al castello, le varie fasi dell’assedio interpretato da ben 60 figuranti in abito medioevale.

– Ore 10: l’accampamento si sveglia;
– Ore 11: giullari e musici in festa;
– Ore 12: gli antichi mestieri;
– Ore 13: il pranzo nel Medioevo;
– Ore 14: giullari e musici in festa;
– Ore 15: preparazione dell’assedio;
– Ore 16: prove di combattimento;
Ore 17: il momento dell’assedio;
– Ore 18: smantellamento del campo, saluti.

Monticello d'Alba Monticello d'Alba

Tra le compagnie, la Compagnia dell’artiglio del Dragoi musici della Compagnia del Coniglio, i combattenti e gli antichi mestieri dell’Associazione Culturale Ricreativa Castrum Montis e della Compagnia dell’Orso Nero, i combattenti de Il Mastio e i Cavalieri Templari del Nord Ovest. A commento, la voce narrante dell’attore albese Paolo Tibaldi.

Monticello d'Alba

Monticello d'AlbaLa visita al castello, tutt’oggi abitato dalla famiglia Roero, ha svelato uno dei tanti gioielli di cui è costellata la nostra penisola. Inutile dire che il nostro  interesse da turistico si è spostato subito sul versante professionale: la piattaforma Innamorati della Cultura accoglie fra i vari progetti di Cultura Italiana anche i gruppi di rievocazione storica. I recenti tagli hanno certamente privato i comuni dei fondi necessari per portare avanti questa meravigliosa attività culturale che, per quanto mi riguarda, è più attrattiva e divertente di qualsiasi mostra. I costumi delle varie compagnie che hanno partecipato all’assalto erano stati dati in prestito dal Borgo Medioevale di Torino; e credo che in altri casi, quasi la totalità delle attrezzature e l’abbigliamento siano a carico della compagnia, cioè dei privati…

Tra queste riflessioni e tante scoperte, la giornata si è conclusa piacevolmente e, soprattutto, con il sorriso, grazie alle performance del cabaret di Zelig.

Emanuela Negro-Ferrero – www.innamoratidellacultura.it

 

È nata! Innamorati della Cultura è online. Scopri come funziona e dimmi cosa ne pensi.

Ci stiamo lavorando da mesi, alacremente. Siamo alle ultime battute perché da oggi siamo online. Non mi sembra vero. In questi mesi di riunioni, discussioni appassionanti e appuntamenti serrati, abbiamo dato forma al progetto e sostanza al team. La squadra deve essere unita per vincere. Ci si deve allenare giorno dopo giorno. Soffrire e sudare insieme. Abbiamo sudato e “Innamorati della Cultura” è finalmente online.

Di che cosa di tratta? Di un sito, a cui abbiamo fornito una piattaforma di crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento). In pratica, si tratta di un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone ed organizzazioni. È un processo di finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse. Niente di nuovo sotto il sole. Quello che è nuovo è il contenuto. “Innamorati della Cultura” si  occupa di progetti culturali, quelli che il nostro Governo ha deciso che non vanno più finanziati. Il che, nel paese che ha il più vasto patrimonio culturale al mondo, suona come una straordinaria fesseria.

I nostri cugini francesi, che nel settore culturale del fundraising dimostrano un maggiore acume, hanno già sperimentato questo sistema al Louvre con la campagna Tous Mecenes (tutti mecenati). Il progetto prevedeva di raccogliere 1 milione di euro attraverso le donazioni delle web community per acquistare il capolavoro rinascimentale Le tre grazie di Cranach da un collezionista privato. Anche da noi a Torino, Palazzo Madama ha raccolto il denaro mancante all’acquisto di un servizio di piatti.

In questa fase di lancio, oltre ad essere stati incubati dal Politecnico, stiamo raccogliendo le adesioni di chi vorrà partecipare presentando un progetto. Principalmente Enti e Associazioni.

Ironicamente, per sostenere il nostro progetto stiamo cercando fondi, principalmente aziende; in cambio un forte ritorno d’immagine. Investire in cultura è certamente cool ma, soprattutto, dà lavoro alle persone. Questo è uno dei criteri base che abbiamo stabilito debba essere definito per presentare i progetti e vederli pubblicati. Quante persone lavoreranno? Che tipo di ricaduta ci sarà sul territorio? Quale indice di felicità verrà generato?

Mi sono dimenticata di dire che per far partire il progetto la squadra ha formato un’Associazione: “CulturaPiemonte”. In onore della nostra bellissima regione.

Clicca qui per guardare il video di presentazione sul sito.

Equinozio al Castello di Rivara

Il Castello di Rivarasede storica del Cenacolo di pittori della Scuola di Rivara, situato a 30 chilometri da Torino nelle valli del Canavese, è un complesso composto da tre edifici indipendenti: il Castello Medievale, la Villa Neobarocca e le Scuderie, immersi in un parco di oltre 45.000 mq. È un luogo magico e l’idea di festeggiare l’equinozio d’autunno ritorna dopo sei anni con grande spolvero.

L’inaugurazione ufficiale dell’Assessore Coppola ha svelato ancora una volta il genio del padrone di casa, Franz Paludetto. Per celebrare il passaggio alla nuova stagione, il famoso gallerista ha riunito una nuova generazione di artisti, dando vita non a una mostra bensì a un grande evento fuori dal  normale. “Equinozio d’autunno” è il titolo e 19 sono gli artisti, italiani e internazionali, che “dialogano” con le opere della collezione permanente.

Nel corpo centrale del Castello, restaurato (credo) verso la fine del 1800, ho visitato ben quattro personali: Elvio Chiricozzi “Senza peso”, Oreste Casalini “Balanced”, Mustafa Sabbagh “Tutto si muove”, Davide Dormino “Magnetism”. E ancora, collocati in mezzo alla collezione permanente, i lavori di Omar Ronda “Gli ospiti di sangue blu in visita al Castello di Rivara”.

Nel Castello Vecchio, la modernissima esposizione di tre artisti super giovani. Luca Cruz Salvati “Principi senza princìpi”, Sveva Angeletti e Leonardo Aquilino “Centro di Documentazione Fotografica”, a cui fanno da simbolici “tutor” le altre importanti opere della collezione permanente e i progetti degli artisti Enzo Gagliardino, Adriano Campisi “Il giglio si manifesta alla parete bianca”, Alessio Delfino “Tarots”, e Daniela Perego “Quel che rimane”. Un trionfo di creatività fresca e originale.

All’esterno, le opere permanenti che popolano il parco, ospitano in mezzo a loro come anziani tutor, le opere temporanee di  Alessandro Giorgi “4 materassi bianchi 1 nero”, Annamaria Gelmi “The flower for Castello”, Maurizio Taioli “Via Crucis” e Nicus Lucà “Il ladro di colore”.

Il meglio, per me che amo l’arte ma ammetto di non capirne un granché, è arrivato scendendo nella cantine del Castello. Lì sotto, il lavoro “Dejavu” di Katia Pugach si snoda lungo l’esposizione che narra la storia del vino Erbaluce, con la ceramista Maria Teresa Rosa in “Cantico”, realizzata grazie ai  produttori canavesani Ferrando, Orsolani, Santa Clelia.

La mia domenica al castello è stata davvero magica e vi consiglio vivamente di fare altrettanto. Perché il Piemonte continua a riservare sorprese e delizie. Ormai non vi è più stagione in cui i sensi non possano trovare appagamento.

*Ringrazio per le foto la mia cara amica, Patrizia Casagrande.

Innamorati della Cultura. È nato un portale dedicato a chi la Cultura la ama attivamente

Ormai l’abbiamo capito. La Cultura in Italia è motore di sviluppo. Ma il nostro governo (e quelli precedenti) preferisce acquistare gli aerei da guerra piuttosto che investire nel suo patrimonio culturale. Un vero peccato, perché l’Italia grazie a questo tipo di politica miope è scivolata addirittura dietro alla Germania come luogo preferito dal turismo internazionale. Eppure, i dati delle ultime ricerche di mercato  dimostrano con chiarezza che per ogni euro speso in Cultura ne tornano indietro sette.

Abito da sempre a Torino e ho assistito personalmente alla sua grande trasformazione. Nei miei ricordi infantili c’è una città grigia, tetra, i cui ritmi di vita erano scanditi dalla FIAT. Poi, lentamente, le politiche illuminate di Comune e Regione hanno operato la trasformazione in quella Torino che oggi attira migliaia di turisti. Le Olimpiadi del 2006 hanno certamente aiutato. Passeggiare per il centro città di notte è un vero piacere. Luoghi come Venaria, il Museo Egizio, il Museo del Cinema sono attrazioni in grado di dare lavoro a centinaia di persone. Peccato che i soldi siano finiti. Ci sono state numerose proteste. Si è formato un comitato composto da quelle Associazioni che si sono viste negare il contributo. Si tratta di realtà minori che con la loro attività arricchiscono il territorio di eventi culturali, portando così un po’ di bellezza, una migliore qualità della vita e lavoro. Ho seguito queste vicende da vicino: molte parole e pochi fatti.

Da lì, l’idea di creare un portale che, attraverso una piattaforma di crowdfunding, possa raccogliere fondi dedicati a progetti culturali e di restauro di beni architettonici minori. La piattaforma è quasi pronta e la homepage – una demo – è online. Stiamo mettendo a punto le regole di partecipazione e da settembre inizieremo a selezionare i progetti. Una cosa mi è chiara: CulturaPiemonte è una risposta concreta. Uno strumento che, mi auguro, potrà dare energia ai molti progetti interessanti e innovativi che altrimenti resterebbero fermi, portando lavoro e denaro per il tramite di un processo virtuoso, democratico e totalmente trasparente. Importante. CulturaPiemonte, oltre che un portale, è un’Associazione No Profit. Chi è interessato e vuole sostenere il nostro lavoro lo può fare. Sul sito è riportato l’Iban. Grazie.

culturapiemonte.com

Intanto, vorrei condividere con voi questo video di Deloitte sul futuro del Crowdfunding:

E l’appello di Federculture alla politica:

ArtisMap: alla ricerca degli studi d’artista

Vi ho già detto no che ho una passione per gli studi d’artista?

Perché oggi, dopo la mia ultima incursione nell’atelier di Ugo Nespolo, mi piacerebbe segnalarvi ArtisMap, un progetto molto interessante che ci permette di raggiungere e scoprire quei luoghi insoliti e affascinanti che sono gli studi degli artisti.

Torino, Val di Susa, Ameno, Alessandria, sono solo alcune delle località mappate fino ad ora da ArtisMap, che si pone come osservatorio e guida per conoscere gli artisti del posto e, soprattutto, gli spazi in cui creano.

Le fotografie, le descrizioni, la scoperta degli studi dei maestri del passato sono gli elementi chiave di questo viaggio virtuale destinato a diventare reale. ArtisMap, infatti, ci offre tutte le coordinate – dal numero civico al numero di telefono – per entrare nel vivo degli studi d’artista preferiti. (Mi piacciono questi consigli geolocalizzati che azzerano la distanza di sicurezza tra il pubblico e l’arte).

Ancora non ho visto tutti gli studi e vi lascio per continuare la mia visita online tra spazi dismessi, scuderie settecentesche e ville bucoliche… E se vi ho convinto, provate a entrare anche voi.