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Da Omar Galliani a Ettore Spalletti. Alla GAM, due mostre imperdibili

Alla GAM, non una ma due mostre davvero imperdibili.

È bellissimo visitare un museo e ritrovarsi rapiti contemporaneamente da due grandi progetti espositivi.

Da un lato, gli spazi dell’Underground Project ospitano “L’opera al nero” di Omar Galliani; dall’altro, si può vivere “Un giorno così bianco così bianco“, la mostra che vede protagonista uno dei grandi maestri dell’arte contemporanea italiana, Ettore Spalletti.
Ettore Spalletti

Il colore e la perfetta leggerezza dell’equilibrio dominano quest’ultima esposizione che non tocca solo Torino, ma anche Roma e Napoli. Per rendere omaggio alla lunga carriera dell’artista, infatti, la GAM, il Madre e il MAXXI hanno deciso di operare insieme e di realizzare un unico grande progetto diviso in tre mostre.

È partito il MAXXI il 13 marzo, esponendo i lavori più recenti e l’installazione site specific, tutta bianca che dà il titolo all’intero progetto.
Ettore Spalletti

È seguita, lo scorso 27 marzo, l’inaugurazione alla GAM, dove viene ricostruita l’atmosfera dello studio dell’artista, il suo rifugio protetto, popolato da oltre venti lavori tra cui spicca “Disegno, mano libera“, un disegno di 8 metri del 1981, presentato in anteprima nazionale a Torino. Devo riconoscere che il tentativo è davvero ben riuscito. Quella ricreata è una dimensione temporale sospesa che lascia le opere libere di fluttuare all’interno di uno spazio ordinato dal colore.

Adesso si attende con ansia il Madre, che raccoglierà circa 40 opere, mostrando l’intero percorso dell’arte di Spalletti dal 1960 ad oggi, anche attraverso opere inedite.

È la prima volta che in Italia si genera questo tipo di soladizio tra musei ed è un evidente e coraggioso segnale di forza e cooperazione, uno stimolo per l’arte e la cultura che respirano e si rafforzano.
Omar Galliani - GamPer questo motivo v’invito ad andare a vedere la mostra e a cogliere l’occasione anche per scoprire l’opera di Galliani, che fa riferimento all’importante patrimonio grafico del museo (comprensivo di circa 30.000 opere) e che si distingue per la sua imponenza, per la sua profondità, per l’iconografia simbolica e per la tecnica magistrale.

L’esposizione copre un arco temporale che parte dalle prime opere della metà degli anni Settanta e arriva fino ad oggi, per ripercorrere l’intera vicenda artistica di Galliani. Molto belle le opere inedite, notevole e tempestato di fedi d’oro è “Paesaggio dei miei veleni (D’après Fontanesi)“, lavoro realizzato dall’artista ispirandosi a “Paesaggio con alberi e ruscello” del 1985 di Antonio Fontanesi.
Omar Galliani - GAMEntrambe le mostre danno vita a due racconti di bellezza, uno di colore scuro, l’altro così chiaro. Uno viaggia nel disegno, l’altro nel colore e nella pittura. L’incanto e la materia toccano entrambi. Il tempo è un’ossessione divorata dall’arte.

Ah, quasi dimenticavo. A breve, la GAM ci riserverà un’altra sorpresa, affiancando alle opere di Spalletti il “Ragazzo morso dal ramarro” di Caravaggio. Un bel confronto, illuminato e illuminante, che non vedo l’ora di godermi…

#MuseumWeek. La settimana dei musei su Twitter

24 – 30 marzo. Segnatevi queste date, perché saranno i giorni della #MuseumWeek, la 1° edizione della settimana dei musei ideata da Twitter e che vede protagonisti i più prestigiosi musei europei: dal Louvre alla Tate, dalla Reggia di Venaria a Palazzo Madama e al Sistema Museale Romano. (Lista dei partecipanti in Italia).

Ogni giorno ci sarà un tema diverso da affrontare a colpi di tweet, per scoprire il dietro le quinte di queste grandi realtà, per saperne sempre un po’ di più di arte, storia, cultura, scienza. Per connettere le persone alle strutture museali. Sarà davvero un’occasione unica e imperdibile.

Ecco il calendario. Siateci 😉

Lunedì 24 marzo
Un giorno nella vita del museo (#DayInTheLife)
Cosa succede nei musei quando sono chiusi al pubblico?

Martedì 25
Metti alla prova la tua conoscenza (#MuseumMastermind)
Domande, quiz e indovinelli per mettersi alla prova

Mercoledì 26
Racconta la tua storia (#MuseumMemories)
I musei preferiti, le visite memorabili: visitatori e appassionati raccontano

Giovedì 27
Edifici dietro l’arte (#BehindTheArt)
Aneddoti, storie e segreti dei musei

Venerdì 28
Chiedi all’esperto (#AskTheCurator)
Tutte le curiosità e le domande più difficili per mettere alla prova gli esperti

Sabato 29
MuseumSelfies (#MuseumSelfies)
Autoscatti con capolavoro

Domenica 30
I limiti incoraggiano la creatività (#GetCreative)
Il pubblico è invitato a partecipare mettendo in gioco inventiva e voglia di raccontare.

Contribuisci anche tu a liberare la Cultura!

CO-CREATION OF A CULTURAL VALUE

Ecco un nuovo articolo che voglio segnalare: “Invasioni digitali: liberiamo la cultura!”, di Roberta Milano.

Ci tengo particolarmente proprio perché diffonde e mette in evidenza l’importanza di un’iniziativa che parte da un’idea semplice ma coraggiosa e che ha come obiettivo l’agire.

Si tratta di Invasioni Digitali, un programma che fino al 28 aprile organizza oltre 250 mini-eventi, invasioni in musei e luoghi dell’arte, con lo scopo di mostrarli e raccontarli tutti. Lo fa sui social media e in modo totalmente nuovo.

Perché “l’accelerazione della rivoluzione digitale può contribuire in maniera esponenziale allo svecchiamento delle istituzioni culturali e favorire una concezione “aperta e diffusa” del patrimonio culturale. Siamo ormai da anni di fronte ad un radicale cambiamento fondato, soprattutto, su quelle nuove forme di socializzazione e di interazione con la domanda, grazie alle nuove piattaforme digitali e sociali del web. Attraverso di esse, si tende ad incoraggiare la conoscenza e la partecipazione a livello educativo e creativo dell’utenza, aumentando e personalizzando l’appeal dell’offerta culturale, e ad attivare nuovi meccanismi di interazione e confronto della produzione e fruizione della proposta culturale.”

Non dimentichiamo che la nostra Italia è il primo paese al mondo per turismo e cultura, ma affinché questo patrimonio possa esprimere le sue potenzialità occorre intraprendere – cito il Manifesto di Invasioni Digitali e condivido totalmente – la strada dell’innovazione e cogliere i profondi cambiamenti in atto nella società moderna.

È più che mai necessario, urgente. Occorre dare spazio a una comunicazione partecipata e multimediale. Abbiamo bisogno che le istituzioni culturali cambino e radicalmente; che diventino piattaforme aperte di divulgazione, scambio e produzione di valore, in grado di consentire una comunicazione attiva con il proprio pubblico, e una fruizione del patrimonio culturale priva di confini geografici e proiettata verso un futuro nel quale la condivisione e il modello dell’open access saranno sempre maggiori.

Dobbiamo crederci.

Quali sono i musei più social?

Secondo le classifiche di Museum Analyitics il patrimonio turistico tricolore viene valorizzato poco su Facebook rispetto alle altre strutture nel resto del mondo. Tra i migliori il MAXXI: “Programmiamo la nostra presenza online con piani triennali”La palma va quindi al MAXXI di Roma. Seguito dalla Triennale di Milano e dal MART di Rovereto.

Se poi, però, si entra in rapporto con i colossi del resto del mondo (vedi MoMA), ecco che emergono i grandi divari.

Si parla di questo in un articolo pubblicato su Sky.itche mostra le classifiche di Museum Analyitics, progetto che aggrega statistiche sulla popolarità web di oltre 3 mila musei del mondo. Ancora una volta, emerge la difficoltà del nostro Paese di valorizzare e promuovere il suo patrimonio, stavolta in ambito digitale. La conferma di questo arriva, inoltre, a pochi giorni dalla pubblicazione di uno studio di Eurostat, che ha relegato l’Italia all’ultimo posto per quanto riguarda gli investimenti per la cultura in percentuale sul totale della spesa pubblica.

È una situazione triste, aggravata dal fatto che i nostri musei pubblici “patiscono difficoltà economiche ed inefficienze che li portano ad incassare, tutti insieme, il 25% in meno del Louvre da solo. È il risultato, si dice, dell’assenza di una strategia complessiva”.

A quando una strategia, una politica valida? V’invito a continuare la lettura dell’articolo: I musei più social: l’Italia è all’85esimo posto.

 

La Cultura salverà l’Italia. Ora, salviamo la Cultura

Leggo con interesse dell’intervento del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenuto a Roma nella sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei, a un convegno bilaterale italo-brasiliano su «Cultura, scienza, diritto e sostenibilità: strumenti per la tutela del patrimonio» (l’incontro è stato organizzato da Anpr – Associação Nacional dos Procuradores de República.

«Il nostro Paese – afferma il presidente di Confindustria, nel suo intervento al convegno – genera circa 80 miliardi di euro di fatturato con l’industria della cultura e della creatività, equivalente al 2,3% della ricchezza nazionale, con circa 600 mila addetti del settore». «Il numero di occupati nell’industria creativa e culturale – sottolinea Squinzi – potrebbe invece arrivare al milione di persone, al pari che in Germania, con un maggior coinvolgimento della presenza delle imprese. Dobbiamo fare un salto di qualità delle politiche verso una concezione moderna e innovativa che sappia conciliare proprietà pubblica, bene comune e gestione privata, dimensioni cooperative e non conflittuali. Sfruttando meglio l’industria della cultura e della creatività si potrebbero generare 400 mila posti di lavoro».

Bello, bravo, bene. Peccato che la Cultura in Italia sia la prima voce soggetta ai tagli, che gli investimenti siano ridotti all’osso e che si continui a tagliare. Eppure, i dati confermano che la Cultura fa bene al Pil.

Il Giornale dell’Arte, che è la bibbia del settore, riporta che Pasqua (insieme al ponte dei Santi) sono i momenti forti di tutti i musei. In questi due giorni di festa, infatti, Venaria ha fatto quello che ha fatto, ma anche il Colosseo è andato benissimo con oltre 23 mila visitatori, mentre 11 mila (in lieve flessione) ne ha avuti Pompei (altra star tra le mete preferite dai turisti) e oltre 20 mila persone si sono messe in fila alla biglietteria degli Uffizi. Di forti aumenti, rispetto a Pasqua 2012 però, si parla solo per Venaria. I dati pubblicati dall’Istat dicono che i musei italiani nel 1996 avevano 25 milioni di visitatori. Nel 2011 (ultimo dato certificato), si è superata quota 41 milioni. Ovviamente non tutti i musei richiamano allo stesso modo. Nel prossimo numero di maggio, il Giornale dell’Arte pubblicherà la classifica dei musei più visitati lo scorso anno. La grande star è il Colosseo (con il cui biglietto si visitano anche Foro romano e Palatino), che sfiora i 5 milioni e mezzo di visitatori. È seguito da Pompei, che arriva a 2 milioni.

Una cosa che salta all’occhio, e parlo per esperienza diretta, è la scarsa capacità dgli enti culturali di fare comunicazione. Ho già visitato diversi musei, presentato progetti innovativi e interessanti ma nulla, oppure, si è fatto poco. Il dato più evidente è che i musei, da soli, non ce la possono fare. Rimangono i privati, ma la normativa vigente non incentiva le partecipazioni e le sponsorship. Un bel rebus all’italiana e un vero peccato.

(Ph. Alfredo Jaar, Kultur = Kapital, 2012).

Museums go mobile! Social Media Week


Le tecnologie, in particolare quelle mobili, stanno trasformando radicalmente l’esperienza di visita a un’istituzione culturale. La possibilità di accedere a siti web, applicazioni mobili, materiali scaricabili e altro ancora fa sì che l’incontro con il bene reale acquisti una nuova dimensione, espandendo inoltre i confini della visita vera e propria a un “prima” e un “dopo” virtuali
.

In che modo le esperienze mobile possono arricchire un museo e integrare la visita di una mostra? Quale tipo di tecnologia utilizzare? Quali sono i vantaggi e i limiti? I visitatori sono pronti? E cosa ci aspetta nei musei nel futuro prossimo?

Questi temi sono stati al centro del panel Museums go mobile! che si è tenuto a Milano durante la Social Media Week e nel corso del quale sono stati presentati esempi pratici e a specifici case studies, inclusi i progetti mobile recentemente sperimentati da Palazzo Madama e dalla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino con il progetto Scrigno+.

Vorrei condividere con voi il video dell’incontro che, introdotto da Stefano Boeri, ha visto come relatori Elena Olivero e Marta Barcaro (Pinacoteca), Paolo Paolini (HOC-LAB e Centro per la Valorizzazione dei Beni Culturali del Politecnico di Milano) e Irene Rubino (Palazzo Madama):