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Campagne. Al Salone del Libro di Torino: come lanciare una campagna di crowdfunding ed essere molto felici

Emanuela e Raffaella Intervistate da ElectoRadio
Emanuela e Raffaella Intervistate da ElectoRadio

Il Salone del Libro di Torino è un avvenimento culturale a cui noi #innamoratidellacultura non potevamo mancare.  Il  giorno dell’inaugurazione, vista la presenza del Presidente della Repubblica e la previsione di un’affluenza straordinaria, abbiamo lanciato la campagna per “L’Indice dei Libri del mese.  Chi non conosce l’Indice alzi la mano.  Questa famosa rivista in trentanni di vita ha accompagnato  moltissimi di noi in un percorso critico e intelligente che non deve essere disperso. La campagna ha come scopo quello di raccogliere una cifra sufficente a costruire la versione digitale, una applicazione editoriale e digitalizzare l’enorme archivio. Il vero tesoro da non perdere. L’occasione era propizia per presentare in grande stile la campagna. Come?  Ogni progettista ha il suo modo di procedere. L’Indice dei Libri aveva uno stand al Salone in posizione strategica, all’ingresso.  Un posto perfetto per distribuire materiale, vendere le borse  realizzate appositamente per le ricompense. E programmare tre giorni densi di appuntamenti, presentazioni, interviste  radiofoniche e dibattiti.

Emanuela e Chiara, crowdfunding manager per "Compro Oro"
Emanuela e Chiara, crowdfunding manager per “Compro Oro”

Emanuela Negro-Ferrero ha accompagnato Raffaella Ronchetta, Ad di Farheneit452,  la società che gestisce il “nuovo Indice” ,  in un percorso promozionale divertente e che, a conti fatti, si è rivelato ricco di opportunità e aperture. In due giorni L’Indice dei libri ha superato i 1500 euro di raccolta e ad oggi non accenna a fermarsi. Fare crowdfunding significa metterci la faccia. Darsi da fare per raggiungere il proprio obiettivo. Questo implica una buona dose di leadership personale che al team dell’Indice dei Libri non manca di certo.  Gli interventi principali possono essere ascoltati al link http://www.primaradio.it/salone2015/14.05.15%20-%20Emanuela%20Ferrero%20e%20Raffaella%20Ronchetta%20-%20Piattaforma%20innamorati%20della%20cultura.mp3

Le copertine de L'Indice sono sempre bellissime
Le copertine de L’Indice sono sempre bellissime

Il venerdì alle 18.00 ci attendeva una sorpresa, allo “Spazio Autori”, abbiamo potuto presentare davanti a un “crowd” attento , interessato e curioso la nostra piattaforma, in che cosa consiste il corwdfunding, il progetto e , last but not least, la campagna di video virali ospitata su La Stampa web e che, nemmeno a dirlo, sta aiutando tantissimo L’Indice dei Libri a raccogliere donazioni, consenso, visibilità e nuovi estimatori. La morale dei questo post è: chiedete e vi sarà dato. Mettere il progetto sulal piattaforma ha il senso di far circolare la campagna con azioni di comunicazione a basso costo. E’ anche un modo garbato per dire alle persone di donare versando il denaro lì e non a voi direttamente.

 

L’8 settembre narrato da Gianni Oliva. Tutta un’altra storia.

Venerdì 18 ottobre, alle ore 21.00, nella Sala Conferenze dell’Hotel Ala d’Oro, ho ascoltato con grande interesse la presentazione dell’ultimo lavoro dello storico torinese Gianni Oliva “L’Italia del silenzio”, edito  da Mondadori. L’incontro, introdotto dallo storico Paolo Cavassini, si presentava intrigante: 8 settembre 1943, giorno della scelta e inizio del riscatto? Oppure, fine di una stagione e “morte della patria”? Di storia contemporanea confesso di ricordare poco. Sono figlia di quella generazione che a scuola otteneva bei voti studiando il minimo indispensabile. Cerco quindi di riassumere l’argomento meglio che posso. Fortunatamente, la spiegazione del relatore è stata talmente chiara e bene esposta che persino io ho capito. 😉

Ricostruendo gli eventi drammatici del 1943-45 che “sconvolsero” l’Italia, Oliva racconta di un’atmosfera antieroica, dove l’elemento dominante fu in larga misura quello dell’attesa, “eterna psicologia italiana che aspetta dagli stranieri la salvezza”, scriverà Piero Calamandrei.

Ho trovato interessante questo punto di vista,  differente  da quelli che solitamente si leggono o si ascoltano. L’autore ha descritto con termini semplici e vividi un quadro intenso dell’invasione tedesca in Italia. Lo ha fatto passando a tratti attraverso la narrazione degli ordini impartiti dagli ufficiali italiani. Nessuno sapeva con certezza che cosa sarebbe accaduto dopo l’annuncio dell’armistizio. Quindi ognuno avrebbe dovuto agire in base al buonsenso e al sangue freddo. Confesso che la narrazione di Oliva è risultata fortemente realistica e, in ultimo, apprezzata dal pubblico numeroso.

La serata, organizzata dal Caffè Letterario di Lugo, era uno dei moltissimi appuntamenti culturali che vengono organizzati durante l’anno e che raccolgono sempre più consenso e diffusione.

Ho dato uno sguardo al blog e, in  effetti, sono rimasta stupita che in  un paese così piccino si riescano ad organizzare serate tanto interessanti, per di più facendo venire gli autori in loco a presentare. La risposta che mi sono data, dopo aver conosciuto i promotori, è che tutto nasce da una  grande passione per la cultura e dalla profonda convinzione che la sua diffusione fa bene non solo alla conoscenza ma al cuore.

Collisioni. Dal sogno alla realtà

Barolo non è soltanto il luogo dove viene prodotto un vino eccezionale. Barolo è un luogo. Un paese abbarbicato su uno sperone circondato da vigneti disposti a formare un anfiteatro. A Barolo, provincia di Cuneo, c’è anche un castello, quello dei Marchesi Falletti. Da pochi anni, in estate, migliaia di persone si recano a Barolo per il Festival Collisioni.

“Ma non doveva esserci Giuseppe Tornatore qui?”. “No signora, adesso c’è Vidia Naipaul”. “Il Premio Nobel per la Letteratura? Allora resto!”.

Sotto al sole cocente il caldo morde cattivo, ma le persone sono comunque in coda per un concerto o una conferenza, non si arrendono. Io ho scelto Saviano. L’ho mancato al Salone del Libro, ma questa volta non me lo posso proprio perdere. Ovunque attorno a me persone allegre; il vino scorre leggero e la musica live è ovunque. Leggo che ci sarà un incontro – una collisione – fra tre band: Marta sui Tubi, Perturbazione e i Tre allegri ragazzi morti. E, infine, il concerto di chiusura con il rapper Fabri Fibra.

Ma perché Collisioni? Guardando in rete, scopro che le collisioni volute dagli organizzatori sono in realtà incontri e non,  come si potrebbe pensare, scontri. Arte e politica. Musica e letteratura. Tradizione e innovazione. Alla scena musicale si mescola quella letteraria, dove Vidia Naipaul e David Grossman raccontano di schiavitù e dolore, emozionandoci tutti fino alle lacrime. Il risultato oltre la crisi sono i 70.000 visitatori. Per un Festival nato come un incontro fra amici uniti dal sogno comune di creare un polo culturale permanente in Piemonte, capace di parlare a tutti, giovani e meno giovani, facendo incontrare la letteratura, il cinema e la musica nella cornice di un piccolo paese di collina tra assaggi di Barolo, offerte gastronomiche di primo livello e tanta  festa, beh, niente male.

E anche Saviano non è stato niente male. Sul palco di Collisioni ha presentato “Zero zero zero“, il suo nuovo libro edito da Feltrinelli. Posso dire che l’attesa ha superato ogni aspettativa e vorrei condividere con voi un estratto video dell’incontro con Saviano, che qui dialoga con i ragazzi del Progetto Giovani:

La nuova anima del Salone del Libro di Torino

Folla da record al Salone del Libro di Torino. La crisi economica morde, la tecnologia avanza ma, visto con i miei occhi, le persone riscoprono il gusto della lettura.

Il Salone infatti non è un salone nel senso classico del termine. Festival mi sembra il termine più adatto. Al Salone del Libro, infatti, tutti sono felici. La grande kermesse è strutturata in maniera tale da soddisfare i bisogni di tutti. Il grande Bookstock per bambini e ragazzi, gli stand dei grandi editori e il calendario fittissimo di presentazioni e di eventi sparsi in luoghi diversi della città. Il famoso “Salone off” che Milano ha copiato chiamando i suoi eventi “fuori- salone”.

A me, personalmente, dei libri in fiera interessa poco. Sono appassionata di Amazon e seguo un paio di librerie cittadine. A me del Salone interessa l’anima digital, ovviamente.

Ho notato, ad esempio, che il sito ha subito un restyling e che Vodafone ha sponsorizzato la nuova app. Ho seguito con interesse La Stampa perché ha creato un evento live a cui hanno partecipato tutti i visitatori interessati. Ecco, questa per me è la vera novità del Salone. Permettere alle persone di partecipare attivamente all’evento culturale, di appropriarsene e viverlo fino in fondo in prima persona. Penso che l’aria di festa che si respirava a Torino fosse proprio questa: l’aver dato all’evento un’anima…