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Lezione di Crowdfunding n°31 – 8 suggerimenti per un video che buca

Il video è la  parte essenziale di una campagna di successo. Le campagne che utilizzano il video generano  fondi con una percentuale del  114% rispetto a quelle senza.

E’ facile capire  il valore che possiede un video se lo utilizziamo per  condividere le nostre storie, ma creare un video impattante  non è semplice ed entrano in gioco molti fattori : c’è bisogno di risorse e attrezzature, di alcune conoscenze base su come effettuare le riprese e anche sul modo migliore di apparire in camera. Non siamo tutti professionisti e la questione video per molti è un gradino alto da superare.

Una delle principali sfide che molti progettisti  devono affrontare è proprio la  creazione del video.

In questo post voglio condividere  alcuni suggerimenti utili su come iniziare a creare i tuoi video e superare gli ostacoli, compresi quelli personali.

1 – L’attrezzatura

Inizio subito parlando di apparecchiatura video e audio. Questi sono gli strumenti necessari per ottenere un lavoro ben fatto e per raccontare la tua storia in un modo visivamente attraente.

Le opzioni disponibili sono centinaia e spaziano dall’Iphone ad una telecamera 3D. In effetti per realizzare il tuo  video, non ti serve molto: una fotocamera DSLR in grado di riprendere video HD, un treppiede, un microfono direzionale e una serie di luci per gli effetti.

Possiedi già l’attrezzatura? Benissimo, puoi partire subito! Non la possiedi? La puoi comodamente affittare.  Le apparecchiature video e audio possono essere molto costose. A seconda della qualità dell’apparecchiatura si spendono  facilmente migliaia di euro. Meglio quindi noleggiare l’attrezzatura. Inoltre, l’affitto di attrezzature è molto più conveniente se stai pensando solo di girare  un paio di video durante il fine settimana. Il discorso diventa diverso se per caso hai intenzione di impostare la tua campagna sulla produzione di mini video virali. In questo caso il mio suggerimento, se non riesci a fare da solo, è di farti aiutare da qualcuno che lo sa fare.

2 – La storia

Trova uno stile che ti piace e racconta la tua storia. Non sai come fare? Un po’ di ricerca in rete può portare molta ispirazione. Noterai che i video vengono girati in diversi stili cinematografici e ogni stile può dire la stessa storia in modo molto diverso a seconda del tono, del ritmo e del protagonista.  Fatti alcune domande. Che tono vuoi  avere? Triste? Dolce? Malinconico? Buffo? Anche la musica è importante e sottolinea ed amplifica  il tono della comunicazione.

Filming a horror movie. Female zombie holding clapper board. Cinematography. Halloween.

3 – Il montaggio

La post produzione è il vero laboratorio di costruzione del tuo video.Non sai farlo?  Prenditi  il tempo per imparare a utilizzare un  software di editing. Ci sono una varietà di opzioni come Final Cut Pro, Adobe Premiere e molti altri. Per esempio, potresti sapere che lo stile del tuo video e le tue esigenze tecniche possono essere realizzate con  iMovie o anche con un editor video di Iphone.

4 – Il protagonista

Nel video ci devi essere tu perché le persone vogliono vedere in faccia chi è il protagonista del progetto  a cui donano il proprio denaro.Non avere paura, la creazione di un video significa che hai il controllo assoluto su quello che vede il tuo pubblico. Sei tu che decidi quali sono le scene da inserire e certamente puoi far emergere il tuo lato migliore.

5 – I tuoi punti di forza

Gioca tutto sui  tuoi punti di forza. Hai una grande idea e questo è sicuramente il primo dei tuoi punti di forza. Sai chi sono i migliori venditori? Sono le persone che credono davvero nei loro prodotti. Quindi, quando parli della tua idea progettuale, fai emergere la tua passione. Solo così puoi convincere gli altri a sostenerti.  Usa colori e abiti che sai che ti stanno bene. La fotocamera può farti apparire diverso da quello che sei nella vita reale, per cui è importante prestare attenzione a cose come l’illuminazione e lo sfondo. La simpatia, l’empatia, la sincerità e la leggerezza sono tutti ingredienti chiave per rendere il tuo video interessante ed efficace.

 

6 –  Utilizza uno script

Andare a braccio non è una buona idea. Scrivi uno script e provalo per   assicurarvi che le tue inflessioni e la scelta delle parole siano naturali. È anche una buona idea memorizzarlo interamente in modo da non leggere mentre sei in camera.  Prova e riprova fino a quando diventa tutto naturale.

Lo script è una traccia scritta di ciò che dovrai dire

 

7 –  Parlare con una persona

Se sei nervoso all’idea di dover parlare nella telecamera usa lo stratagemma di parlare con una persona che conosci e di cui hai fiducia in modo tale da rendere le tue espressioni più realistiche e coinvolgenti. Il vantaggio aggiunto è che un amico di fiducia o un collega può darti feedback per modificare le cose che non funzionano.

 

8– Inserisci immagini e altre risorse visive

Ricorda inoltre che devi mostrare molto di più del  tuo solo volto nel video. Potresti includere altre persone che fanno parte del progetto,  illustrazioni, immagini, spezzoni di uno dei tuoi spettacoli o la breve ripresa del tuo film o del tuo balletto. Più metti insieme i pezzi e più ottieni visibilità

Le animazioni vanno bene ma

Questi sono i consigli base per creare un video ad alto impatto. Pensi di non essere capace?

Coinvolgi qualcuno che conosci e fatti aiutare! Il crowdfunding si basa sulla condivisione e sull’aiuto reciproco. Mettere su una squadra è il segreto del successo.

Buon lavoro!

Emanuela Negro-Ferrero – www.innamoratidellacultura.it

Lezione di crowdfunding n°30. Costruisci il tuo pubblico.

Lo sapevi che una campagna di crowdfunding  quando viene lanciata deve avere già a disposizione il 30% dell’importo che ha deciso di raccogliere?

 

Prendere il via con denaro già raccolto consente ad altri donatori di acquistare fiducia quando decidono di dare il loro contributo al progetto. Un po’ come dire “se lo hanno fatto gli altri vuole dire che il progetto è interessante e quindi lo posso fare anche io”.

Per far partire bene la tua campagna di crowdfdunding il primo passo è costruire il tuo pubblico.

  • Costruisci la tua mailing list” . Costruire una lista di indirizzi email non significa è solo aggiungere dei nominativi al database. Vuol dire far crescere una comunità di persone attorno al tuo progettoper tutte le fasi della campagna, dal prelancio alla campagna vera e propria sino alla fase di consegna delle ricompense e ancora oltre.
  • Come accade per qualsiasi lancio di un prodotto, di uno spettacolo, di un libro o di un’idea, questo significa duro lavoro. Ma la ricompensa finale può essere altissima. Abbiamo verificato personalmente che una buona comunicazione tramite email può veramente far raccogliere denaro alla tua campagna: il tasso di conversion delle email è del 34%, più di qualsiasi altra forma di attività promozionale.

Mentre pianifichi la tua campagna prendi spunto da queste idee

  • Inizia subito lanciando una landing page per raccogliere indirizzi

La maggior parte delle campagne che raggiungono il loro obiettivo prendono quota appena sono state lanciate. Euna mailing list fatta bene è un forte impulso al successo. Quindi, prima di lanciare una campagna, è una buona idea creare una landing page con una sezione dedicata alla raccolta di email e, magari, un piccolo questionario. Le persone adorano i questionari! Con questa semplice tecnica si possono ottenere gli indirizzi email dei potenziali sostenitori e tenerli informarti ancora prima del lancio.

Una volta che la landing page è in linea, assicurati che le persone lascino il loro indirizzo email, che condividano sui canali social e che incoraggino amici e parenti a diffondere la notizia della campagna.

  • Raccogliere indirizzi email durante gli eventi

Ogni volta che sei presente a un evento, conferenza o incontro, porta con te un foglio su cui scrivere gli indirizzi  email delle persone che incontri, Se hai anche un tavolo, considera l’idea di offrire un regalino in cambio dell’indirizzo email.

  • Fai una lista “amica” dei tuoi attuali sottoscrittori

Non dimenticare che i tuoi attuali sostenitori possono diffondere le tue notizie.Includi una opzione “invia a un amico” e un tasto per la condivisione sui social. Una volta che la campagna è aperta, puoi sempre incentivare i tuoi sostenitori con una piccola ricompensa o un bonus.

  • Spingi le iscrizioni attraverso I canali social .

Mentre i post di traffico organico sono un modo eccellente per “ingaggiare” I tuoi fan, considera di investire un piccolo budget per aumentare la portata dei contatti.. Programma un tweet di promozione della campagna con inserito il link al modulo di raccolta delle email.  Oppure spingi dei post su Facebook che portino visitatori alla pagina “. Ricorda, la landing page deve conteneere un mix di contenuti  misti promozionali e informativi.

  • Organizza una chat su Twitter Host a Twitter Chat.

Una chat su Twitter avviene quando un gruppo di twittatori discutono di un argomento per un’ora intera..Cerca dove puoi trovare delle chat coerenti con il tuo argomento e lascia che si organizzino fra di loro. I twittatori delle chat adorano parlare con un nuovo ospite.

Offrire qualcosa aiuta a raccogliere indirizzi email

 

  • Offri qualcosa

Le persone ti danno volentieri il loro indirizzo mail se hanno indietro qualcosa e se lo scambio viene percepito come alla pari. Può essere una risorsa digitale come un e-book, uno screen saver, un video.

  • In ultimo, fai esperimenti

La sperimentazione è il cuore pulsante del  marketing. Prova nuovi canali per testare la performance. Prova diverse versioni della tua landing page per capire quale piace e interessa di più. Prova nuovi contenuti. Nuove ricompense. Questo tipo di approccio ti permette di ottimizzare le opportunità di raccogliere persone veramente interessate alla tua idea.

 

Emanuela Negro-Ferrero  www.innamoratidellacultura.it.

 

 

Lezione di Crowdfunding n° 29. Sette passi per avere successo.

Ieri pomeriggio, rispondendo al questionario per accreditare la piattaforma www.innamoratidellacultura.it al sito www.crowdf4culture.eu , mi sono venute in mente le tre domande che regolarmente mi vengono poste da chi deve iniziare un progetto di crowdfunding.

“ Quali sono gli elementi comuni che caratterizzano una campagna di assoluto  successo? Quale piattaforma è meglio per il mio business o  la mia campagna? Che cosa devo offrire ai miei donatori o investitori?”

Credo che le risposte possibili ed esaurienti siano sostanzialmente 7. Questo è il tema della Lesson di oggi. Imparare ad avere successo partendo dalle basi  e seguendo i passi.

Tip 1:  scegli con cura la piattaforma

Il primo passo, prima ancora di definire gli obiettivi della raccolta , è certamente quello di identificare la piattaforma.  Le piattaforme sembrano tutte uguali ma non è così. Le variabili sono molte. Generalista o verticale. Contratto keep it all oppure flessibile. In ogni caso scordatevi che sia la piattaforma a raccogliere al posto vostro. Questa è una leggenda metropolitana e può essere vera per progetti molto cool su grandi piattaforme americane o inglesi. Da noi è ancora tutto a carico del progettista. Altra differenza. La campagna è equity o reward? Ad ognuno la sua piattaforma.

Tip 2: Pitch e Storytelling

Le campagne con il video raccolgono di più?  Si,  per questo motivo  il video promozionale di una campagna di crowdfunding  va scritto e girato  seguendo determinati criteri.  Innanzi tutto è bene ricordare che il crowdfunding si esprime  online. Lo scopo del video è quello di catturare l’attenzione delle persone quando sono online e quindi sono iperstimolate e distratte da mille situazioni e contenuti.

Ecco perchè il video pitch deve contenere un messaggio costruito in modo tale che possa catalizzare l’attenzione dei “due cervelli” dei potenziali donatori e finanziatori: il cervello razionale e il cervello emozionale.

Il modo più efficace è quello di raccontare una grande storia il cui soggetto verte sui sogni e gli obiettivi del progettista oppure l’attenzione è focalizzata sul progetto e, soprattutto sui motivi che rendono il progetto appetibile per chi dona.

Tip 3: Focalizzarsi su ciò che può essere benefico per i donatori

Sembra un controsenso ma non lo è. La campagna di crowdfunding  serve a voi per raccogliere soldi ma il messaggio da veicolare deve essere  focalizzato sul far percepire vantaggi e benefici per il donatore.

Come si riesce a fare questo? Nelle campagne di tipo reward, un buon segnale viene dato dalle ricompense. Più sono curate e legate alla campagna e più aumentano le possibilità che le persone scelgano di donarvi il proprio denaro. Un buon sistema è certamente quello di chiedervi se, trovandovi al posto del donatore, vi piacerebbe ricevere quel tipo di ricompensa. Vi attira o vi annoia? Sembra pensato apposta per voi oppure assomiglia a un avanzo della cantina?

Nelle campagne di tipo equity invece è importante definire con chiarezza I termini di ciò che offrite a chi investe su di voi.

 

Tip 4:  Coinvolgere i sostenitori

L’errore più comune che viene compiuto da chi decide di lanciare una campagna di crowdfunding per la prima volta (sia reward che equity) è certamente quello di non coinvolgere adeguatamente il primo livello di sostenitori: amici, parenti,colleghi, conoscenti.

Quando parte la campagna  è fondamentale che i propri contatti siano avvisati e pronti a donare.  Una campagna che accelera rapidamente attira l’attenzione benevolente di persone che, magari non si sentono coinvolte ma, se opportunamente stimolate,  possono diventarlo perché verificano il successo dell’idea o del progetto.

 

 

 

 

Tip 5: il potere dei grandi donatori

Che cosa succede una volta che i donatori di prima fascia hanno donato? Come fare per ottenere nuove donazioni? Un metodo infallibile, è quello di analizzare ed elencare con attenzione prima che la campagna vada online, quali sono i potenziali grandi donatori. Possono essere persone oppure aziende intenzionate a sponsorizzarvi. Non si può sapere chi fino a quando non lo si contatta. Il grande donatore spesso non sa nulla di voi e del vostro progetto. Ecco perchè è importante coinvolgerlo e fare il possibile per presentare la propria idea e I vantaggi che derivano dal sostenerla. Il mio suggerimento è quello di creare ricompense speciali, dedicate a fasce alte di donazione e con un alto potenziale di gratificazione.

Per le campagne equity funziona allo stesso modo. E’ sempre ottimo trovare un potenziale investitore prima di andare online.  Questo evita la desolazione della campagna a 0 donazioni e invogli altri potenziali donatori a intervenire.

 


Tip 6: pianificazione marketing e strategia di comunicazione

Le piattaforme di crowdfunding non raccolgono soldi. Punto.  Indipendentemente dalla piattaforma, I risultati che si ottengono sono proporzionali allo sforzo e all’attenzione che si dà  alla piattaforma e a come si è  in grado di collegare gli sforzi di raccolta fondi sia online che offline.

Nel caso di campagne lanciate su  piattaforme di crowdfunding di tipo reward, i progettisti impiegano mesi a pensare e poi a costruire la parte strategica di marketing e la comunicazione della propria campagna. Sanno che nella pianificazione devono tenere conto di costi fissi per spingere la campagna e anche per gestirla. Nulla si ottiene per caso, sempre più persone lo hanno capito e quando partono con la campagna sanno cosa devono fare.

Nel caso di campagne equity, il grosso del lavoro è focalizzato sulla strutturazione dell’offerta e sulla costruzione di solidi contratti  legali .In tutti e due i casi la presentazione è fondamentale per attirare investitori.

 

Tip 7:  osservare i dati

In tutto il mondo il mercato del crowdfunding sta crescendo vertiginosamente. In Italia un po’ meno ma i dati sono confortanti.

Questo significa che ci sono più piattaforme, più progetti e che le persone sono soggette oggi più di ieri a continue sollecitazioni da parte di progettisti, Start Up e imprese.

Nel crowdfunding di tipo reward, proviamo a pensare che l’obiettivo di raccolta sia di 50.000 euro.

Se è vero che la cifra media di donazione sia americana che nazionale si attesta sui 25$, presumendo un tasso di conversione dei visitatori che possono finanziare la vostra campagna  del 3% , ci vorranno 66,000 persone sul web che, al tasso indicato si traducono in 2000 donatori attivi.  Questo significa ottenere tantissimo traffico nei 45 giorni della campagna e moltissimi donatori. Un modo per ovviare è quello di inserire delle ricompense per cifre più alte. Ma devono essere allettanti altrimenti nessuno le sceglie.

Nel crowfdfunding di tipo equity è possibile ottenere pochi dollari da moltissimi investitori . Nel caso di 500.000 euro sono sufficienti 50 investitori da 10.000 euro per raggiungere l’obiettivo.  Perché è più facile trovare molti investitori da 10.000 che uno o due da 100.000 o 200.000.

Per concludere, è evidente che il crowdfunding ha già trasformato e continuerà a trasformare le regole dell’investimento e del fundraising.  Mi aspetto che il mercato,  che in Italia sta maturando, nei prossimi anni aggiunga strumenti di finanziamento dal basso anche per l’immobiliare e  la sanità. Prima lo capiamo e meglio sarà per tutti.

Emanuela Negro-Ferrero – www.innamoratidellacultura.it

Lezione di Crowdfunding n°28. Il video.

Le ricerche americane lo dicono chiaramente: le campagne di crowdfunding con un video raccolgono meglio e prima rispetto a quelle senza il video. O con un video fatto male. Questo risultato è riferito a tutti i tipi di campagna, anche a quelle di tipo “equity”.

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Esistono delle linee quide per realizzare un buon video?

Si, no. La verità è che molto dipende dal proprio gusto personale e dalla capacità di comunicare la propria idea. Un suggerimento che mi sento di dare a chi desidera lanciare una campagna è certamente quello di cercare su più portali  i video di campagne di successo uguali per tipologia a quella che si ha in mente.  Scrivere la struttura e, perchè no, anche copiare.

La differenza fra campagne di successo e campagne che raccolgono poco salta all’occhio.

Quali sono i fattori che determinano il successo di una campagna? Il video è al primo posto!

registaQuanto deve essere lungo un video?

Due o tre minuti. Di meno è poco, di più è troppo.  E’ poco tempo, ecco perché è indispensabile essere concise e chiari.

Scrivere uno storyboard per avere subito sott’occhio la situazione è una buona idea. Il messaggio deve arrivare immediato, essenziale. La richiesta, ci deve essere, garbata ma diretta. Molti chiedono se il video è sufficiente. La risposta è sì, è sufficiente perché la pagina della campagna  che viene messa a disposizione serve proprio perché le informazioni che il video non riporta possano essere descritte con la massima chiarezza e sin dei minimi dettagli.

Il video serve a vendere l’idea. Deve contenere quella che in gergo è definita “call to action”. Cioà la chiamata ad agire. Il famoso “dona ora”, per intenderci.

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In ogni caso, girare un video di qualità è un ‘impresa non da poco. Ecco alcune indicazioni che, se seguite, possono aiutare.

  1. Scrivere uno storyboard. Cioè descrivere scena per scena che cosa deve succedere, chi lo fa succederee che cosa viene detto. Come in un film vero
  2. Rileggere lo “script” e chiedere a tutti, parenti, amici e sconosciuti di avere un feedback
  3. Enunciare scopi e richieste con fiducia , chiarezza e a voce alta.
  4. Eliminare rumori e scricchiolii dall’audio
  5. Girare in piena luce per evitare l’effetto film dell’orrore.
  6. Illustrare il progetto con chiarezza
  7. Usare le angolature, lo zoom, I passaggi con cognizione di causa per non infastidire lo spettatore.
  8. Chi presenta il video deve essere inquadrato in centro
  9. Anche la scena merita la massima cura. Ci sono oggetti? Paesaggi? Interni o esterni? L’idea è di realizzare qualcosa di autentico non di arraffazzonato
  10. Il progetto ha dei colori? Avete un marchio? Coordinare e abbinare abiti, colori  per dare anche una linea guida cromatica alla campagna è certamente una buona idea.
  11. Andateci piano con la colonna sonora: se il progetto non è musicale rischiate di distrarre chi guarda piuttosto che attrarlo
  12. Usate un programma di editing, ce ne sono moltissimi a disposizione anche per chi di video non ne sa nulla

I migliori programmi editing video gratis per montare filmati

La grande opportunità offerta dalla tecnologia rende le cose più facili.

Tablet e smartphone spesso hanno in dotazione videocamere dalla resa eccellente. Last but not least, fatevi aiutare da qualcuno che sa come si fa.  Il crowdfunding è basato sulla condivisione.

Personalmente ho visto campagne realizzate bene e gratuitamente proprio grazie all’aiuto degli amici. Ognuno con una competenza.  I risultati ,se le cose sono fatte con perizia, si notano.

Emanuela Negro-Ferrero www.innamoratidellacultura.it

 

Lezione di Crowdfunding n°23: una lista da verificare prima di lanciare la propria campagna

 

soldiUno dei principali motivi per cui le campagne di crowfunding falliscono è il lancio prematuro.  Molti imprenditori per la fretta di avere il denaro di cui hanno bisogno saltano alcuni passaggi fondamentali.

Qual è quindi l’ingrediente segreto?  La mia risposta è sempre la stessa. Il successo di una campagna è il risultato di un’attenta preparazione. Il successo viene determinato già prima che la campagna venga lanciata e c’è ben poco da fare o da correggere una volta che è andata online.
Certo, non è un assoluto che se la campagna viene preparata con attenzione il successo è  garantito.
Per rendere le cose più semplici a tutti, ho pensato di scrivere una lista.  Si tratta di un elenco di passaggi che ritengo indispensabili prima che la campagna venga lanciata. Il contadino raccoglie se prima ha preparato bene la terra, seminato e curato le sue piantine con amore.  Il crowdfunding è uguale. Cresce bene se viene seguito con amore.

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1 – lanciare una pre-campagna
So che questo punto farà aggrottare le sopracciglia a più di una persona ma pensare di partire da zero per far conoscere la propria campagna è un azzardo. Ci sono campagne che crescono da sole, è vero, ma la maggior parte delle campagne fa fatica ad uscire dalle mura della propria città ed è proprio questo uno dei punti su cui insisto perchè che il progettista si metta subito a lavorare. Creare attenzione e consenso non è qualcosa di banale. Ci vogliono tempo, costanza e dedizione. Come? Creando una optin page per attirare nominativi di persone interessate.  Il costo è minimo ed questa attività è  un ottimo punto di partenza per verificare la propria idea e costruire intorno a sé una comunità di persone interessate e, quando inizierà la campagna vera e propria, pronti a condividerla e a generare buzz. Volete saperne di più? Scrivetemi su enf@innamoratidellacultura.it

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2 – aspetti legali e fiscali legati alla campagna
Il denaro raccolto con le campagne di crowdfundning è denaro che va dichiarato. Pensare alla parte fiscale e tributaria prima di partire è un pezzo di lavoro in meno che si farà dopo. Comunicare che tipo di ricevuta verrà inviata a seguito della donazione è una garanzia di trasparenza e professionalità importante. Settare un conto corrente dedicato, aprire un conto Paypal Business. Sono tutti aspetti che richiedono attenzione e, una volta iniziata la campagna, facilitano le operazioni di raccolta prima e contabili dopo. Il crowdfunding presenta un indubbio vantaggio di trasparenza. E’ finita l’epoca delle raccolte fondi a mano, su conto corrente postale o iban. Le piattaforme mostrano nominativi e importi dei donatori ed è questo il punto di forza che spinge le persone a donare. Lo fanno perchè hanno fiducia..

group-people-social-networking3 – crescere nei social
Quando viene caricata una campagna sulla piattaforma, il progettista riceve una mail in cui gli vengono ricordate le cose necessarie per avere successo. Il terzo punto riguarda i canali social. Non è mai troppo tardi per aprire i propri profili e se sono già aperti, farli crescere e aumentare di visibilità. Ci sono strumenti per farlo più in fretta, mi riferisco alla possibilità di sponsorizzare i propri annunci su Facebook e Twitter. Con Twitter la faccenda è interessante così come lo è esplorare quotidianamente chi sta parlando dello stesso argomento (usando la funzione esplora). In fase di prelancio questa attività si rivela cruciale per il lancio vero e proprio della campagna. I follower raccolti prima della campagna sono infatti più disposti ad ascoltare e supportare e possiedono maggiore autorevolezza. Il tempo medio per costruire una comunità di follower è di circa 3- 6 mesi.

4 – Cercare la piattaforma giusta.
Non sto scherzando. Le piattaforme non sono tutte uguali. Ce ne sonno di molti tipi da quelle generaliste come Produzionidalbasso ed Eppela a quelle verticali come www.innamoratidellacultura.it (cultura e arte) Musicraiser (musica) . Negli USA è abitudine consolidata tracciare i risultati di campagne simili alla propria su appositi portali e decidere in base al successo. In Italia non siamo ancora arrivati a questo livello di sofisticazione, ma il criterio “grande è meglio” non è anche vero. La campagna la conduce il progettista, non il portale e,  a volte, entrare dentro ad un grande portale può esporre al rischio di perdersi in un mare di campagne. Magari molto simili alla propria.

5 – Fissare l’obiettivo
Ci vorrebbe la sfera di cristallo per sapere con esattezza quale è la cifra giusta da chiedere. Siccome ogni campagna è unica, è fondamentale che il progettista faccia bene i propri conti basandosi su:
• costo necessario a completare il progetto
• costo delle ricompense (non siate tirchi, le persone se ne accorgono!)
• commercialista
• PR e marketing
• Percentuale della piattaforma
• Percentualel dei processori di pagamento (dall’ 1.5 al 3%)
• 30% di ammortizzatori per eventuali costi aggiuntivi
Un aspetto che segnalo  è il fatto che raramente negli USA le campagne superano i 100.000 dollari (circa il 2%) . La media italiana si attesta sugli 8000.  Meglio quindi mantenersi entro dei margini di ragionevolezza sperando con la propria attività di raccogliere di più.  Molto dipende poi dal contratto proposto dalla piattaforma.  Nel caso di contratto “fisso” se la raccolta non va buon fine il rischio è di perdere tutto quello che si è raccolto. Nel caso di contratto “flessibile” qualsiasi cifra può essere raccolta ma solo per realizzare una parte del progetto. www.innamoratidellacultura.it li propone tutti e due a seconda del tipo di campagna che verrà pubblicata.

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6 – Inserire ricompense che piacciono
Dico no alle ricompense poco creative. Noiose. Inutili. La campagna piace anche perché la ricompensa piace. Dare un grandissimo spazio alla fantasia è certamente un buon inizio. Così come lo è andare a guardare quali sono state le ricompense offerte da campagne simili alla propria. Il prezzo medio negli USA è di 25 euro. Si possono già offrire molte cose . Basta avere voglia di trovarle.
7 – Lo storytelling
La storia è la chiave per il successo. Perché viene lanciata questa campagna? Dove sta il sogno? Dove si nasconde la vostra verità? Le persone amano leggere le storie.  Meglio sono  descritte e più raccolgono consenso. Lo sanno bene le grandi aziende che lasciano in mano il successo dei propri prodotti alle agenzie di pubblicità. Oggi la reclame si fa con lo storytelling e i biscotti si vendono perché viene raccontata una storia che piace e tocca il cuore. Non non tutti sono pubblicitari.  Per questo ci sono professionisti in grado di offrire consulenza ed esperienza.  I corsi con laboratorio ormai fioriscono un po’ dappertutto (occhio a chi li offre) . Sono un ottimo investimento per chi vuole lanciare una campagna e avere successo. Chi parte pronto arriva bene e raccoglie.

Il 21, 23 e 25 marzo ne terrò uno a Torino insieme allo staff che ha condotto al successo l’Indice dei Libri del Mese  Costa 15 euro la serata di presentazione (2 ore ) e 120 il laboratorio esperienziale.

Per informazioni accademiadelcrowdfunding@gmailcom oppure enf@innnamoratidellacultura.it

 

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8 – Il video
Come deve essere il video?  Vero, spontaneo, semplice e , importante, deve raccontare la vostra storia. In tre minuti scarsi  dovrete  spiegare alle persone chi siete, cosa fate, perché volete raccogliere i soldi. Con allegria, leggerezza, empatia. Suggerisco di non fermarsi al primo video. Una volta che la campagna è lancita, per mantenere alta l’attenzione,  giratene   altri più corti  per spiegare alle persone cosa sta succedendo, come vanno le cose, quali sono le difficoltà, i dubbi, successi e gli insuccessi.  Semplicità e simpatia = successo.   Le persone sanno che se state facendo una campagna di crowdfunding avete bisogno di soldi. Quindi il video deve essere visibilmente fatto da voi. Fatelo vedere a perfetti sconosciuti prima di metterlo online. La loro opinione conta. Se non va bene correggetelo fino a quando non è a posto e il feedback che ne ottenete è positivo.

9 – Pubbliche Relazioni e ufficio stampa
Chi pensa di poterne fare a meno si sbaglia di grosso. I blogger, i giornalisti, le radio e le testate sono la base fondamentale da cui partire per far conoscere la vostra idea. Ci sono progettisti attivi che sanno come muoversi ed altri che non lo sanno. In questo secondo caso è bene investire qualche soldini e farsi aiutare. “Non ho soldi” è la risposta standard. Vero, ma si può  sempre dare un acconto e saldare a fine campagna. Magari incentivando lo staff di comunicazione con una fee se l’obiettivo viene superato. Noi offriamo questo servizio per campagne sopra i 10.000 euro .Per saperne di più manda una mail a enf@innamoratidellacultura.it

students at a further education college
students at a further education college

10 – Il team
Pensare di condurre una campagna di crowdfunding da soli è un azzardo.  Più persone si attivano a seguire i vari aspetti della campagna e maggiore è la probabilità di successo. Il che non significa che non ci debba essere un referente che coordina le varie attività. Ma insieme è meglio. Più amici, più contatti, più canali di diffusione.
Emanuela Negro-Ferreroenf@innamoratidellacultura.it

15 marzo 2016: corso base di crowdfunding per la cultura

crowdfunding 5Ce l’abbiamo fatta!  Finalmente, dopo mesi di gestazione, il  15 marzo 2016 alle ore 18.30 presso la Sala Grande dei Rinascimenti Sociali in Via Maria Vittoria n° 38, Torino – www.rinascimentisociali.org) partirà il nostro primo corso base di crowdfunding!

Abbiamo pensato a un primo incontro di due ore, non è nostra intenzione annoiarvi con fiumi di parole. Vogliamo però farvi uscire dall’aula con le idee chiare, gli strumenti giusti e le armi bene affilate, pronti per progettare la vostra campagna, metterla onlineconcluderla con successo.  Sappiamo tutti che l’argomento crowdfunding è vastissimo, ci sono tante cose da sapere, da imparare e da capire. Molte di queste nozioni sono teoriche e altre, moltissime altre, pratiche. Ecco perché la docenza verrà suddivisa fra due realtà: www.innamoratidellacultura.it   e  Fahrenheit452 www.effe452.it

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Chi c’è dietro Fahrenheit 452? A noi piace molto definirle le “Charlie’s Angels” della cultura.   Tre donne, coraggiose e intraprendenti proprio come i famosi angeli.  L’anno scorso hanno unito la loro professionalità in ambito comunicativo-culturale e  fondato un’agenzia torinese specializzata, per l’appunto, in comunicazione culturale crossmediale. Insieme a loro abbiamo ideato la fortunata campagna di comunicazione e crowdfunding per L’Indice dei Libri del Mese.

E’ solo grazie a Fahrenheit, alla loro professionalità, grinta e determinazione, la storica rivista letteraria oggi è dotata di un nuovo portale multimediale: www.lindiceonline.com. E a tutti i donatori, ovviamente.

La campagna dell’Indice dei Libri del Mese, che abbiamo segnalato come esempio a Ivana Pais per il report delle piattaforme del crowdfunding 2016 http://crowdfundingreport.telecomitalia.com/ è effettivamente un exit da studiare per poter replicare il successo. In due mesi sono stati raccolti oltre 15.000 euro. Molti, se si pensa che la media italiana delle raccolte nel 2015 si attesta sui 5.000 euro.

Insieme a Fahrenheit452 abbiamo costruito quello che può essere definito a pieno titolo una “best practice”, e come tale ve la vogliamo trasmettere. Crediamo nella condivisione e facciamo della co-creazione il nostro credo.

 

Alcune informazioni pratiche: 

il corso base sarà una serata introduttiva dedicata a chi vuole sapere e capire il crowdfunding e avrà un costo di 15 euro a persona (10 euro se porti un amico). Avrà una durata di due ore e sarà rivolto a chi è incuriosito da questo fenomeno in crescita, a chi ha in mente un progetto e vuole verificarne la scalabilità con l’assistenza di professionisti e a chi vuole imparare come si costruisce una campagna di crowdfunding.

Seguirà il laboratorio pratico che si svolgerà il 21 e 23 marzo dalle 18.00 alle 20.00 sempre presso i Rinascimenti Sociali.

Come già per il corso base, gli “innamoratidellacultura” e Fahrenheit 452 lavoreranno insieme.

Il costo di partecipazione al laboratorio è più alto: 120 euro a persona con promozione a 100 euro per chi porta un amico.

Ecco il programma del corso base:

  • Evoluzione storica: crowdsourcing e crowdfunding
  • Cos’è il crowdfunding e qual è il suo potenziale
  • I vari tipi di crowdfunding
  • Le donazioni e la normativa italiana
  • Differenza tra fundraising e crowdfunding
  • Tipologie di raccolta fondi e piattaforme esistenti italiane e straniere
  • Il crowdfunding secondo “Innamorati della cultura”: differenza fra una campagna in ambito culturale e campagne in altri settori (tecnologico,PMI, Startup)

Docente: Emanuela Negro-Ferrero

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  • Esame della campagna per L’Indice dei Libri del Mese
  • Dall’idea al piano di comunicazione
  • Strategie: cosa serve e cosa non serve fare
  • Posso fare da solo?

 Docenti: Raffaella Ronchetta – Laura Savarino

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Informazioni pratiche:

Per il corso introduttivo i posti sono limitati. Potete iscrivervi inviando una mail ad accademiadelcrowdfunding@gmail.com, indicando il numero di persone che verrà con voi (in due avrete lo sconto!) Il pagamento avverrà in loco. 

Per il laboratorio pratico potete già prenotarvi inviando una mail ad accademiadelcrowdfunding@gmail.com e riceverete tutte le informazioni sul laboratorio . Come prenotarsi? versando un acconto pari a 50 euro su c/c Intesa San Paolo IT44P0306901083100000061768 intestato a PinkFishMarketing Ltd indicando come causale “iscrizione al laboratorio di crowdfunding” oppure su Paypal@pinkfishstyle.co.uk

Vi aspettiamo numerosi!

Emanuela Negro-Ferrero – enf@innamoratidellacultura.it

 

Lezione di crowdfunding n°22. Per avere successo servono fortuna e cuore.

Berkeley-Crowdfunding

In questi giorni stavo studiando i dati delle campagne di crowdfunding che hanno avuto  successo sul portale www.innamoratidellacultura.it nel 2015 . E’ mia intenzione  costruire una sorta di metrica in un mercato ancora talmente nuovo che qualsiasi dato pubblicato mi spinge a volerne controllare la  veridicità. Ogni giorno diverse persone  mi chiedono  quali siano secondo la mia esperienza gli elementi che hanno portato al successo alcune campagne e quali invece quelli  che hanno contribuito all’insuccesso o – personalmente preferisco questa versione – al non raggiungimento dell’obiettivo.

Questo  portale si occupa in maniera esclusiva di pubblicare campagne di tipo culturale. Le campagne di crowdfunding in questo ambito sono infatti profondamente differenti rispetto a quelle di tipo sociale o tecnologico. Sembra un assurdo, ma le persone generalmente non riescono ancora a considerare la cultura come uno degli aspetti chiave perché una società possa definirsi  democratica.  Chiedere soldi per realizzare un progetto culturale in Italia, paese che ospita il più grande patrimonio storico e architettonico di tutto il pianeta, produttore della creatività più copiata e invidiata non è percepito come urgente o indispensabile.  Per me questo ha dell’incredibile ma le cose stanno così.

autostima

I progettisti ormai sanno che raccogliere donazioni non è affatto semplice. Le campagne, a meno che si tratti di artisti noti, gruppi musicali arcinoti o produzioni nate nell’ambito del cinema, hanno la necessità indispensabile di comunicare al proprio pubblico la propria iniziativa in maniera il più possibile professionale e, emotiva. Perché l’unico modo che conosco per convincere una persona a sostenermi è quello di coinvolgerla emotivamente spiegando con estrema chiarezza perché deve farlo e che cosa ne ricaverà.  Un’analisi delle campagne pubblicate nel 2015 sul portale (mi riferisco a “Gipo lo zingaro della Barriera” ; “L’Indice dei Libri del Mese” ; “Il Giovane Salvator Rosa”)  fa emergere come fattore comune come  tutte queste campagne  avessero  realizzato un’ottima comunicazione (video impattanti, testi descrittivi ben scritti ed esaurienti, ricompense allettanti, belle immagini, comunicazione social e tradizionale ben fatta, divertente e abbastanza martellante)  ma che il vero “ingrediente segreto” per tutte queste campagne è stato senza  alcun dubbio  la presenza di un leader carismatico in grado di organizzare e dirigere una squadra di persone entusiaste e  focalizzate al raggiungimento dell’obiettivo.  cena in bianco io 3

 

Questo non significa che se la campagna viene condotta in solitario non è possibile avere successo. Quasi sempre in forma volontaria e del tutto gratuita. Noi italiani siamo bravi a creare reti, ma facciamo ancora fatica ad accorgerci di possedere questo talento.  Le mie statistiche mi dicono che quando c’è una squadra che lavora il risultato nel crowdfunding arriva  e senza troppa fatica. In alcuni casi,  la squadra era formata da due, tre persone. Per altre campagne la folla di sostenitori entusiasti si è formata poco a poco . Perché? Come è successo? Empatia. Simpatia. Allegria. Entusiasmo. Spesso chi si mette a fare troppi conti (il famoso “ quanto mi costa?”) non comprende che è esattamente il loro livello ragionieristico ad inchiodare  le campagne. In inglese viene definito “greed”. Le persone avare e avide non saranno mai in grado di raccogliere denaro dalla folla. Gli entusiasti e i generosi intuitivamente sanno che se chiedi ottieni. Chiedere senza attaccamento al  risultato porta, scusate il bisticcio, un grande risultato. Le persone se possono danno con grande generosità. Se la richiesta viene posta nel modo giusto. E la ricompensa che viene data esce dal cuore, non è un costo ma un ringraziamento per la donazione ricevuta.  Cioè denaro ottenuto gratis. Niente male.  Certo, l’atteggiamento non è tutto. Ho visto progettisti organizzare un piano strategico di attività da svolgere quotidianamente degno di un generale di corpo d’armata.  E su queste attività rimanere determinati e soprattutto fiduciosi. La verità è che non ci sono ricette segrete. Ci sono passi imprescindibili da compiere ma, alla base di tutto c’è un atteggiamento irriducibile e determinato verso la vittoria.

Emanuela Negro-Ferrero – CEO – enf@innamoratidellacultura.it

Lezione di Crowdfunding n° 21 – Facebook e la nuova funzone “dona”.

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Leggendo il report 2015 delle piattaforme di crowdfunding l’informazione che emerge con evidenza è che si tratta di un mercato in crescita e che, in Italia,  si sta rivelando sempre più affollato. Le grandi piattaforme sono sotto pressione, soprattutto quando si tratta di no-profit.

Il crowdfunding per campagne di tipo sociale come, ad esempio, calamità naturali, persone scomparse, cresce velocemente attraverso i canali digitali perchè la connessione è velocissima e il risultato spesso è eccellente.

Il colosso YouTube mette a disposizione dei suoi iscritti il sistema “Funfunding” e anche Facebook ha una sezione dedicata alle raccolte no-profit ma solo per alcuni tipi di campagna. Questa funzione è attiva dal 2013 e,  da quanto ho letto, sarà il 2016 l’anno della svolta. Non c’è ancora nulla di ufficiale ma è facile pensare che presto sarà possibile ottenere su FB una funzione dedicata al crowdfunding di tipo reward. Potrebbe rivelarsi  di grandissima utilità per campagne di ogni genere. In fondo si tratta di rimuovere il “non” davanti a “non- profit” e consentire raccolte dotate di una viralità straordinaria.

screenshot 3E’ un dato di fatto che le persone non surfano  sulle piattaforme di crowdfunding per vedere quali campagne sono pubblicate. Quando donano lo fanno perchè il progettista li ha coinvolti o perchè in qualche modo la campagna tocca un loro interesse specifico.

I pro di questo nuovo tipo di funzione a cui sta pensando Facebook, riguardano sostanzialmente:

  • Integrazione immediata
    Quando una campagna esce sui social media, il donatore deve comunque linkarsi alla piattaforma che ospita la campagna stessa ed eseguire il versamento uscendo quindi da Facebook.  Se quindi FB offrisse la possibilità di donare direttamente dalla pagina della campagna, questo giro di accorcerebbe.
  • Viralità
    Facebook consente ai suoi utilizzatori di unirsi alla campagna anche se non effettuano una donazione. Di laikarla, di condividerla e commentarla. Questo aumenta a dismisura la viralità del messaggio rendendo più semplice per il progettista allargare il proprio crowd.
  • Costi
    Al momento Facebook non carica alcuna provvigione per il servizio di raccolta donazioni. Ma, se e quando partirà il nuovo sistema, si può essere certi che la fee sarà molto più bassa dell’attuale 8% che rappresenta la media di quanto trattenuto dalle piattaforma per i servizi erogati.

I contro sono sicuramente il fatto che:

  • in Italia moltissime persone non utilizzano internet
  • la scarsa capacità di sfruttare appieno le potenzialità dei social media da parte dei progettisti italiani
  • Il lavoro di comunicazione effettuato dalla piattaforma da un lato e dal progettista dall’altro e sicuramente più incisive e penetrante rispetto a quello realizzato dal solo progettista. Come dire, two is better than one.

facebook

 

Rimaniamo affacciati a vedere che cosa succederà. Il mercato italiano, soprattutto quello digitale, è molto diverso rispetto a quello americano. In Italia gli e-commerce stentano a decollare perché le persone amano toccare e vedere le merce con mano.  Sarà così anche per le campagne di crowdfunding?  Staremo a vedere.

Emanuela Negro-Ferrero – CEO – enf@innamoratidellacultura.it

Lezione di Crowdfunding n°20 – Dietro ad ogni campagna di successo si nasconde un professionista di valore.

Rivoluzione-innovazioneIn rete ormai abbondano articoli, manuali e corsi sul crowdfunding. Alcuni sono efficaci e altri molto meno. Altri ancora sono offerti da persone che di crowdfunding  sanno poco o  niente ma, siccome l’argomento  è di moda, dispensano consigli che si rivelano spesso del tutto inefficaci se non addirittura dannosi. Il dato che emerge comunque, è che anche se non è ancora un’abitudine consolidata, la consulenza in questo campo esiste e ,anzi, mi permetto di affermare che in molti casi è davvero  necessaria. Le richieste e le domande per questo genere di sostegno aumentano e questo vuole dire che l’approccio al crowdfunding si sta facendo più consapevole anche nel nostro Paese ed evidenzia che le persone hanno compreso la complessità che si nasconde dietro il crowdfunding in generale e alle campagne in particolare.
Perché dico questo? E’ semplice. Se si comprende che una campagna di crowdfunding è in realtà un vero e proprio progetto di comunicazione (a cui ci si deve avvicinare con consapevolezza) e che condurla con successo richiede:
• un mix di competenze ben precise e molto variegate
• tempo da dedicare alla campagna
• un team di lavoro affiatato
• un budget
allora si capisce che non è qualcosa che si può improvvisare e nemmeno delegare a qualcuno che non ha mai seguito una campagna.

Berkeley-Crowdfunding

Ma come si fa a riconoscere se il crowdfunding manager è esperto oppure no?Ogni campagna di crowdfunding è diversa e un buon consulente, oltre a dover presentare le case history di campagne di successo su cui ha già operato, deve dimostrare di conoscere i principi chiave  del fenomeno. Le domande sono alla base di tutto. Perché è dalle risposte che vengono ottenute che il consulente può aiutare il progettista ad organizzare i contenuti e le informazioni e, nell’ambito della discussione, spiegare ed educare i progettisti alla conoscenza del mondo in cui si stanno lanciando, spesso senza sufficiente consapevolezza.

Crowdfunding
Per avere successo è sufficiente farsi seguire da un crowdfunding manager? Purtroppo no. E’ fondamentale comprendere che, come per ogni progetto, non è sufficiente affidare la propria campagna ad un consulente esperto. Il crowdfunding manager si occupa infatti di ideare la strategia e di condurre il progettista lungo un percorso formativo e operativo. Ma in nessun caso si può sostituire  nel coinvolgere la comunità ( il famoso crowd di riferimento), nel trasmettere il credo e infondere passione per il vostro progetto . Che cosa significa questo? Che la parte operativa va lasciata ai progettisti. Sono loro infatti che devono investire il loro tempo e risorse nella gestione fattiva della campagna.
Ma che cos’è la strategia per una campagna di crowdfunding?
Prima di tutto, se non si conosce a fondo il crowdfunding nelle sue varie forme, è meglio informarsi, magari leggendo uno dei molti manuali disponibili sia in italiano che in inglese. Come per qualsiasi progetto, è importante definire gli obiettivi , il valore che ha e che quindi è necessario coprire , quali sono gli asset che si possono sfruttare. Nel caso di una campagna di raccolta fondi si tratta principalmente del patrimonio che abbiamo a disposizione composto da relazioni e contatti. Ritengo fondamentale inoltre la selezione della piattaforma e del tipo di crowdfunding. La scelta di una piattaforma verticale per certi tipi di progetto è sicuramente più vincente e utile che quella di una piattaforma generalista perché la comunità che si viene a creare attorno al sito è già orientata verso un certo tipo di campagne ed è più propensa a sostenerle. Altro fattore decisivo è la cifra da raccogliere. Meglio stare bassi che puntare a cifre troppo alte. In Italia le campagne, salvo pochi casi di successo, non sono ancora arrivate alle punte milionarie di oltre oceano. E’ preferibile  quindi moderare la richiesta, magari modularla “a step”  e poi , piuttosto, sforare. Perché pochi lo sanno ma non esiste un limite massimo per le raccolte. L’unico problema nel caso di overbudget è quello di utilizzare i fondi per qualcosa di reale e concreto e di doverlo in seguito dimostrare ai propri sostenitori.
Quanto tempo si impiega a preparare una campagna?
Dipende. Ci sono progettisti velocissimi e molto organizzati e altri che preferiscono fare le cose con calma, consultare il manager ogni tanto e procedere con cautela per paura di sbagliare l’impostazione. Certamente, una volta lanciata la campagna l’impegno deve essere full time. Non mio stancherò mai di ripetere che le campagne che non raccolgono non sono brutte. Semplicemente non sono seguite. Dal primo momento, quindi, visto che sollevare l’interesse della comunità non è né semplice né banale, il lavoro di comunicazione e, in particolare, di digital PR e Seo deve essere intenso, mirato e soprattutto costante.
Avete domande? Potete postare un commento ,sarò felice di rispondervi.

Emanuela Negro-Ferrero – ceo – enf@innamoratidellacultura.it

Lezione di Crowdfunding n°19. Facebook serve per avere successo con la propria campagna? Certamente si!

facebook 3Ogni giorno, parlando con persone interessate ad attivare una campagna di crowdfunding, mi ritrovo a spiegare che esistono alcuni elementi imprescindibili. Ci sono passaggi che non si possono e non si devono saltare. La pianificazione è il primo step. La comunicazione il secondo. Ma anche il terzo, e il quarto e il quinto. Oggi parlerò di social media. E quindi di post, engagement e insights. Quindi di Facebook. Il social media più amato e utilizzato dagli italiani con oltre venti milioni di utenti giornalieri attivi.

Come funziona Facebook?
Il paragone che mi piace utilizzare di più perché trovo che sia estremamente chiarificatore è paragonare Facebook a una vetrina. La propria pagina Facebook serve infatti a mettere in mostra ciò che vogliamo comunicare. Che sia un pensiero, un’idea, un progetto o, appunto, una campagna di crowdfunding. A chi lo comunichiamo? Alla nostra comunità composta da amici, potenziali clienti, amici degli amici. Questa piattaforma sociale ha infatti la peculiarità di poter raggiungere una grandissima quantità di persone ampliando la comunicazione non dico a dismisura ma certamente moltissimo.
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Ci sono progetti che hanno già una pagina Facebook. Altri che invece la aprono proprio perché hanno deciso di attivare una campagna di crowdfunding. Il mio consiglio, se vi trovate nella seconda situazione, è quello di aprirne una il prima possibile e iniziare a “farla crescere”. In questo modo, prima ancora di raccontare la campagna, molte persone ne sapranno già qualche cosa e il lancio sarà più seguito e semplice.

Che cosa sarebbe questo engagement?

E’ un termine inglese che significa “coinvolgimento”. Pubblicare dei post (le notizie) sulla bacheca della propria pagina Facebook va fatto con cognizione di causa. Inutile pubblicare a raffica. Facebook ha degli algoritmi che puniscono i pubblicatori seriali. Il consiglio è al massimo di tre post al giorno. Scegliendo bene che cosa pubblicare e come farlo. Il tono è tutto. Deve essere gentile, ammiccante, interessante e, coinvolgente! L’uso delle domande, la richiesta di un’opinione rende la comunità attiva e interattiva. Questo è quello che porta ad avere nuovi contatti e a diffondere la comunicazione.

facebook
Come si scrive un post?
Vero, non siamo tutti social media manager. Ma con poche regole ben chiare chiunque può diventare bravo e pubblicare post interessanti. Come già scritto sopra, l’obiettivo è quello di coinvolgere le persone e farle partecipare. Scrivere che avete una campagna pubblicata sul portale con il link del progetto difficilmente vi farà arrivare una donazione. Meglio raccontare  qualcosa di interessante. Un particolare che stuzzica la fantasia. O magari i ringraziamenti a chi ha già donato. Far vedere con l’uso di video e immagini  ai propri fan che cosa succcede giorno per giorno è un modo per far capire alle persone che siete veri. Che il progetto esiste e che procede proprio grazie all’aiuto di tutti quanti i sostenitori.
Personalmente amo i video.  Le persone li guardano volentieri. Soprattutto se sono divertenti e coinvolgenti. Corti, colorati, spiritosi. Vengono condivisi con piacere e certamente aiutano la diffusione.

Faceboolk e le funzioni della modalità “pagina”
Se avete aperto una pagina, Facebook mette a disposizione alcune funzioni utili per capire come si sta procedendo. Si chiamano insights e servono per raccogliere dati sul proprio pubblico di ammiratori. Si può capire quali sono i post più letti, a che ora sono stati letti, se vengono condivisi. E quante sono state le visualizzazioni. Altri dati importanti riportano l’età e il sesso di chi vi legge. Un bel modo per capire che cosa pubblicare, a chi e quando.
Emanuela Negro-Ferrero – enf @innamoratidellacultura.it