Archivi tag: cultura

Crowdfunding… Eh? Digitalizzazione… Boh!

È un dato certo, certissimo. In Italia siamo in ritardo su tutto. È vero, c’è la crisi, ma come la mettiamo con la digitalizzazione del paese? Delle persone? Da un lato, abbiamo la banda larga che non c’è e la connessione che latita; dall’altro ci sono gli studenti italiani che, secondo il Ministro Franceschini, sono degli assi di Storia Medioevale, mentre secondo il Presidente di Google sono delle scarpe in informatica.

E poi c’è la realtà nuda e cruda, quella davanti agli occhi di tutti.  Se non ci diamo una mossa, finiamo veramente peggio dello Zaire. Posso giurare che è vero. Innamorati della Cultura è online da circa due mesi, funziona e raccoglie. Ma raccoglierebbe molto di più se non avesse avuto la pessima idea di  1 – definirsi crowdfunding invece di colletta e 2- chiedere ai donatori di versare gli importi usando la carta di credito. Pare che per molti  sia un po’ perverso attivare un sistema di pagamento online semplice, certificato da PayPal e tutto in chiaro. Il donatore italiano non ci sta. Prima ti chiede se può versare cash oppure fare un bonifico, poi si rassegna e versa, ma controvoglia. Molto di più al Nord che al Centro-Sud. Molto di più uomo che donna. Molto di più laureato che non. Incuriosita dai commenti ricevuti dagli utenti e dai Creatori di progetto sono andata a guardare un po’ di dati, quelli che a mio avviso dovrebbero essere forniti dai giornali al posto dei risultati delle partite di calcio.

Magari, a furia di sentirsi dire che la digitalizzazione ci può portare fuori dalla crisi, qualcosa cambia; perché se non cambia sono guai peggiori di quelli che già abbiamo. Gli italiani lo sanno? Quelli degli 80 euro al mese sono informati? Sono a conoscenza del fatto che dovrebbero pretendere di utilizzare una parte di quei soldi per pagare una buona connessione e uscire dal buio? Questa volta i miei dati parlano di turismo, perché con la Cultura il turismo ha molto in comune. Secondo  i numeri emersi dall’ultima rassegna internazionale del turismo, viene tracciato un identikit interessante del turista 2.0 negli ultimi 12 mesi. Il 91% dei viaggiatori prenota online un servizio o prodotto legato al viaggio. Il web è considerato il canale più  sicuro per cercare informazioni sull’offerta turistica e ricettiva. Il 99% dei possessori di smartphone e tablet si collega alla rete tramite device mobile mentre è in viaggio e il 47% utilizza un’app per pianificare, prenotare e informarsi. Eppure, recenti studi pongono l’Italia al penultimo posto nella classifica dei 20 paesi in cui gli alberghi offrono gratuitamente l’accesso alla Rete tramite wi-fi. Lungo la Penisola, solo il 53% degli hotel è Internet Friendly, mentre la media nazionale offre il servizio a un costo orario di 3,48 euro. Sono dati desolanti, che potranno essere superati solo attraverso la formazione e una buona informazione.

Una rete d’arte internazionale per Torino e una grande mostra nel 2015 per Joan Mirò

Pillole d’arte

È fresca la notizia che il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid e i Musei di Torino sigleranno un accordo pluriennale di cooperazione.

Torino fa rete non solo all’interno con un solido sistema di arte contemporanea, ma anche all’esterno, ampliando le proprie relazioni con le principali istituzioni museali internazionali, tra cui rientrano anche l’Ermitage di San Pietroburgo, il Guggenheim e il Metropolitan di New York, il Musée d’Orsay di Parigi, il British Museum di Londra e molti altri.

La collaborazione con il museo madrileno porterà in città nel 2015 Joan Miró, con una mostra che ospiterà 60 opere, molte delle quali mai uscite dai confini spagnoli. Finalmente a Torino potrò rivedere uno dei miei artisti preferiti! Ma non finisce qui, perché altre cooperazioni nasceranno da questo accordo, tra cui quella della Casa del Lector con il Circolo dei Lettori, della Cineteca nazionale con il Museo del Cinema, del Centro de arte contemporanea con Artissima e tra gli Archivi delle due città. E ancora, tra gli assessorati alla cultura si avvieranno anche programmi di scambio di giovani artisti e iniziative comuni di promozione turistica.

L’arte si fa strada, il 2015 è in arrivo e la rete è sempre più forte. Segno che la collaborazione a sostegno della cultura funziona, sempre.

Tecnologia e Cultura: Google sgrida l’Italia: ‘Siete impreparati al nuovo mondo digitale’

È uno scontro fra culture e mentalità differenti quello che c’è stato alla Sapienza di Roma fra Eric Schmidt, Presidente di Google, e il nostro Ministro alla Cultura, Dario Franceschini.

Eric Schmidt sgrida l’Italia e dice che siamo indietro, che non ce la possiamo fare, perché il nostro sistema di istruzione è antico, i nostri ragazzi non sono pronti per affrontare il mondo del lavoro. I dati parlano chiaro e il 46% di disoccupazione giovanile fa pensare… Ma Franceschini non ci sta e risponde che “i giovani italiani sono più preparati in Storia Medioevale”. Ne siamo proprio sicuri? A parte il fatto che nemmeno io ne so un granché di Storia Medievale e immagino le mie figlie, ma capisco il Ministro che, sotto attacco, risponde  negando l’evidenza. Ma la realtà – triste –  rimane. Negli USA l’informatica è materia obbligatoria in tutte le scuole. Da noi l’unico corso di studi superiore, a parte quello prettamente informatico, è il “liceo tecnologico”, un normalissimo scientifico all’acqua di rose senza il latino e con una paio di ore di informatica. Stessa sorte pe l’inglese.

Da dove nasce la questione? Ve lo dico io che ogni giorno lotto con una piattaforma di crowdfunding, un sistema geniale di finanziamento dal basso che popoli meno evoluti e colti di noi utilizzano con disinvoltura e che invece da noi fatica a crescere e a funzionare. Perché? Perché le persone non sono capaci di usarlo, non lo capiscono, non ne vogliono sapere. Hanno paura di utilizzare la carta di credito, non vogliono essere tracciati e se ne fregano di fare una donazione. La lista dei ‘no’ alla tecnologia si allunga se la persona è di sesso femminile, se è anziana oppure povera. Caro Franceschini, tu mi piaci molto perché hai inserito il crowdfunding come strumento da utilizzare per finanziare la cultura italiana; ma tu sai che nelle Sovrintendenze il crowdfunding è visto come lo strumento di Satana?  Credo di no. O forse sì, ma non lo ammetti. Certamente Schmidt tira acqua al suo mulino, vorrebbe tutti quanti a lavorare per lui e come lui. Franceschini ha ragione, noi italiani siamo da sempre diversi, ma questa diversità sta diventando dannosa.

Botta e risposta Schmidt-Franceschini

“Ai giovani italiani manca una formazione digitale”, ha attaccato Schmidt. “Ogni Paese ha la sua peculiarità, noi magari abbiamo giovani più competenti in storia medievale”, ha risposto Franceschini.

“Il sistema educativo italiano non forma persone adatto al nuovo mondo”, ha detto Schmidt, il quale ha auspicato un “cambiamento nel sistema di istruzione italiano” e ha portato l’esempio del suo Paese, gli Usa, dove “in tutte le scuole si insegna informatica”.

Franceschini, pur ammettendo il ritardo italiano nel settore digitale, ha messo in guardia dal rischio della globalizzazione delle competenze: “in ogni Paese ci sono vocazioni, magari un ragazzo italiano sa meno di informatica ma più di storia medievale e nel mondo questo può essere apprezzato. Un ragazzo italiano, ad esempio, potrà andare negli Usa a insegnare storia medievale e uno americano potrà venire qui a insegnare informatica”.

L’Italia può fare di più

“Io credo – ha detto il top manager di Google – che l’Italia possa fare di più per creare posti di lavoro per i giovani. E la strada giusta è quella della scommessa sulla digitalizzazione. Voi avete un asset – ha concluso – che è il patrimonio storico-artistico, ma non avete la tecnologia, manca la cultura del web e la consapevolezza che questo settore può far crescere l’economia”.

Google: il futuro dell’arte è online

“Il futuro dell’arte è online, soprattutto sugli smartphone”. Ha aggiunto Schmidt, precisando che nel mondo ci sono 2,5 miliardi di utenti internet e quasi 2 miliardi di utenti web sul telefonino, ricordando che Google ha già una piattaforma digitale per le opere d’arte e che su uno smartphone si può rendere visibile tutto ciò che si trova all’interno di un museo. L’intero processo di digitalizzazione, ha concluso Schmidt, rappresenta una “grande opportunità”, soprattutto per un Paese come l’Italia. Non è chiaro però perché dovrebbe essere Google ad occuparsene.

La replica di Franceschini

Dario Franceschini, dal canto suo, non ha mancato di far notare al presidente di Google che “la Cultura è un servizio che si rende al di fuori delle logiche di mercato”. “Un prodotto – ha aggiunto il ministro, replicando al manager statunitense – può essere di grande valore culturale ma non essere redditizio, e quindi occorre mettere confini fra ciò che si fa al servizio dell’umanità e ciò che si fa per profitto”.

Franceschini ha però “aperto” alla possibilità di collaborazione con il gigante del web, ad esempio, “digitalizzando tutto il patrimonio artistico-monumentale italiano, magari in 3D”. “Questi terreni di collaborazione si possono trovare, sottraendoli però a logiche di mercato”, ha ribadito.

Emanuela Negro-Ferrero – www.innamoratidellacultura.it

✮ Consigli ad arte per il weekend a Torino

Questo weekend torinese sarà caldo. Anzi, caldissimo. Abbiamo  scoperto che ci saranno degli eventi super interessanti e ci  piacerebbe segnalarvene alcuni.

turna_artedesign

☛  Si parte proprio oggi con la nuova edizione di TURNA_lo spazio tra l’arte e il design, che creerà un percorso espositivo en plein air per le vie del Quadrilatero,  dando voce a gallerie, designer e artisti. Organizzata dall’Associazione Culturale AZIMUT e curata da Giuseppe Ghignone per ArteSera Design, la manifestazione proporrà workshop, talk e performance, e si strutturerà attraverso tre mostre (TURNA_in mostra, TURNA_negli spazi e TURNA_a produrre) che esplorano il territorio al confine tra arte e design. Protagonisti saranno gallerie italiane e internazionali, la giovane creatività, interventi site-specific e premi. TURNA  vi  aspetta stasera alle 18.30 con l’inaugurazione in piazza Emanuele Filiberto.

Redazione – www.innamoratidellacultura.it

AccaAtelier

☛ Domani, invece, c’è solo l’imbarazzo della scelta, perché oltre a TURNA che continua fino a domenica, si apre anche la prima edizione di AccaAtelier, una due giorni di studi aperti in centro città per conoscere gli artisti e le loro opere. Organizzato dall’Associazione ACCA di Torino, l’evento ci porterà all’interno degli spazi-laboratorio per vedere dal vivo il percorso creativo che conduce all’ideazione e alla realizzazione di un’opera d’arte. Oltre agli studi in sede, da Vanchiglia a San Salvario, AccaAtelier si è gemellata anche con le reti d’arte internazionali e ospiterà realtà e artisti provenienti da Francia, Portogallo, Argentina e Germania. In più, è stato organizzato anche un tour in bicicletta nel circuito degli atelier che si trovano fuori città. Quando si dice che l’arte è sostenibile… 😉

LOV NIGHT VANCHIGLIA

Last but non least torna anche l’attesissima LOV Night di Vanchiglia, che sempre domani invaderà il quartiere delle meraviglie, aprendo le porte dei suoi studi, dei laboratori e dei negozi perché tutti possano esplorarlo e viverne il fermento culturale. La LOV night è un viaggio alla scoperta dei volti, dei lavori, dei luoghi che sono l’anima di questo quartiere: più che una notte bianca, una notte dalle mille sfumature, costellata di concerti, dj set, inaugurazioni di mostre, esposizioni di lavori, allestimenti scenici, proiezioni e performance di ogni genere.

«Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.»
«Come lo sai che sono matta?» disse Alice.
«Per forza» disse il Gatto: «altrimenti non saresti venuta qui.»

✮ Che dite? C’incontreremo tra una bottega e un’installazione? 😉
Buon weekend a tutti! ✮

Assedio al Castello. Rievocazione storica a Monticello d’Alba

Una domenica all’insegna della storia

Domenica 1 giugno  trasferta degli Innamorati della cultura a  Monticello d’Alba, dopo aver ricevuto un invito dalla Contessa Elisa Roero di Monticello. L’appuntamento era goloso: rievocazione storica dell’assedio al Castello, visite guidate, un mercatino, un concerto serale e intrattenimenti vari. Il programma organizzato dalla Contessa Roero con l’appoggio di Turismo in Langa, è stato fittissimo e molto interessante e prevedeva, oltre alla visita al parco e al castello, le varie fasi dell’assedio interpretato da ben 60 figuranti in abito medioevale.

– Ore 10: l’accampamento si sveglia;
– Ore 11: giullari e musici in festa;
– Ore 12: gli antichi mestieri;
– Ore 13: il pranzo nel Medioevo;
– Ore 14: giullari e musici in festa;
– Ore 15: preparazione dell’assedio;
– Ore 16: prove di combattimento;
Ore 17: il momento dell’assedio;
– Ore 18: smantellamento del campo, saluti.

Monticello d'Alba Monticello d'Alba

Tra le compagnie, la Compagnia dell’artiglio del Dragoi musici della Compagnia del Coniglio, i combattenti e gli antichi mestieri dell’Associazione Culturale Ricreativa Castrum Montis e della Compagnia dell’Orso Nero, i combattenti de Il Mastio e i Cavalieri Templari del Nord Ovest. A commento, la voce narrante dell’attore albese Paolo Tibaldi.

Monticello d'Alba

Monticello d'AlbaLa visita al castello, tutt’oggi abitato dalla famiglia Roero, ha svelato uno dei tanti gioielli di cui è costellata la nostra penisola. Inutile dire che il nostro  interesse da turistico si è spostato subito sul versante professionale: la piattaforma Innamorati della Cultura accoglie fra i vari progetti di Cultura Italiana anche i gruppi di rievocazione storica. I recenti tagli hanno certamente privato i comuni dei fondi necessari per portare avanti questa meravigliosa attività culturale che, per quanto mi riguarda, è più attrattiva e divertente di qualsiasi mostra. I costumi delle varie compagnie che hanno partecipato all’assalto erano stati dati in prestito dal Borgo Medioevale di Torino; e credo che in altri casi, quasi la totalità delle attrezzature e l’abbigliamento siano a carico della compagnia, cioè dei privati…

Tra queste riflessioni e tante scoperte, la giornata si è conclusa piacevolmente e, soprattutto, con il sorriso, grazie alle performance del cabaret di Zelig.

Emanuela Negro-Ferrero – www.innamoratidellacultura.it

 

Allo SMAU, tutti Innamorati dell’innovazione

In soli due giorni, ha riunito startup, imprese, comuni e città del Piemonte per condividere insieme esperienze e modelli di sviluppo del territorio orientati a favorire l’innovazione, la ricerca, lo sviluppo e le tecnologie digitali.

È lo SMAU, la fiera dedicata alle imprese e alle tecnologie per il business, che quest’anno con la sua seconda edizione ha portato all’Oval più di cento progetti realizzati dalle startup e dai centri di ricerca, riconoscendo a Torino il Premio Smart City, come modello di città intelligente da esportare in tutta Italia.

Molto importante è stato l’evento di lancio del Cluster Nazionale Tecnologie per le Comunità Intelligenti, una rete nazionale, guidata da Fondazione Torino Wireless, in rappresentanza della Regione Piemonte, che coinvolge nove regioni con oltre 90 partner uniti per collaborare sul tema delle Città Intelligenti.

Gli obiettivi: sviluppare sinergie e progetti di innovazione, sostenere la competitività del Paese nell’agenda dell’innovazione europea e condividere buone pratiche per risolvere le sfide sociali che caratterizzano le aree urbane e metropolitane.

È stato davvero entusiasmante prendere parte a tutto questo, respirare un reale clima di collaborazione che si fonda sull’importanza, vitale, di creare una rete forte per avviare un vero processo di rinnovamento a livello nazionale.

Intanto, mentre lo SMAU si prepara per nuove tappe – la prossima sarà a Bologna il 4 – 5 giugno –  date un’occhiata qui. C’è uno speciale video fatto di incontri e interviste con alcune delle innovative realtà presenti all’Oval. Tra queste, ci siamo anche noi con gli “Innamorati della Cultura”. Ecco Emanuela Negro-Ferrero intenta a presentare la piattaforma a un pubblico di investitori, business angels e rappresentanti della politica.

smau - emanuela negro ferrero

L’Italia è un vero e proprio museo a cielo aperto. Non c’è luogo che non nasconda qualche meraviglia artistica o architettonica. Il portale vuole diventare la vetrina delle eccellenze artistiche italiane e, oltre al supporto dei privati, mi aspetto che le aziende intervengano. Stiamo mettendo a punto diverse soluzioni affinché questo sia possibile. Credo che sia arrivato il momento che gli italiani, e gli stranieri in visita, si prendano cura di ciò che può diventare la nostra principale fonte di reddito.”

Speciale Innamorati… della Cultura

È sempre un’emozione essere intervistati, ma soprattutto lo è poter parlare del proprio lavoro, di quel progetto che ci sta tanto a cuore e che si vede crescere giorno dopo giorno.

Come avrete già capito, sto parlando di Innamorati della Cultura, che ci   ha appena regalato una grande soddisfazione. La campagna organizzata per SEXXX, il film di Davide Ferrario, si è appena conclusa raggiungendo l’obiettivo di raccolta fondi prefissato e questo grazie a tutti i donatori e a tutti coloro che hanno sostenuto e stanno sostenendo il progetto da quando è nato. Un grazie speciale va a queste persone che ci credono e che continuano a investire in Cultura nel nostro paese.

E un altro grazie vorrei rivolgerlo anche alla giornalista Marilena De Giorgio (Spazi inclusi), che ha dedicato agli Innamorati un bell’articolo con tanto di servizio video e intervista alla sottoscritta. Son cose… 😉

Se siete curiosi, potete leggerlo qui, su Tiscali.

Un breve estratto: “L’obiettivo è creare una comunità di innamorati della cultura che sposi “emotivamente”, e attraverso raccolte fondi mirate ai singoli progetti, un’idea di bene comune legato alle arti e all’ingegno italiano.” (Innamorati della Cultura, il mecenatismo nelle arti parte dal basso).

 

Emanuela Negro-Ferrero – www.innamoratidellacultura.it

Crowdfunding culturale

Il termine crowdfunding  gode ormai di una certa notorietà e viene generalmente usato in riferimento a “campagne di raccolta fondi realizzate attraverso il web”.

Da circa due anni, anche in Italia il crowdfunding sta attraversando una crescita esponenziale. L’impiego di questa pratica non è più circoscritta a poche categorie di “utenti apripista”, ma si sta allargando ad un’utenza sempre più vasta e diversificata e in settori inconsueti come la conservazione dei beni culturali che, in Italia più che in altri paesi del mondo, soffrono a causa dei tagli da parte del pubblico.

Innamorati della Cultura è la prima piattaforma privata attiva, verticalizzata sulla raccolta di fondi per la Cultura Italiana.  Nata da poco, ha alle sue spalle un team di esperti di comunicazione e di marketing culturale e fundraising. Questa premessa è doverosa, perché  in Italia, le notizie e le informazioni che arrivano sono distorte.

Realizzare una campagna di crowdfunding non è semplice e non è affatto banale. Se il fundraising è una tecnica di marketing, il crowdfunding, similmente, per essere realizzato ed avere successo, necessita di una strategia.

“Innamorati della Cultura” è una Startup inserita nel percorso di incubazione di Treatabit, il settore dell’incubatore i3P del Politecnico di Torino, dedicato alle imprese digitali.  Si tratta, al momento, di una piattaforma di raccolta “reward based”. Questo significa che chi effettua una donazione scegliendo fra le fasce di donazione proposte per ogni progetto, riceve in cambio una ricompensa.

La ricompensa è un aspetto cruciale del crowdfunding ma non è, come molti pensano, l’elemento chiave che induce le persone a donare.

I meccanismi sono altri ed è qui che entra l’esperienza del team di “Innamorati della Cultura”. I progetti accolti e pubblicati ricevono specifica assistenza e i creatori di  progetti vengono coadiuvati perché arrivino a produrre la loro personale campagna di crowdfunding con, si spera, la massima efficacia.

La piattaforma, infatti, è una vetrina su cui i progetti vengono pubblicati e utilizza diversi canali per espandere la comunicazione:  campagne social, campagne stampa, pubblicazione di una Newsletter, campagne di invio e mail mirate, organizzazione di eventi.  È anche lo strumento digitale creato ad hoc per raccogliere il denaro in maniera trasparente. Molte persone, infatti, preferiscono versare ad una piattaforma piuttosto che ad un singolo individuo, semplicemente perché si fidano di più. Il  passaggio del denaro è semplice: il donatore dona con carta di credito o Pay Pal. Come per le prenotazioni turistiche, il denaro viene “congelato” e, a fine raccolta, passato sul conto del progettista già al netto della percentuale, che la piattaforma chiede per il lavoro svolto, e delle commissioni di transazione.

Questo lavoro , apparentemente banale, solleva il creatore del progetto da molti passaggi, lasciandolo libero di concentrarsi sulla sua raccolta di fondi.  Ma, domanda di molti, come avviene questa raccolta?

Le basi sono essenzialmente due:  1) tempo  2) relazioni 3) presentazione. Nel caso del tempo, per effettuare la raccolta, il creatore di progetto deve avere del tempo da dedicare a questa attività. Per le relazioni, il successo della raccolta è certamente determinata da quante relazioni personali e professionali riesce a mettere in piedi il creatore del progetto. Questo non significa che se ho 10.000 contatti Facebook riesco a raccogliere.  Piuttosto, che sulla quantità è necessario valutare sin da subito la qualità delle relazioni. I primi a donare sono sempre parenti e amici, colleghi, conoscenti, persone che si conoscono personalmente.  La percentuale di solito oscilla fra il 70 e l’80%. Parlando invece di presentazione, decisamente cruciale è il come viene presentato il progetto. Tutto parte da un corretto “storytelling”. “Innamorati della Cultura”, a differenza di altre piattaforme, aiuta i creatori a scrivere e descrivere il proprio progetto, perché sa che raccontare sé stessi e il proprio progetto è difficile. Spesso il creatore si innamora ed enfatizza  aspetti della sua creazione che, magari, non sono facilmente comprensibili o recepiti dalle persone esterne. In questo senso, un buon storytelling ha molto più peso delle ricompense. La ricompensa, infatti, deve avere come unica funzione quella di testimoniare l’impegno assunto dal donatore nei confronti del progetto, ma niente di più.

Da Omar Galliani a Ettore Spalletti. Alla GAM, due mostre imperdibili

Alla GAM, non una ma due mostre davvero imperdibili.

È bellissimo visitare un museo e ritrovarsi rapiti contemporaneamente da due grandi progetti espositivi.

Da un lato, gli spazi dell’Underground Project ospitano “L’opera al nero” di Omar Galliani; dall’altro, si può vivere “Un giorno così bianco così bianco“, la mostra che vede protagonista uno dei grandi maestri dell’arte contemporanea italiana, Ettore Spalletti.
Ettore Spalletti

Il colore e la perfetta leggerezza dell’equilibrio dominano quest’ultima esposizione che non tocca solo Torino, ma anche Roma e Napoli. Per rendere omaggio alla lunga carriera dell’artista, infatti, la GAM, il Madre e il MAXXI hanno deciso di operare insieme e di realizzare un unico grande progetto diviso in tre mostre.

È partito il MAXXI il 13 marzo, esponendo i lavori più recenti e l’installazione site specific, tutta bianca che dà il titolo all’intero progetto.
Ettore Spalletti

È seguita, lo scorso 27 marzo, l’inaugurazione alla GAM, dove viene ricostruita l’atmosfera dello studio dell’artista, il suo rifugio protetto, popolato da oltre venti lavori tra cui spicca “Disegno, mano libera“, un disegno di 8 metri del 1981, presentato in anteprima nazionale a Torino. Devo riconoscere che il tentativo è davvero ben riuscito. Quella ricreata è una dimensione temporale sospesa che lascia le opere libere di fluttuare all’interno di uno spazio ordinato dal colore.

Adesso si attende con ansia il Madre, che raccoglierà circa 40 opere, mostrando l’intero percorso dell’arte di Spalletti dal 1960 ad oggi, anche attraverso opere inedite.

È la prima volta che in Italia si genera questo tipo di soladizio tra musei ed è un evidente e coraggioso segnale di forza e cooperazione, uno stimolo per l’arte e la cultura che respirano e si rafforzano.
Omar Galliani - GamPer questo motivo v’invito ad andare a vedere la mostra e a cogliere l’occasione anche per scoprire l’opera di Galliani, che fa riferimento all’importante patrimonio grafico del museo (comprensivo di circa 30.000 opere) e che si distingue per la sua imponenza, per la sua profondità, per l’iconografia simbolica e per la tecnica magistrale.

L’esposizione copre un arco temporale che parte dalle prime opere della metà degli anni Settanta e arriva fino ad oggi, per ripercorrere l’intera vicenda artistica di Galliani. Molto belle le opere inedite, notevole e tempestato di fedi d’oro è “Paesaggio dei miei veleni (D’après Fontanesi)“, lavoro realizzato dall’artista ispirandosi a “Paesaggio con alberi e ruscello” del 1985 di Antonio Fontanesi.
Omar Galliani - GAMEntrambe le mostre danno vita a due racconti di bellezza, uno di colore scuro, l’altro così chiaro. Uno viaggia nel disegno, l’altro nel colore e nella pittura. L’incanto e la materia toccano entrambi. Il tempo è un’ossessione divorata dall’arte.

Ah, quasi dimenticavo. A breve, la GAM ci riserverà un’altra sorpresa, affiancando alle opere di Spalletti il “Ragazzo morso dal ramarro” di Caravaggio. Un bel confronto, illuminato e illuminante, che non vedo l’ora di godermi…

Quindici giorni da “Innamorati” e già parliamo di Amore Vero

Diario di un amore

I primi quindici giorni di presenza online di Innamorati della Cultura sono stati determinati per definire alcune importanti linee guida. Un conto è lavorare all’organizzazione di un portale quando questo è offline, ben altra cosa è lavorarci quando si è online.

La presentazione stampa e i relativi articoli sui quotidiani hanno dato un notevole impulso e hanno velocizzato tutta una serie di passaggi che pensavamo di affrontare solo dopo. In effetti, guardando il percorso tracciato dal tutor, siamo avanti di due mesi secchi rispetto a quanto concordato. Talmente avanti che ora dobbiamo crescere, diventare società, iscriverci al Registro delle Imprese Innovative e trasformarci in una vera e propria Start Up. Con tutti i vantaggi che questo comporta. Ma si sa, la bellezza è nel viaggio, non nel risultato. Il viaggio, che nello specifico consiste nella costruzione di un progetto di comunicazione basato sul crowdfunding, è tutt’altro che confortevole. A tratti somiglia alla traversata della steppa siberiana, perché tutto quello che fai ti si rivolta contro; in altri momenti è gratificante e la sensazione è quella di essere su una spiaggia caraibica con un bicchiere di succo di frutta fra le mani. Questo perché la raccolta fondi procede a gonfie vele e sei sommersa di telefonate, sms e mail. Alcune di queste sono cariche di di complimenti e altre, la maggior parte, contengono richieste di ogni genere. Dai creatori (che vogliono informazioni) alle aziende (che vogliono informazioni), dai colleghi (che vogliono informazioni) ai figli (che vogliono informazioni per sapere se hanno ancora una madre oppure no).

La sensazione diffusa, alla fine di giornate di 14 ore lavorative,  è quella di non aver mai finito. Più spunto la lista delle cose da fare, più questa si allunga e cresce. Ecco perché, ad amore conclamato, è necessario fermarsi e fare il punto della situazione. Decidere chi fa cosa, come lo si fa, quando e perché lo si fa. Tutto questo per  offrire ai nostri Innamorati e Creatori un prodotto funzionante sotto ogni punto di vista (a questo fortunatamente ci pensa Lorenzo Pennacchioni). Ad esempio, non è mica banale che, se ti iscrivi al portale e non sai qual è la tua password, ti arrivi una mail di risposta carina e ben scritta. Nessun software si sostituisce all’essere umano. Quindi la mail va pensata e scritta, testata e inserita. Ogni giorno si aggiunge un pezzettino. Anzi, più di uno. Ma è talmente tanta la voglia di realizzare che fatica e impegno scorrono via veloci. Perché è scoppiato l’amore e non ci sono più mezze misure.