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Cultura e crowdfunding: L’Italia si muove?

Nel 2014 quando abbiamo proposto in Italia  la piattaforma di crowfunding www.innamoratidellacultura.it come uno strumento semplice ed efficace per ottenere fondi per la cultura  in difficoltà , la risposta che abbiamo ricevuto da business angels, fondazioni,  investitori , incubatori, acceleratori e politici non è certo stata delle più positive. Tutti indistintamente rispondevano “il crowdfunding non funziona”.

crowdfunding per la cultura

Eppure, malgrado la assoluta mancanza di aiuti concreti e di fondi, ogni giorno di più abbiamo avuto  la conferma che quello che stavamo facendo era corretto. Oggi, dopo tre anni di lavoro  abbiamo la certezza  che una piattaforma di  crowdfunding dedicata in esclusiva  alla cultura è quello che serve al nostro paese per aiutare chi si occupa di cultura ad uscire dalla crisi. E non solo.

E’ ampiamente dimostrato che il  crowdfunding oltre ad aiutare concretamente il progettista a raccogliere  il denaro necessario per realizzare le sue idee, aiuta le persone a costruire reti di rapporti attorno a sé e alla propria idea progettuale. Una campagna di raccolta fondi dal basso ha successo – prima di qualsiasi altro fattore – perché il progettista è riuscito a creare delle relazioni autentiche con le persone.

 

Queste relazioni , in un momento storico caratterizzato dalla disumanizzazione dei rapporti, sono  la ricchezza inestimabile che conferisce al crowdfunding  potere e velocità di trasformazione . Dalla crisi economica alla autorealizzazione.  Dalla mancanza di liberà alla possibilità di scelta. Questo  valore nel tempo, può  crescere e conferire al progetto o al bene quella stabilità economica e quel riconoscimento sociale che chi si occupa di cultura sa essere indispensabile e vitale.

Qual è il significato di una piattaforma dedicata alla cultura?

Le piattaforme di crowdfunding possono essere di due tipi: generalista o verticale. Una piattaforma generalista accoglie al suo interno progetti di tipologia varia. Tecnologia, viaggi, arte, scuola, innovazione, start up, campagne personali. Una piattaforma verticale accoglie al suo interno solo campagne ristrette ad un determinato ambito.  Ci sono piattaforme dedicate alla musica. Ai viaggi. Alla beneficenza . E quelle, come www.innamoratidellacultura.it, che sono dedicate interamente alla cultura.

LE CAMPAGNE DI CROWDFUNDING IN AMBITO CULTURALE SONO IL 35% DEL TOTALE DI TUTTE LE CAMPAGNE PUBBLICATE SUI PORTALI.  

Questo dato ci ha convinti che la nostra strada era giusta. Una piattaforma di corwdfunding generalista infatti è una vetrina di progetti di varia tipologia che, per certi versi, può essere paragonata ad un Centro Commerciale. Gli utenti di una piattaforma generalista quando donano lo fanno perché qualcuno ha indicato loro che cosa scegliere.

Il crowdfunding per la cultura piace a

 

Diversamente, gli utenti di una piattaforma dedicata ad un solo argomento, come , per esempio, la cultura, sono persone che quando donano lo fanno perché qualcuno ha detto loro quale campagna devono  supportare.  Per i loro interessi personali, fanno parte di una comunità che, se opportunamente coinvolta e gratificata, può arrivare a costruire una presenza affezionata attorno ai progetti proposti qualsiasi essi siano.

Siamo una comunità di #InnamoratidellaCultura

Quali sono i nostri obiettivi? Costruire una comunità di persone consapevoli, innamorate della cultura.  Offrire ai chi si occupa di cultura una vetrina d’eccellenza per investitori. Soprattutto stranieri perché abbiamo capito che qui, la strada da fare è ancora lunga. Vogliamo e i nostri #innamoratidella cultura siano fedeli alle nostre proposte e attivi e propositivi  nella raccolta fondi e nella diffusione dei progetti.  Abbiamo fatto esperienza e ci sentiamo pronti a crescere. Dal 2013 ad oggi abbiamo raccolto dati, analizzato le campagne definendo criteri per ogni tipologia, abbiamo ,verificato le procedure. Come tutti abbiamo commesso errori. Siamo stati hackerati . Copiati. Abbiamo messo tutto nel calderone per uscire con una ricetta nuova. Che ha il sapore della passione.

Qualcuno sa che cos’è il crowdfunding?

E’ partita la campagna di crowdfunding”; “ Museo diocesano ha aperto la campagna di crowdfunding”.  Ogni giorno leggiamo sui blog, sui giornali o ascoltiamo alla radio frasi come queste che abbiamo appena scritto.

Non siamo affatto sicuri che chi legge o ascolta, a meno che non sia un giovane nerd o un addetto ai lavori, capisca di che cosa si sta parlando.  La strada purtroppo è ancora lunga ma, siamo fiduciosi che qualcosa potrà cambiare. Insistendo,lavorando insieme ai colleghi. Portando risultati. Con passione ed energia. Magari, trovando qualcuno che crede in noi, pensa che il crowdfunding per la cultura sia uno strumento eccezionale  e ci aiuta a crescere.

Emanuela Negro-Ferrero         www.innamoratidellacultura.it

Il crowdfunding ha a che fare con i soldi? No, con le persone

Notizia fresca di questa mattina: il referendum per la riforma della Costituzione ha indicato la preferenza di una maggioranza di cittadini italiani che hanno scelto di votare “no”.

Che cosa indica la parola “referendum” ?  Ho dato uno sguardo su Wikipedia.

Referendum =  sostantivo maschile

1 – Appello al corpo elettorale perché si pronunci con una decisione su singole questioni e può essere abrogativo, propositivo, consultivo

2- Rilevazione statistica di dati individuali, di solito a mezzo postale o telefonico, per indagini sull’opinione pubblica, spec. per ricerche di mercato.

Al di là del fiume di parole che sono state -e che ancora vengono spese – per analizzare questo interessante risultato politico, credo che esista una fortissimo collegamento  fra quanto accaduto in Italia e quanto deve accadere affinchè una campagna di crowdfunding abbia successo e vorrei argomentare  questa mia affermazione. Ma il crowdfunding ha a che fare con i soldi? No! Ha a che fare con le persone.

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Venerdì 2 dicembre, Maurizio Imparato, il principale formatore italiano nel campo del crowdfunding, è venuto da Napoli  per tenere  un interessantissimo Laboratorio intitolato “Crowdfunding4Culture? Yes You can!”  dedicato a chi ha in mente di promuovere una campagna di crowdfunding in ambito culturale ma non sa da che parte iniziare.

Dal desiderio, direbbe Maurizio Imparato, l’unico punto da cui si può pensare di partire.

Le ore di formazione sono state tutte  estremamente interessanti e dense di contenuti – Maurizio Imparato è un trainer eccellente.

Quindi, il crowdfunding ha a che fare con i soldi? No!! Ha a che fare con le persone!

 

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NUOVI PUNTI DI VISTA SUL CROWDFUNDING

1 -Il   crowdfunding non è qualcosa di meccanico o di asettico. E’ fatto da persone e ha successo solo perchè le persone decidono di partecipare.

2 – Il crowdfunding ha successo perchè si diffonde grazie ai canali digitali. Giusto. Sbagliato. Una campagna di crowdfunding ha maggiori possibilità di essere vista, condivisa e diffusa grazie agli  strumenti digitali.  I dati dei donatori in chiaro sulla piattaforma ispirano fiducia in chi dona. Ma il successo arriva  se le persone decidono di costruire una rete di relazioni che grazie ai canali social può arrivare ovunque e a costo zero.  Senza rete, umana e digitale, la campagna è un flop.

3 –  La parola crowdfunding unisce  due parole : “crowd” e “funding”. Letteralmente significa “finanziamento dalla folla”. E che cosa è la folla se non un insieme di persone? Maurizio Imparato ha insistito molto sulla necessità di utilizzare un altra parola  “Colletta”, per esempio.  In Italia la colletta è associata alla carità . Non va bene. Quindi?

4 – Il crowdfunding, o colletta, o raccolta fondi  ha successo quando c’è a  “abbondanza”.  Se non ha successo, è perchè chi la conduce non esprime abbondanza ma “scarsità”. E’ un arraffone. Un furbo. Un approfittatore o un egoista.  Le persone lo sanno, lo sentono. EW la campagna non cresce.

Cosa si deve fare quindi per avere successo? La spiegazione è tutta nella frase: “per vincere una battaglia devi passare sette mesi ad affilare la spada e uno a combattere” . Per il crowdfunding è esattamente la stessa cosa. Senza una programmazione attenta, identificazione di una linea di comunicazione e successiva costruzione di una rete di relazioni, la campagna, una volta messa online rischia di fallire.

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Posso confermare che è vero. Una campagna di successo raccoglie donazioni appena viene messa online. Se dopo una settimana questo non accade, è facile che il progettista inizi a  tormentare amici, parenti, conoscenti e chiunque pur di ottenere fondi.

Magari li ottiene. Le persone, se insisti, pur di toglierti di torno pagano. Ma è certo  che la comunità ottenuta con la forza non sarà mai una comunità di fan entusiasti pronti a diffondere la notizia e dare il loro sostegno futuro. Perché? Perché le buone relazioni sono la base dei rapporti umani. L’amore, come l’amicizia, la fiducia e la generosità, sono i pilastri per ottenere dagli altri aiuto volontario.

In quest’epoca confusa, dove i rapporti umani sono sempre più rarefatti, costruire reti fra le persone è un valore non solo da recuperare ma, come insegnano i recenti risultati politici (Brexit, elezioni Usa, referendum sulla Costituzione) da tenere nella massima considerazione.a.

Il Laboratorio con Maurizio Imparato lo consiglio caldamente e spero che i progettisti che lo hanno frequentato la pensino come me.

Quando ho deciso di iniziare un’attività in questo settore credevo che aprire un portale di crowdfunding  avesse il significato di fornire uno strumento di  aiuto per le piccole  e medie realtà culturali italiane in cerca di un finanziamento. Pensavo che fosse sufficiente mettere a disposizione la  piattaforma e supportare -un pochino- le persone a mettere le proprie campagne online.

Sbagliato. Una campagna di crowdfunding è  un modo alternativo che può aiutare le persone a finanziare i propri desideri senza dover ricorrere a forme di finanziamento tradizionali. Ma, prima  di tutto, è un modo eccezionale per costruire relazioni durature nel tempo.

Qualsiasi imprenditore sa che senza clienti la sua impresa non vive. Il crowdfunding è lo strumento attraverso cui le persone costruiscono relazioni fra di loro passando attraverso l’innamoramento collettivo dell’idea progettuale e creativa.

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Quando  ho deciso che la piattaforma si sarebbe chiamata “innamoratidellacultura” e non “pippela” “kipipi ” “ullullà” probabilmente avevo intuito che il crowdfunding possiede  un rapporto molto stretto con l’amore, la condivisione e la generosità.

Chi decide di salire su questo  carro e quindi di “innamorarsi” deve essere capace di provare amore e, cosa ben più difficile, di ricevere amore e diffonderlo nella comunità in cui vive. Lo fa  attraverso il suo progetto. Con generosità, passione e altruismo. Sfidando i limiti della propria mente per entrare nel reame dei desideri. Chiedendosi in continuazione “cos’altro è possibile” ?

Grazie quindi a Maurizio Imparato per aver rinnovato la mia capacità di sognare.

 

Emanuela Negro-Ferrero – info.innamoratidellacultura@gmail.com

 

Lezione di Crowdfunding n°26. Serve un manager per gestire la campagna? Si, serve.

La media di successo delle campagne di crowdfunding in Italia (come in Europa e in USA)  è attestata su circa il 30%. Questo significa che su dieci campagne pubblicate solo tre  raggiungono il loro obiettivo. Perchè? I motivi sono tanti e,  perlomeno questa è la mia esperienza, , la causa  principale del fallimento di una campagna di crowdfunding è la mancanza di una programmazione strategica e, sembra incredibile ma è vero,  la non gestione della campagna stessa. “Che cosa devo fare?” – mi chiedono quando la loro campagna è online da giorni ma risulta  “inchiodata”. Strategia, azione mirata ,comunicazione intelligente, un piano di eventi ben costruiti lungo il percorso.  Ecco che cosa si deve fare.


progettazione culturale

Sul mercato negli ultimi due anni, si sono fatti avanti molti  professionisti disposti ad accompagnare le campagne sia nella fase di preparazione che di raccolta vera e propria. Nella solita jungla italiana dove tutti sanno fare tutto, come si può distinguere chi ci può veramente aiutare da chi invece no?  Un primo suggerimento è quello di dare un’occhiata ai profili Linkedin, ai siti personali e ai blog così come ai profili social e agli eventuali commenti pubblicati in rete sul professionista.  Poi , è fondamentale verificare  la case history delle campagne seguite e i risultati che sono stati ottenuti.

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Di che cosa si occupa esattamente il crowdfunding manager e in che cosa consiste il management di una campagna? Non è semplice spiegare nel dettaglio il lavoro che viene svolto da un crowdfunding manager che, come ho gia scritto prima, è un professionista esperto, spesso e volentieri laureato il quale, per portare un progetto a raccogliere donazioni impiega molte ore di tempo e mette a disposizione un ricco bagaglio di competenze acquisite studiando diverse discipline e , ovviamente, maturate sul campo.

Per farmi capire meglio, immaginiamo di dover mettere online la campagna di raccolta fondi per il restauro della fortezza del Girifalco. Possiamo vederla pubblicata al link http://www.innamoratidellacultura.it/campaigns/fortezza-girifalco-cortona/#.V4UL5_mLTIU attiva e in raccolta. Ma che cosa è successo prima che venisse pubblicata? Perché è stata intitolata in questo modo? Come mai il video è raccontato da un’attrice e non dai progettisti? Come è stata costruito il piano delle ricompense?

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In base a queste domande e all’obiettivo di raccolta da raggiungere, il professionista decide come costruire il piano di comunicazione scrivendo il documento  strategico necessario a penetrare il mercato con il giusto tono di voce. Se è il caso, si occupa di aiutare il progettista consigliandolo nella costruzione dei contenuti : scrivere il testo descrittivo, ideare uno script per il video ( è una breve sceneggiatura) pianificare le ricompense verificando che siano veramente in grado di attirare l’attenzione dei potenziali donatori.

E poi crea la strategia di comunicazione digitale. Che non si limita a postare notizie un paio di volte al giorno su Facebook o su Twitter. Ma è lo studio accurato di un piano editoriale  pensato per creare engagement e possibilmente sincronizzato   alla pianificazione degli eventi. Comprende azioni di digital PR e la costruzione di interazioni con gli influencer.  Ormai è noto che siano proprio gli eventi  le situazioni migliori per effettuare la raccolta delle donazioni.  Mi chiedo come mai la  maggior parte dei progettisti non si preoccupa di organizzarli. Credo faccia parte dell’idea che una volta online i soldi arrivano quasi magicamente. Non è così. Per diffondere la propria idea agli altri e convincerli a sostenerla, ci si deve dedicare e metterci la faccia..

Tutto questo lavoro di preparazione, se eseguito con accuratezza, generalmente porta la campagna ad avere successo. Facendo però attenzione a un aspetto che in molti non comprendono : in nessun caso il manager si sostituisce al chi fa la campagna. Coadiuva. Consiglia. Supporta. Ma non la gestisce.

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La cosa che generalmente funziona meglio è allestire una squadra di persone, ognuna con un ruolo preciso , che il crowdfunding manager coordina. E il costo? Preferisco definirlo un investimento. . Che in quanto tale può anche non dare i frutti sperati. Ma, chi non risica non rosica. Meglio spendere un pochino per strategia e comunicazione che non raccogliere del tutto.

La piattaforma www.innamoratidellacultura.it offre un servizio di management e strategia. Se siete interessati inviate una mail a enf@innamoratidellacultura.i t

Al vostro successo!

 

Emanuela Negro-Ferrero  – ceo www.innamoratidellacultura.it

 

Lezione di Crowdfunding n° 25 – Quale materiale produrre?

Realizzare una campagna di crowdfunding implica la preparazione di materiale e, conseguentemente, dei costi che seppur minimi, sono da  considerare e includere nel computo generale del progetto.

E’ vero che il crowdfunding serve a raccogliere fondi in situazioni in cui di soldi non ce ne sono proprio, ma è anche vero che una presentazione insufficiente o costruita senza l’opportuna programmazione può mettere a rischio la buona riuscita dell’impresa.

Le piattaforme mettono a disposizione gratuitamente una pagina web su cui è necessario caricare:

  • titolo della campagna
  • call to action
  • video pitch
  • testo di presentazione
  • immagine guida della campagna

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  Il titolo

Sembra banale, ma il titolo della vostra campagna apparirà ovunque e,  se non piace  o se la frase “non aggrappa”, sarà poi difficile cambiarla in corsa.  Quindi, il titolo della vostra campagna di crowdfunding va pensato con estrema attenzione.

Chiedendo ai vostri amici che cose ne pensano. Con umiltà e apertura mentale nei confronti di chi ha  punti di vista diversi dal vostro. Spesso  chi non è coinvolto nel progetto ci vede più chiaro!

Il titolo deve saper  spiegare di che cosa si sta parlando . Non deve essere troppo lungo. Perché? Faccio un esempio pratico. Provate a inserire su Twitter ogni volta#compagniadellarivoltellavaallaguerraconlacommediastoricadellarte …è impossibile, incomprensibile, inutile e dannoso.

Vero, non siamo tutti copywriter ma un amico con delle buone idee lo si può sempre trovare.

La call to action

Il marketing è ricco  di termini inglesi e  le persone non addette ai lavori non capiscono. La call to action, che letteralmente significa “chiamata all’azione” è quell’invito dato in maniera più o mena esplicita ad agire. In una campagna di crowdfunding si possono  utilizzare diversi termini come “dona” , “schiaccia il pulsante”,  “compila il form” , “metti un like” oppure “condividi”. Sono tutti inviti rivolti alle persone e devono essere dati in maniera garbata e coinvolgente.

In linea generale, il consiglio che mi sento di dare è quello di essere sempre semplici e diretti. Le campagne vincenti parlano chiaro. Esplicitano le loro richieste dicendo all’utente che cosa deve fare, perché deve farlo e che cosa ne riceverà in cambio.

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Il video pitch         

Il video di presentazione della campagna è il  golem di tutti progettisti.  Ricevo molte chiamate da parte di persone che vogliono sapere   come devono fare il video. Quanto deve durare. Se può avere la musica oppure no. Ci possono essere delle scritte?

Deve essere girato all’aperto, in casa, con immagini o animazioni? La risposta è che non esiste una ricetta uguale per tutti.

Ma il video di presentazione è quello che può circolare in forma virale sui social . E’ lo strumento che, se piace, viene cliccato, commentato e condiviso . Quindi perché lesinare? La qualità è fondamentale.  Come si può progettare un buon video? Avete mai sentito parlare dello script? Si tratta di definire su un foglio di carta le scene e i testi corrispondenti. In questo modo i contenuti verranno riportati correttamente, e anche i tempi. Quanto deve durare un video pitch? Due minuti e mezzo, massimo tre. Oltre questo tempo le persone si annoiano.

Per realizzare il video pitch si può usare una macchina fotografica, una videocamera digitale ma anche uno smartphone di buona qualità. Occhio alla luce, l’effetto Bela Lugosi è sempre in agguato e attenzione a non cadere sull’audio (che deve essere chiaro e dare un risultato piacevole). In esterno, luce e audio possono presentare dei problemi , ma anche una ripresa all’interno può risultare poco luminosa.

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Per la post produzione, se non avete un amico esperto che vi aiuta, consiglio di caricare il video sul computer e poi di procedere alla produzione vera e propria, magari utilizzando programmi come Final Cut o Premiere Pro.

Una volta che il video è pronto lo dovrete caricare su Vimeo o You Tube in uno dei molti formati approvati e da lì sulla piattaforma.

 

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Tips utili

1 – realizzate un video appositamente per la campagna

2 – metteteci la faccia cioè, parlate in prima persona dicendo chi siete, che cosa state facendo e quanto volete raccogliere e perché. Con entusiasmo!

3 – se siete un gruppo, che si veda anche il gruppo

4 – spiegate con calma e senza cadere nella questua i lati positivi del vostro progetto

5 – convincete le persone che sostenere il vostro progetto li renderà parte di qualcosa di speciale e che voi avete veramente bisogno di loro

6- ringraziare. Sorridendo. Grazie, grazie, grazie grazie

L’immagine guida

Al titolo verrà accoppiata un’immagine. Che sarà il tormentone della vostra campagna. Perché verrà messa ovunque: cartoline, shopper, sito web, e-mails ecc.

Deve essere bella, accattivante, saper raccontare la storia con un’immagine e, soprattutto, deve identificare voi e la vostra idea.

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Il testo di presentazione

Descrivere la propria idea. Non è facile ed è meglio farlo con chiarezza, ricchezza di particolari e informazioni e, soprattutto con quell’ingrediente che si chiama empatia. Raccontare  non è sufficiente. Bisogna invece coinvolgere, conquistare, sedurre.

Il crowdfunding è una tecnica nuova e come tale si muove e vive di dinamiche innovative. Giusto per far capire la differenza, ol vecchio testo da brochure primi anni ottanta non è vincente.

Tips utili

Frasi brevi

Cercate di usare un linguaggio che il vostro lettore possa riconoscere come suo

Non dare ordini, avete già la vostra call to action

Evidenziate i passaggi cruciali e le parole chiave

Offrire le vostre ricompense descrivendolo, magari anche con immagini

Fornite nel dettaglio che cosa farete del denaro, cifra per cifra

Spiegate come funziona il crowdfunding. Cioè la colletta.

Ispiratevi a campagne simili che hanno già avuto successo

Per finire, se è vero che voi siete il miglior ambasciatore della vostra idea , ricordate che non tutti sono esperti comunicatori .

Le possibilità sono due: farvi aiutare da amici professionisti.

Oppure optare per farvi assistere dalla piattaforma. La consulenza ha un costo, è vero, ma raggiungere il risultato è sempre meglio che provarci e basta.

Emanuela Negro-Ferrero –  www.innamoratidellacultura.it

Crowdfunding culturale per la storica infiorata di Roma

Siamo arrivati alla IV edizione. Il 29 giugno 2016 a Roma, Piazza San Pio XII risplenderà dei mille colori e profumi di centinaia di migliaia di fiori della storica infiorata di Roma. L’ antica tradizione di creare decorazioni floreali in onore dei SS. Patroni di Roma Pietro e Paolo nacque proprio nella Basilica Vaticana ad opera di Benedetto Drei, responsabile della Floreria Vaticana, e di suo figlio Pietro.

Nell’anno del Giubileo della Misericordia, la Pro Loco di Roma Capitale, ha organizzato un evento unico e, stando alle informazioni ricevute, che per questa edizione sarà di portata  indimenticabile.

infiorata 2L’infiorata, che sarà anche visibile dai fedeli e dal Papa durante la cerimonia dell’Angelus, prevede la partecipazione di  mille maestri fiorai, provenienti dall’Italia e da tutto il mondo.

Insieme, questi artisti del fiore  allestiranno 50 quadri floreali che formeranno uno straordinario  tappeto multicolore .

Sono attese circa 60 delegazioni. Oltre la metà  sono italiane e il rimanente  provengono  da ogni parte del mondo. Si calcola che verranno realizzati 3.000 mq di Tappeti d’arte Effimera e utilizzati 500 mila fiori.

infiorata roma 1Le decorazioni floreali sono un’antica tradizione, espressione della festa barocca, nata proprio a Roma nella prima metà del XVII secolo. Ai Patroni della Città, Pietro e Paolo, si donavano già nel 1600 quadri floreali realizzati davanti la Basilica di S. Pietro.

Come è nata questa tradizione?  Si dice che la tradizione di creare quadri per mezzo di fiori sia nata il 29 giugno 1625, ad opera del responsabile della Floreria Vaticana, Benedetto Drei, e di suo figlio Pietro. Successivamente,  grazie a Gian Lorenzo Bernini, il principale artefice delle ricchissime feste barocche, la tradizione si è diffusa ai Castelli Romani, a Genzano, Genazzano, in Italia e nel mondo, mentre a Roma sparì già alla fine del XVII secolo.

Come si realizza un’opera d’arte composta di fiori?

infiorata (4)-2Creare un quadro di fiori implica alcuni passaggi obbligatori: il primo di questi è senza dubbio il bozzetto che può essere realizzato su fogli di carta, con gesso a terra, tramite stampi di compensato o cartone o con la proiezione di una diapositiva.  Una volta creato il bozzetto, la riproduzione avviene o tramite quadrettatura o a mano libera. E i fiori? Le possibilità sono fondamentalmente due: fiore secco o fiore fresco. Nel caso l’artista decida di utilizzare il fiore fresco, un fattore da considerare è il calore. Il fiore fresco mantiene il colore inalterato ma si ritira con il caldo e quindi va disposto su almeno due strati e innaffiato costantemente. Il tappeto risulta profumato e brillante ma la lavorazione difficoltosa può essere realizzata solo da artisti fiorai di grande esperienza. Il fiore secco ha una lavorazione differente. Innanzi tutto il colore non è vivido e, a seconda di quanto è stato cotto per la seccatura, tenderà a virare veros i toni dell’ocra e del marrone. La lavorazione è più semplice e minuziosa ma il risultato finale è meno scenografico ed elegante.

Come si può contribuire all’infiorata storica di Roma?

Per sostenere economicamente la campagna di raccolta fondi per l’infiorata storica di Roma è stata creata una campagna di crowdfunding, cioè una raccolta fondi pubblicata su un sito web Il link per vederla è il seguente http://www.innamoratidellacultura.it/campaigns/infiorata-storica-roma-vi-edizione/#.V07j8_mLS00.

Una volta arrivati sulla pagina web, sul lato destro, è possibile scegliere l’importo che volete donare e il sistema di pagamento: STRIPE per la carta di credito e PAYPAL . Sono entrambi sistemi che garantiscono la sicurezza della transazione. La cosa interessante è che la PROLOCO di ROMA ha preparato delle ricompense per i donatori. Per esempio, con una donazione di 60 euro, si potrà ricevere in omaggio la tessera della Pro Loco Roma che offre numerosissimi vantaggi e sconti. Alla fine della campagna, circa un mese dopo la chiusura, verrete contattati per l’invio della vostra ricompensa e per comunicare i vostri dati per la ricevuta della donazione effettuata.

Il crowdfunding è un sistema molto utilizzato all’estero che anche da noi si sta diffondendo perché permette con poco denaro da parte di tante persone di raccogliere cifre importanti e realizzare iniziative meravigliose come questa Infiorata Storica.

Se avete bisogno di informazioni potete contattare il numero  06 89928500 oppure inviare una mail a segreteria@prolocoroma.it

Emanuela Negro-Ferrero –www.innamoratidellacultura.it   enf@innamoratidellacultura.it

Il 21 e 23 marzo un laboratorio pratico per progettare e costruire una campagna di crowdfunding.

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In molti chiedono che cos’è il crowdfunding.   “Funziona davvero?” Il crowdfunding è un fenomeno che negli ultimi anni si è diffuso a macchia d’olio ed è in continua crescita, pur affondando le sue radici in un passato lontano.  Basti pensare che grazie al crowdfunding, nel 1873,  è stata finanziata la costruzione del piedistallo della Statua della Libertà di New York. Il termine, che racchiude in sé i concetti di folla (crowd) e finanziamento (funding), ha in realtà un significato ben più profondo, che per certi versi può essere sintetizzato come una raccolta fondi nell’era del digitale. I motivi principali della sua diffusione sono da ricercare nella situazione economica dei nostri giorni, oltre che nella crescente diffusione e viralità dei social media. Il crowdfunding consiste infatti nell’utilizzare internet per la raccolta di capitale da gruppi di persone con interessi comuni, per finanziare un progetto, un’iniziativa, un’idea.

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Ecco un bellissimo esempio di crowdfunding, grandioso, magnificente, che racchiude in sé tutti gli elementi che possono rendere vincente un’idea: il Museo del Louvre nel settembre 2013 ha lanciato una campagna di raccolta fondi denominata Tous mécènes, “Tutti mecenati”, per finanziare il restauro della celebre Nike di Samotracia. L’obiettivo da raggiungere, entro il 31 dicembre 2013, era di un milione di euro, per garantire il completamento dei lavori entro marzo 2015.
E la campagna è anadata benissimo:  l’obiettivo è stato raggiunto!
Ecco qualche numero: sono stati 6700 i donatori privati e le aziende che hanno versato da 1 e 8.500 euro, l’offerta più ricorrente è stata di 50 euro e la donazione media di 134 euro.  Le donne sono state le maggiori donatrici (54%) e il popolo che più ha contribuito è stato  quello francese (92%).
Per incentivare la partecipazione alla campagna il Louvre ha pensato a piccoli regali per i donatori: da una visita privata al Museo (per donazioni superiori ai 200 euro) a una tessera degli Amici del Louvre, che consente l’accesso per un anno (donazioni superiori ai 300 euro) fino all’invito a una festa privata a fine restauro, per i più generosi.
Per rendere virale l’iniziativa, il 10 settembre 2013 il museo parigino ha lanciato la campagna anche sui social, in particolare su facebook.
L’obiettivo è stato quello di sensibilizzare gli amanti dell’arte a diventare per l’occasione oltre che donatori anche promotori stessi della raccolta. Gli “ambasciatori” hanno così creato dei profili online (ecco un esempio: https://louvre.friendraising.eu/stefano.ettore dove ciascuno ha pubblicizzato  e poi promosso tra i propri followers e sui diversi social network la campagna donazioni pro Nike.

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Japan, Zen, Kyudo archery, 

Cosa ci insegna il caso del Louvre?

Il Louvre aveva da sostenere il restauro di una delle opere più famose, grandiose e fotografate di tutto il Museo. Ma qualunque campagna, anche la più forte, va lanciata con una strategia adeguata, altrimenti resta un messaggio in una bottiglia, cieco e miope, trasportato dalla corrente senza mèta nell’infinito mare della rete: inutile, dunque, talvolta anche dannoso.
Il Louvre sapeva a chi rivolgersi e a chi parlare, conosceva il suo pubblico e ha saputo raggiungerlo e creare un senso di comunità attorno al proprio progetto.
Ha costruito un racconto capace di parlare al cuore delle persone, mettendo in evidenza l’importanza di questa campagna, la storia della Nike, patrimonio del Louvre, certo, ma di tutta la Francia e del mondo intero.
Ha fatto leva sulla responsabilità delle persone: la Nike è patrimonio comune e spetta a tutti salvaguardarla, conservarla, restaurarla, perché possa attraversare la storia e arrivare ai nostri figli, e ai figli dei nostri figli.
L’ha fatto con autenticità, mettendoci la faccia in prima persona. Non ha affidato la campagna a un’agenzia specializzata, ma ha gestito internamente ogni aspetto.
Ha saputo costruire un piano ricompense accattivante e stimolante, capace di invogliare le persone e le aziende a donare.
Ha saputo utilizzare i social per rendere #virale la call e raggiungere il maggior numero di persone.
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E ora veniamo a noi: cosa insegneremo al LABORATORIO PRATICO DEL 21 MARZO?

• Cos’è il crowdfunding e qual è il suo potenziale.
• Le donazioni e la normativa italiana. Finanziamenti, fundraising e crowdfunding. Tipologie di raccolta fondi e piattaforme esistenti italiane e straniere.
• Le potenzialità del portale www.innamoratidellacultura.it

Docente sarà Emanuela Negro-Ferrero, fondatrice della piattaforme e una delle massime esperte italiane di crowdfunding.
Nell’appuntamento del 23 marzo
Partendo da uno o due casi reali, fra quelli proposti dai partecipanti, lo staff di Fahreneit452,  società di comunicazione autrice  della campagna  per l’Indice dei Libri del Mese,  racconterà ai partecipanti le strategie e le tecniche che hanno messo in atto per raccogliere le donazioni.

In breve il programma:
• Analisi del contesto, il budget, le persone da raggiungere e coinvolgere
• La fase di divulgazione della campagna di raccolta, online e offline.
• Il video: la sua forza!
• Le ricompense
• Le attività di comunicazione: dall’ufficio stampa agli eventi
• L’uso dei social e la narrazione online
• Gli eventi
• Il ringraziamento
Per informazioni e iscrizioni
accademiadelcrowdfunding@gmail.com

Emanuela Negro-Ferrero – Ceo www.innamoratidellacultura.it