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Crowdfunding – Lesson n°7. Come creare una campagna di successo.

Il crowdfunding sta trasformando il mondo in un posto più collaborativo:  persone aiutano altre persone a realizzare i propri progetti e a condividerli con gli amici e con la comunità. Negli Stati Uniti si parla  di una vera e propria rivoluzione sociale. In Europa ci sono paesi dove va benissimo (come il Regno Unito) e altri dove sta partendo molto bene. E in Italia? Potrei citare dei dati. Ce ne sono molti e tutti confortanti, ma non riportano quello che verifico ogni giorno sul campo. Perché noi italiani siamo, nel bene e nel male, diversi. Ci piace tanto l’idea del crowdfunding perché è bella, etica, unisce i cuori e le menti, ma non abbiamo capito molto bene di che cosa si tratta. Gira infatti una strana storia che racconta che per avere i soldi basta pubblicare il proprio progetto su una piattaforma che va scelta con attenzione, perché più è famosa e più ti arriva. Certo, i miracoli avvengono. Se la tua idea è così interessante, coinvolgente, mirabolante, può accadere che la folla ti sostenga in maniera virale. Uno su mille ce la fa. Tutti gli altri invece devono pianificare una campagna di raccolta e metterla in atto attraverso delle azioni. Perché la piattaforma offre un servizio e gratis offre la pubblicazione. Dietro, una fee  si occupa delle transazioni e di veicolare tutti i progetti attraverso i vari canali. Ma non è una bacchetta magica e funziona se ognuno fa la sua parte. Faccio un esempio. Se la piattaforma twitta e pubblica notizie su un progetto, anche il Creatore del progetto deve twittare e pubblicare. Solo così si crea l’effetto virale sulla folla, altrimenti è come parlare ad un sordo o urlare nel vuoto.

Ho pensato così di scrivere una breve guida che i Creatori possono seguire passo passo per realizzare una campagna di crowdfunding  di successo. Ci sono tutti gli ingredienti e ho segnato i vari step da raggiungere man mano che si procede con il lavoro.

1. UN BEL TITOLO E SEI GIA A METÀ DELL’OPERA

La prima impressione sul tuo progetto è determinata dal titolo che hai scelto. Un po’ come l’articolo di un giornale: se il titolo è forte, la notizia viene letta. Come deve essere il titolo? Creativo, divertente, intrigante e, soprattutto, deve far capire a chi lo legge che si tratta di una campagna di raccolta fondi. Ricordati che il crowdfunding si fa principalmente sul web. Il titolo deve essere rintracciabile e il link condivisibile sui social network. Niente cose piatte e richieste dirette. Sii fantasioso e vedrai che le persone arrivano.

2. YES, STORYTELLING

Raccontare la tua idea è fondamentale. Devi farlo in modo onesto, semplice e chiaro. Le tre domande fondamentali – chi, che cosa, perché – devono spiccare già dalle prime righe. La richiesta di aiuto va espressa con sincerità e i vantaggi che il donatore ne ricava esaltati.  Ma non basta. La tua storia deve continuare durante tutta la campagna. Scrivi ai tuoi fan, chiedi loro di condividere quando donano e di coinvolgere i loro amici, come se fosse una bella festa da fare tutti insieme!

3. LA TUA STORIA PER IMMAGINI

Scatta foto. Tante, tantissime. Condividele e commentale. All’interno della piattaforma hai uno spazio sulla tua pagina dedicata in cui puoi inserire commenti, anzi, devi inserire i commenti. Racconta come sta andando, i successi, gli insuccessi, quello che fai e se sei felice. Sfrutta i social. Devi creare una comunità di entusiasti sostenitori. Ti hanno supportato e devi renderli partecipi e farli partecipare. Come puoi fare? Falli ridere. Le persone condividono ciò che li fa divertire e ciò con cui sono d’accordo.

4. CREA SUPER RICOMPENSE

Do ut des. Le persone sono felici di donare e altrettanto felici di avere in cambio delle belle ricompense. Spremi bene le meningi. Non devono essere costose e se decidi di spedirle fai bene i tuoi conti. Non ha senso chiedere 10 e spenderne due di spedizione, ma se sei generoso e usi il cuore, in molti casi una lettera personalizzata di ringraziamento o un grazie pubblicato sui social è già un bel modo per creare una connessione.

5. MAMME, NONNE, ZIE E AMICI CARI

Le prime donazioni chiedile ai tuoi amici, parenti e conoscenti. Loro ti amano e sono felici di sostenerti. Non hanno soldi da dare? Allora, chiedi di aiutarti a diffondere la tua campagna. Più siete e più ottenete.

6. SUPERATTIVO SUI SOCIAL MEDIA

Puoi avere il progetto migliore del mondo, ma se non sei attivo sui social media nessuno lo viene a sapere. La piattaforma ottimizza il risultato, ma se i progetti pubblicati sono molti, non è facile farsi sostenere. Chi fa da sé fa per tre. Cura i contenuti e, se non sei capace o non ti va o non hai tempo, chiedi il supporto di un crowdfunding manager. Il gioco vale certamente la candela.

7. CREA UNA COMUNITÀ DI SOSTENITORI SU FACEBOOK

Hai una pagina Facebook? Usala e attivala per costruire una comunità di innamorati del tuo progetto pronti a donare, condividere e commentare. Il tuo profilo deve essere vivo, vitale, coinvolgente e divertente. Devi tenere alta l’attenzione della comunità, pubblicando molto e invitandola a partecipare. Come? Pubblicando storie che narrano del tuo progetto almeno tre volte a settimana. Perché chi ti ha donato il denaro deve sapere come sta andando e che la sua donazione per te sta veramente facendo la differenza.

8. UFFICIO STAMPA? SÌ

È un dato noto che chi esce sui giornali e sui media (radio e televisione) raccoglie il 30% in più rispetto a chi della sua campagna non fa notizia. Non hai un ufficio stampa? Puoi usare il nostro, perché il tuo risultato è il nostro risultato e più si parla di te e del tuo progetto, più persone possono donare.

9. GRAZIE A TUTTI 

Ringraziare, ringraziare, ringraziare. Pubblicamente, personalmente. Chi ti sostiene deve essere ringraziato. Come farlo sta a te. L’importante è che le persone non si sentano dei bancomat.

☛ Scopri il Crowdfunding di Innamorati della Cultura.

Speciale Innamorati… della Cultura

È sempre un’emozione essere intervistati, ma soprattutto lo è poter parlare del proprio lavoro, di quel progetto che ci sta tanto a cuore e che si vede crescere giorno dopo giorno.

Come avrete già capito, sto parlando di Innamorati della Cultura, che ci   ha appena regalato una grande soddisfazione. La campagna organizzata per SEXXX, il film di Davide Ferrario, si è appena conclusa raggiungendo l’obiettivo di raccolta fondi prefissato e questo grazie a tutti i donatori e a tutti coloro che hanno sostenuto e stanno sostenendo il progetto da quando è nato. Un grazie speciale va a queste persone che ci credono e che continuano a investire in Cultura nel nostro paese.

E un altro grazie vorrei rivolgerlo anche alla giornalista Marilena De Giorgio (Spazi inclusi), che ha dedicato agli Innamorati un bell’articolo con tanto di servizio video e intervista alla sottoscritta. Son cose… 😉

Se siete curiosi, potete leggerlo qui, su Tiscali.

Un breve estratto: “L’obiettivo è creare una comunità di innamorati della cultura che sposi “emotivamente”, e attraverso raccolte fondi mirate ai singoli progetti, un’idea di bene comune legato alle arti e all’ingegno italiano.” (Innamorati della Cultura, il mecenatismo nelle arti parte dal basso).

 

Emanuela Negro-Ferrero – www.innamoratidellacultura.it

Comunicazione virale: MICHELLE OBAMA lancia il Rap anti-obesità

Michelle Obama ha sostenuto la campagna del marito raccogliendo milioni di dollari. È madrina di numerose campagne sociali, prima fra tutte quella anti-obesità.

La notizia è interessante e trovo  la tecnica di comunicazione, che ha colpito il  mio interesse, intelligente e innovativa. La First Lady americana, Michelle Obama, sta preparando un album di musica rap assieme a tante stelle dell’hip hop. Il  disco, che si intitola “Songs for Healthier America”, (Canzoni per un’America più sana), punta a raccogliere fondi per la campagna anti-obesità Let’s Move.

Si tratta di una raccolta di 19 pezzi, in uscita il 10 settembre: tra i titoli, “U R What You Eat”(Sei quello che mangi) e “Veggie Luv” (Amore per le verdure), a cura di Partnership for a Healthier America, un’associazione indipendente che lavora con agli attivisti di Let’s Move.

Dall’album saranno prodotti dieci video clip che, insieme al disco, saranno distribuiti prima nelle scuole di New York e poi in quelle delle altre grandi città d’America. In queste clip compare Michelle assieme ai grandi nomi del rap, come Jordin Sparks, Ashanti, Run DMC, Doug E. Fresh e Monifah.

Negli Stati Uniti il problema dell’obesità infantile è molto sentito. Oggi, 1 bambino su 8 negli Usa è obeso, e i piccoli obesi prima dei 5 anni di età hanno probabilità 5 volte più alte della norma di diventare adulti grassi.

Questa iniziativa mirata al fundraising si basa sul principio che i buoni consigli non trovano mai ascolto. Una canzone, anzi, un tormentone, ha più possibilità di essere recepito e assorbito a livello di inconscio. Il rap e l’hip hop sono la musica che gli afroamericani e i latinoamericani ascoltano e ballano. Buoni consigli impartiti con allegria e leggerezza hanno una buona possibilità di essere accettati e poi messi in atto.

La First Lady americana si è sempre distinta per la sua grandissima capacità di impegno nel sociale legato alla raccolta di fondi. I paesi anglosassoni hanno una grande tradizione in merito, ma bisogna anche saperlo fare e poi comunicarlo.

L’idea di far cantare le stelle del rap è certamente geniale. Perché, oltre a veicolare il messaggio necessario a raggiungere gli obiettivi della campagna anti-obesità, si pone in maniera nemmeno troppo trasversale come punto a favore di un’eventuale futura campagna elettorale. Michelle per il marito ha fatto veramente tantissimo, agendo nel pieno rispetto del famoso detto per il quale “dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”. Michelle Obama e il rap antiobesità.