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La settimana dell’arte contemporanea. Artissima, Paratissima. Torino? Bellissima.

Artissima standUna settimana luccicante. Densa di eventi. Artissima. Paratissima. The Others. Flashback. Torino per la settimana dedicata all’arte contemporanea si è riempita del popolo colorato e sensibile innamorato dell’arte. Contemporanea e non. Di turisti. Di semplici amanti dello struscio. Di curiosi. Di artisti e di giornalisti. Alla conferenza stampa, l’Assessore regionale alla cultura ha spiegato come il Piemonte crede e veste nel sistema dell’arte contemporanea. Un sistema voluto dalle giunte precedenti, comunali e regionali, e che mette in moto una macchina che ovunque, non solo a Torino, produce tonnellate di denaro. E muove le folle. L’Oval è ormai da anni sede istituzionale di Artissima. Personalmente la trovo bella ma fuori mano. E’ vero, c’è la metro. Ma in tempi green perché costringere folle di persone a prendere mezzi e auto? La sorella giovane e un po’ scapigliata di Artissima, Paratissima, nata per prendere in giro la solennità radical e chic della fiera cittadina è uscita l’anno scorso dal “recinto” del quartiere San Salvario e si esprime oggi in tutta la sua creatività divertente negli ampi spazi di Torino Esposizioni. Esattamente il luogo dove io farei stare Artissima. A tiro di passeggiata. Vicino al parco e al fiume. Lasciando i giovani e ribelli dentro agli spazi del quartiere più amato e movidaro della città. Che se non ne aveva abbastanza di due fiere, ha fatto en plein con la notte bianca dedicata alle gallerie. Che cosa ho visitato?

MertzAlberto Peola. In Via della Rocca 29, nel pieno centro cittadino. Mi sono incantata davanti alle opere di Fatma Bucak. Poi ho scelto Biasutti. Con una esposizione incantevole dedicata al Maestro Scanavino. Ho provato strani cappelli piumati in una temporary gallery di fianco a Biasutti. Mi sono spinta fino in Piazza Carignano ad ascoltare le nove sinfonie di Behetoveen allestite dentro ad un appartamento vuoto dall’artista per la galleria Noero. L’ultimo stop della giornata da Daniela Foresto in Piazza Gran Madre ad ammirare i suoi famosi portraits. Bella gente resa ancora più bella dall’obiettivo sapiente della fotografa più amata dai torinesi e, a quanto ho visto, anche da diverse celebrities italiane: Massimo Boldi, Ewa Herzigowa, Isabella Ferrari. E molti altri ancora. Il giorno dopo, stanca ma felice, dopo il passaggio all’irrinunciabile Fondazione Mertz, ho assistito all’apertura del “Terzo Paradiso” con il Maestro Michelangelo Pistoletto.

terzo paradisoSituato davanti al Mastio della Cittadella, il famoso simbolo è composto di pietre squadrate e spicca nel prato verde chiaro circondato da alberi dalle foglie multicolori. Bellissimo. Come la mostra della “Biennale Italia- Cina” che ho avuto modo di visitare dopo aver fatto finta per mesi di non avere tempo da dedicare. Arrivata a sera, mi rimane un senso di leggerezza, quasi di euforia. L’arte muove denaro, muove folle di persone. A me, innamorata della cultura,  muove soprattutto l’anima.

 
Emanuela Negro-Ferrero – enf@innamoratidellacultura.it

Shit and Die. Artissima 2014 ospita un Maurizio Cattelan cucito su misura per Torino.

Shit or die, la mostra di Maurizio Cattelan ad Artissima 2014
Shit or die, la mostra di Maurizio Cattelan ad Artissima 2014

Maurizio Cattelan ha scelto un titolo irriverente e provocatorio tratto da uno dei famosi slogan al neon di Bruce Nauman, per l’edizione 2014 di One Torino.

La sede scelta dall’artista milanese è lo storico Palazzo Cavour, un  magnifico  edificio  nel centro cittadino con ampi saloni affrescati e un grande scalone monumentale. L’artista ha ideato insieme a due giovani curatrici, Myriam Ben Salah e Marta Papini, un percorso diviso in sette sezioni differenti, ognuna dedicata  a un aspetto peculiare della città .

Shit or die mostra di Maurizio Cattelan ad Artissima 2014
Shit or die mostra di Maurizio Cattelan ad Artissima 2014

La mostra è composta da un insieme eterogeneo di oggetti d’arte, pezzi di design e opere prese un po’ da collezioni private e in parte dalle istituzioni cittadine e altre opere create appositamente per la mostra e che richiamano il tema esistenziale della vita e della morte. L’allestimento, molto complesso,  presenta lavori di artisti affermati accanto a quelli di giovani emergenti.

La mostra inaugura il 5 novembre e termina l’11 gennaio.

www.artissima.it

Redazione – www.innamoratidellacultura.it

Turin is posh: from Renoir to Artissima, ContemporaryArt is flowering. Everywhere

Milan has couture. Venice canals, Naples pizza and Vesuvio and Turin has cars, a Holy Shroud and the best of Italian Contemporary art events in all the country. It is called “the system” because museums, art galleries, and events are all linked in a unique net distributed all over the year.

Turin has earned over the years a strong reputation with its industries. But, after Olympic Winter Games in 2006, Turin has a new face. After all we are speaking about an Italian town. Business and pleasure. Art and gastronomy.

Vermouth was born here with Martini and Cinzano. Also “grissini” (breadsticks), zabaglione and, mhh, a gourmet chocolate called “gianduiotto”. There’s no shortage of places in which to indulge yourself either – 800 restaurants to be precise, ranging from the old and glamourous Ristorante del Cambio to the city’s famous art-deco cafés and pastry shops, elegant confections of marble, iron and glass such as Mulassano and Il Bicerin.

Even the old Fiat factory, a couple of miles out of the centre at Lingotto, has been transformed – genious architect Renzo Piano converting the 20s site into a hotel, Le Meridien Lingotto, a conference centre, shopping arcade and an auditorium.

At night, it is possible to listen to a classical concert there or an opera at Teatro Regio. And you can snatch glimpses of frescoed ceilings through half-drawn curtains as you walk your way down to the fashionable Murazzi district to enjoy an aperitif and a romantic meal overlooking the river Po.

After the shroud, the second most popular attraction in Turin is the Egyptian Museum, which claims to have the most complete collection outside Cairo. A further claim is that the Italian film industry was born here, and the restored Mole Antonelliana – originally conceived as a synagogue – is now a shrine to the silver screen in the form of the National Museum of the Cinema.

This is all classic. Turin has a modern face. Something different from cars and food. The city has plenty of art galleries, museums and Foundations dedicated to contemporary art.

Yesterday I was at the vernissage of Renoir exhibition in Museo di Arte Moderna (GAM). It was the first opening of the season. A beautiful collection of sixty paintings of the maestro celebrated by all the citizens waiting in a queue for hours and hours. Beautiful portraits, magnetic colours and a sober set-up. I have said it was the first opening. That’s true. Contemporary art is flowering all over the city from the seven of November ‘till the end of December. Artissima is a well know international art fair. Anything new. What is really new is following the stream of private parties, vernissages, exhibitions all over. A party in the party. Gorgeous, elegant and  very posh as only Torino can be.

Here’s a very nice video about Renoir exhibition (by ContemporaryArt Blog):

Fuoco, fuochissimo. A Torino inaugura la mostra di Albanese, artista illuminato e illuminante.

Giocare col fuoco

Particolare entrare nella galleria Ermanno Tedeschi quando è tutto spento. Le uniche luci sono quelle delle opere di Giovanni Albanese.

Forme appoggiate al muro, fiammeggianti di lampadine incandescenti. “Ho preso l’idea guardando le luci votive delle chiese” – mi dice sorridendo sornione. “Le faccio fare apposta per me. Diverse dimensioni, più grandi, più piccine. Tutte durano quasi dieci anni. Se guardi, ogni opera ha un piccolo interruttore. Perché così puoi accendere e spegnere come e quando ti viene voglia”.

Mi faccio attirare dal grande cuore posto sulla parete in fondo alla sala. Per metà è coperto di lampadine e per metà è un semplice filo di acciaio. Al fondo, forse a simboleggiare questo taglio netto fra la luce e l’ombra, una sega. Di quelle vere, con i denti. Lo trovo straordinario. Come la piccola astronave a forma di fungo pronta al decollo.

Amo l’arte contemporanea e adoro quando riesce a farmi stupire. Quando mi diverte e mi affascina. Penso che non sia una questione estetica. Piuttosto è una questione di emotività. Un’opera mi piace se muove dentro di me un’emozione. Albanese mi ha trasmesso la gioia e il calore della Puglia, la regione dov’è nato e lavora.

La galleria Tedeschi per me è un appuntamento fisso. So che posso trovare opere interessanti di artisti che magari non sono molto noti ma sono particolari e, soprattutto, per i miei criteri estetici, emozionanti.

Questa settimana a Torino apre Artissima. Non c’è giorno in cui non via sia una vernice, uno spettacolo, un evento. Ho iniziato con Albanese e ho intenzione di andare fino in fondo. Di vedere tutto. Assaporare tutto. Emozionarmi. Ancora stupita che il governo tagli la Cultura. In Italia poi… Robe da matti.

Tanya Kagan – Josefowitz: una lunga storia d’amore. Da Ermanno Tedeschi Gallery

In the quiet of the night, melodies and rythms invade my being.

Torino e l’Arte Contemporanea. Un amore sbocciato molti anni fa, che fiorisce alle porte dell’autunno in una miriadi di eventi, vernissage, installazioni, new opening e culmina con Artissima ai primi di novembre.

Interessanti gli artisti proposti da Ermanno Tedeschi. Scelti perché incontrano il gusto del titolare e non perché di tendenza. Mercoledì ha inaugurato la personale Tanya Kagan Josefowitz. Piccoli disegni ispirati alla musica e ai colori perché “la plastica è adatta al modulo e il colore all’anima”. I soggetti, ispirati alla Musica e alla Natura, rappresentano lo sviluppo del suo talento artistico, cresciuto seguendo nei suoi viaggi il marito, David Josefowitz, famoso direttore d’orchestra.

I tratti sono semplici e poche linee bastano per comunicare una grande emozione. La massima aspirazione dell’artista è quella di comunicare l’Amore verso gli altri esseri umani in tutte le sue forme. Ho scambiato qualche parola con Lei, che accompagnava il marito seduto in carrozzina. Un uomo anziano bellissimo, circondato da moglie e figlia. Tanya mi ha detto: “Ho 84 anni. Lui ne ha 94. La nostra è una lunga storia d’amore. Io dipingo e lui dirige me e le mie mostre. Il nostro amore è racchiuso nei miei dipinti”. L’ho trovato bellissimo, commovente.

La galleria Tedeschi, gremita come sempre, ha rivelato una sorpresa: una nuova sala al piano sotterraneo. Sono rimasta incantata, perché i quadri di Tobia Ravà sono esposti in tutta la loro lucentezza.

Questo è solo l’inizio. Settembre ha inaugurato con l’Amore. Chissà cosa avremo quando arriveremo a novembre. Ci aspettano Artissima, l’opening di tutte le Gallerie per la “notte bianca dell’Arte Contemporanea”, la Borsa dell’Arte e visitatori da tutto il mondo. A riprova che la Cultura muove. Le masse, il denaro, i cuori.

If music be the food of Love, play on (W. Shakespeare)