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CULT! Dal 27 al 29 maggio 2016 torna Mantova Creativa. #innamoratidellacultura

Siamo arrivati alla sesta edizione del Festival della Creatività di Mantova  che quest’anno è stato è inserita tra le attività di “Mantova Capitale Italiana della Cultura”  2016 e realizzato con il contributo del Comune di Mantova.

L’etichetta del festival 2016 è CULT, elisione della parola cultura e,  nei tre giorni di calendario la cultura troverà la sua massima espressione grazie alle creazioni, ai personaggi, ai luoghi e ai marchi. Ospiti? Tantissimi.

Abbiamo letto il programma (che non è ancora definitivo!) e ce ne sono davvero di interessanti. Per esempio? Dallo storico e critico d’arte Renato Barilli ai due mostri sacri della fotografia internazionale Franco Fontana e Giovanni Gastel.

parco d'arte vivente
parco d’arte vivente

Siete mai stati a Mantova? Noi si, la adoriamo e questa è l’occasione giusta per fare un tuffo a capofitto nella cultura locale. Iniziando con  la straordinaria cucina. Leggiamo che è stata organizzata una rete di 39 ristoratori della città, tra ristoranti, osterie e bar offrirà quanto di meglio e di più stuzzicante possa venire in mente. Da mangiare e da bere. il nostro ..cult? I famosi tortelli di ciliegia..mhh. E per la musica? Un altro Festival….Trame Sonore – Mantova Chamber Music Festival,  manifestazione organizzata dall’Orchestra da Camera di Mantova.

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PROGRAMMA (preso dal sito)
SCULTURE IN PIAZZA: NAGASAWA
in collaborazione con Museo di Palazzo Ducale e Peter Assmann
con il sostegno di Lubiam
curatore Marco Tonelli
Il programma di arti visive vanta la partecipazione di un grande artista internazionale come Hidetoshi Nagasawa impegnato nella realizzazione di un’opera per lo spazio di Piazza Castello, all’interno di Palazzo Ducale. L’intervento è realizzato grazie alla collaborazione con il direttore del Ducale Peter Assmann e con la vice direttrice

ABITARE GONZAGA 2016: arte, design e spazi domestici a confronto con il passato
Un progetto di Mantova Creativa e del Complesso Museale Palazzo Ducale
A cura di Giampaolo Benedini con Marco Tonelli e il contributo scentifico di Renata Casarin
con il patrocinio di ADI Lombardia, Associazione per il Disegno Industriale
media partner Elle Decor Italia
la mostra è sostenuta da Davide Groppi, Gentry Portofino, Key Cucine, Rimadesio, Agape e Benedini Associati
prestiti di Pierluigi Gibelli, Anna Bolognesi, Bruna Sermidi
ricerca opere in collaborazione con Look Lateral
sponsor tecnico Martini e Martini
Come sarebbe la dimora dei Gonzaga se i duchi della città, con la loro raffinatezza estetica, fossero sopravvissuti fino ai giorni nostri? Mantova Creativa prova a rispondere a questa domanda e allestisce, in sinergia con il Museo di Palazzo Ducale, la mostra “Abitare Gonzaga 2016”, un grande evento dedicato al mondo dell’arredo contemporaneo che costituirà una sorta di spin off  del festival e ne proseguirà le attività. La mostra si terrà nell’Appartamento della Rustica del Ducale), dal 11 giugno all’11 settembre.

AVVISTAMENTI INTERNI. ARTE CONTEMPORANEA NELLE TORRI
in collaborazione con Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggistici di Brescia, Cremona e Mantova e Museo dei Vigili del Fuoco di Mantova
L’arte apre le porte di due torri cittadine – la Torre degli Zuccaro e la Torre di Sant’Alò – da molto tempo chiuse al pubblico, grazie a un inserimento di opere d’arte contemporanea in dialogo  con questi affascinanti luoghi antichi. Saranno le opere luminose di Fabrizio Corneli a fare luce all’interno di questi spazi.

PARCO DELL’ARTE – CONCORSO IV EDIZIONE
in collaborazione con Parco del Mincio, Comune di Mantova, Tea
con il supporto tecnico di Copiaincolla, JL Graphic, Paxxion, Pixelinside, Sigla, Studio Ventisei, Variante Zero
Prosegue, per il quarto anno, l’esperienza del Parco dell’Arte, il parco di sculture collocato tra il  Lago di Mantova e la Rocca di Sparafucile. Cinque nuove opere, selezionate attraverso un apposito concorso (presidente di giuria il Prof. Renato Barilli), troveranno collocazione in questo scenario naturale unico, affacciato sullo skyline rinascimentale della città. L’intervento, quest’anno, potrà contare su un nuovo e ambizioso progetto di comunicazione, ideato con il sostegno di sette agenzie di comunicazione della città, che avrà l’obiettivo di valorizzare e far conoscere il patrimonio del parco.

MANTOVA NASCOSTA
in collaborazione con Liceo Artistico “Giulio Romano”
Ancora video con “Mantova Nascosta”, un percorso virtuale attraverso i luoghi di valore non accessibili al pubblico, da visitare per mezzo di una serie di video prodotti dagli studenti del Liceo Artistico di Mantova. I video saranno visibili su smartphone puntando le icone QR Code posizionate sui totem che si incontreranno in giro per la città.

LA CITTA’ CHE NON C’E’
in collaborazione con Ordine degli Architetti di Mantova
Con l’obiettivo di vivere la città in modo condiviso e partecipato, l’Ordine degli Architetti di Mantova sviluppa un percorso fisico che collega diversi punti della città, da percorrere con una mappa e con l’ausilio di una app per tablet e smartphone che permetterà di vedere alcuni progetti innovativi, inseriti virtualmente nel contesto urbano. Semplici interventi di mascheramento, decorazioni pittoriche, provocazioni e persino demolizioni di elementi urbani sono le idee e gli spunti di riflessione proposti dagli architetti per trasformare la città.

MANTOVA CREATIVA PER LA FOTOGRAFIA –  I EDIZIONE CONCORSO
L’edizione 2016 di Mantova Creativa vede il debutto del primo concorso fotografico “Mantova Creativa per la Fotografia”, la cui giuria sarà presieduta da due grandi nomi del panorama internazionale: Franco Fontana e Giovanni Gastel. Le opere selezionate andranno a costituire una mostra nel Tempio di San Sebastiano. Durante il festival, ci saranno altri eventi legati al mondo della fotografia

ADOTTA UN CREATIVO
Un’alleanza speciale tra creativi e negozianti è alla base del progetto “Adotta un creativo”. Le vetrine di alcune botteghe del centro storico subiranno un restyling grazie all’intervento di alcuni artisti, che lavoreranno in sinergia con i commercianti per valorizzare i prodotti in vendita in modo insolito e fantasioso.

VIDEOART YEARBOOK
in collaborazione con Dipartimento di Arti Visive Università di Bologna
Approda a Mantova “Videoart Yearbook”, la rassegna di videoarte promossa dal Dipartimento di Arti Visive dell’Università di Bologna, che sabato 28 maggio (ore 10, Palazzo Soardi) proporrà una selezione dei migliori lavori italiani realizzati nel corso del 2015. Introduce la proiezione Renato Barilli.

MUSEO DELLA NEBBIA
da un’idea di Carlo Mantovani
Anche la nebbia – che a Mantova fa parte, non solo del meteo, ma della cultura di una comunità – diventa arte grazie all’originale idea di un Museo della Nebbia, visitabile nel palazzo Broletto 6 (piazza Broletto).

CONCRETE LAB
Lo studio Concrete Lab sarà nel cortile di Palazzo Castiglioni in piazza Sordello con oggetti di design, sculture luminose ed eventi sul tema della luce. Focus sulle espressioni creative dell’Alto Mantovano, con declinazioni anche in cucina. Le specialità tipiche saranno presentate e cucinate dalla chef Beatrice Ronconi (Masterchef).

VERONA RISUONA
in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Verona e Verona Creativa
Verona Risuona, rassegna di sound art e sperimentazione artistica sviluppata da Accademia di Belle Arti di Verona, Conservatorio di Verona e Università di musica e teatro di Goteborg, arricchisce il programma con una serata (27/5) di musica dal vivo e dj set che si fondono con proiezioni video.

TEATRO E DANZA
Le compagnie teatrali cittadine scendono in campo per il festival e reinterpretano spazi spesso inconsueti come le ex beccherie del Rio, teatro per il “Dracula” della Compagnia Campogalliani (28/5) e le Officina Testi dove trovano spazio la performance teatrale “Esercizi di ginnastica morale” con Teatro Magro e Ars Creazione e Spettacolo (27-28/5).

STREET FOOD

con il contributo di Giovani di Confagricoltura ANGA Mantova
Torna la rassegna dello Street Food di Mantova Creativa, realizzata grazie al contributo dei Giovani di Confagricoltura ANGA Mantova. Il percorso, quest’anno, si allarga e raggiunge 17 tappe. Nell’ottica di una valorizzazione degli operatori del territorio Mantova Creativa coinvolge bar e ristoranti della città che proporranno cibi di strada per tutti i gusti.

PIATTO CREATIVO
con il contributo di Giovani di Confagricoltura ANGA Mantova
Si consolida l’appuntamento con il Piatto Creativo che quest’anno vede la partecipazione di   12 ristoranti. Il festival stimola la creatività anche in cucina e offre al suo pubblico l’opportunità di assaggiare pietanze uniche, pensate appositamente per l’occasione e in “edizione limitata”. Quest’anno, poi, ai piatti creativi di MC si affiancano i piatti cult: “best seller” della cucina mantovana, intramontabili delizie per il palato dedicate ai turisti che non hanno ancora avuto l’opportunità di sperimentare la ricchissima tradizione culinaria del territorio. Ma non finisce qui: anche le stoviglie diventano artistiche. Nei ristoranti che aderiscono alla rassegna sarà possibile acquistare il piatto decorato di Mantova Creativa 2016 con un nuovo soggetto da scoprire e collezionare.

IL VERO VELENO DI ROMEO E GIULIETTA
Seconda edizione per il concorso tra cocktail “Vero veleno di Romeo & Giulietta”. Dieci bar si sfidano nel ricreare, sotto forma di diabolica bevanda, il veleno acquistato da Romeo proprio a Mantova. E qui, sotto i portici di Piazza Erbe, c’è quella che Mantova Creativa ha individuato come l’antica casa dello speziale che fornì il mortale intruglio al povero Romeo. Sarà il pubblico di Mantova Creativa a eleggere il “vero veleno” votando sulla pagina Facebook durante i tre giorni del festival.

DALLA COLAZIONE ALLA CENA, CON CREATIVITA’
La famosa Pasticceria Antoniazzi – Caffè Borsa partecipa a Mantova Creativa reinterpretando con un tocco di originalità pasti e spuntini, dalla colazione alla cena. In tutte le tre giornate del festival ci sarà il Caffè Creativo, colazione con brioches e prodotti creati appositamente per l’occasione. Inoltre, cena vegana (27/5 su prenotazione), light lunch con panini gourmet creativi (28/5), aperitivo con risottata di chiusura del festival (29/5).

CREATIVITA’, CIBO E SALUTE
In questa edizione la creatività si mette al servizio delle problematiche dell’alimentazione grazie alle creazioni gluten free e prive di lattosio di diversi ristoranti cittadini. Ci sarà una conferenza medica e  performance musicali di Stefano Gueresi (La Cucina, 27/5 ore 18).

 

Redazione –   info@innamoratidellacultura.it

 

L’arte fa bene alla salute? Ce lo dice la nostra saliva.

magnificat-2015-salitaUn campione di saliva prima  e dopo la visita alla cupola  è stato prelevato alle 100 “cavie della cultura”. Dove? A Vicoforte, più precisamente in provincia di Cuneo, vicino a Mondovì.Nel 2015 la cooperativa Kalatà ha messo in sicurezza e aperto un percorso che, a partire dal prossimo 23 aprile,  consentirà al pubblico di salire sino alla vetta della cupola salendo lungo un percorso appositamente messo in sicurezza, attraverso scale a chiocciola e antichi passaggi riservati alle maestranze e finora mai aperti al pubblico. Questa originale visita, chiamata “Magnificat” (http://www.magnificat2015.com ) consente di vedere in prospettiva diversa   la più grande cupola di forma ellittica del mondo ( appena 5 metri più piccola di quella di San Pietro).

santuario-di-vicoforte-cupolaIl percorso permette di salire fino ad un’altezza di 63 metri e , una volta arrivati in cima si possono ammirare da vicino i maestosi affreschi e godere di una vista davvero mozzafiato. E qui  sta il bello dell’esperimento realizzato dall’università di Bologna in collaborazione con l’ASL di Cuneo e con il solito provvidenziale contributo della Compagnia di San Paolo e del gruppo alimentare Michellis.

img_5761_1533429Ma in che cosa consiste questo test?  Si tratta infatti di verificare se  il livello di cortisolo prelevato è rimasto uguale oppure è sceso grazie alla magnifica esposizione artistica a cui la “cavia culturale” è stata esposta. Il cortisolo è l’ormone dello stress e, logica vuole, che se la salita è stata gratificante, il livello di cortisolo deve  risultare inferiore rispetto . Al momento l’esperimento si è appena concluso. Attendiamo con ansia il risultato. Perché, se è assodato  che l’arte fa bene all’anima,  e  oggi venisse verificato scientificamente  che fa anche bene alla salute, si aprirebbero nuove  ed interessanti strade per la terapia. In realtà, a ben pensare, già  si sa  che l’arte fa bene. L’uso del colore all’interno delle strutture ospedaliere è  noto anche se, curiosamente, non sempre viene applicato. Quindi,se questo esperimento risultasse positivo, ipotizzo cure a base di intense  esposizioni ad opere d’arte al posto – o  in supporto –a lunghe e invasive  terapie farmacologiche. Sarebbe bello. In caso di malattia, penso che potrei stare meglio con dosi massicce di Klimt e Dalì.  Da ricordare   al primo mal di testa.

Emanuela Negro-Ferrero – Ceo   – enf@innamoratidellacultura.it

Brut, marginale, outsider. Irregolari, eccentrici, solitari. In mostra a Torino. Stay Tuned.

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Individuale, senza ascendenze e discendenze. L’Outsider Art è una variabile impazzita che mette in crisi gli strumenti consueti e classificatori della critica d’arte. Ma, provenendo dall’interiorità dell’autore, bussa alla parte più profonda di noi, lasciando spesso riemergere forme e simboli antichi e universali”.  Questa è la riflessione che arriva dal sito dell’Osservatorio “Outsider Art” dell’Università di Palermo. Un ente di ricerca istituito nel 2008 per esplorare, diffondere e sostenere l’universo composito dell’arte “irregolare”.

Di che cosa si tratta?

È l’arte di chi non è artista. Perlomeno, di chi non è artista in forma ufficiale. Questo tipo di arte, che nasce da una pulsione profonda di chi non sa di avere ina vocazione e vuole liberare emozioni, fobie, fantasie. Spesso usando tecniche e materiali inconsueti. Un secolo fa il critico Jean Dubuffet la battezzò “Art Brut” e nel 1972 Roger Cardinal la rinominò “Outsider Art
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Chi sono questi artisti?

Sociopatici, autistici, disabili, psicotici, bambini, visionari, analfabeti o vittime di traumi, ex tossicodipendenti. Ma anche persone comuni. Tutti accomunati dalla produzione artistica creata per sé stessi, nata per definire il proprio mondo interiore in maniera catartica e non speculativa. Già Paul Klee e Pablo Picasso andarono alla ricerca di un’arte spontanea, per certi versi primitiva. Espressionismo significa creare partendo dalla spontaneità e dando spazio alle emozioni profonde, alle intuizioni. Picasso si appassiona a strane produzioni tribali, Kandinski è attratto dai disegni popolari. Gauguin si innamora dei mari della Polinesia. Il legame fra arte e pazzia è quindi molto stretto. Genio e follia sembrano essere l’elemento indispensabile perché un artista possa essere definito tale ma non è detto che la pazzia produca necessariamente arte.

Arte irregolare
Arte irregolare

Sulla scia di tutto questo, a Torino, crogiuolo creativo d’eccellenza, la storica Associazione Arte Giovane propone, dal 22 di gennaio,  la mostra “Orizzonti Diversi”.  Curata da Ivana Mulatero,  presenta una selezione di opere di artisti regolari e affermati insieme a opere di artisti irregolari. Non possiamo anticipare altro. Partirà una campagna d crowdfunding. Il cui ricavato servirà in parte per sostenere la mostra e in parte verrà devoluto.

#Stay Tuned #donate #share #love
Emanuela Negro-Ferrero – enf@innamoratidellacultura.it

Modigliani in mostra alla Gam di Torino. Molto bohèmien.

 La mostra è  prodotta da Skira e il curatore, Jean Michel Bouhours, ha selezionato con estrema perizia solo 12 disegni di Modigliani  e  due sculture.
La mostra è prodotta da Skira e il curatore, Jean Michel Bouhours, ha selezionato con estrema perizia solo 12 disegni di Modigliani e due sculture.

Non bisogna farsi ingannare dal titolo. La mostra dedicata a Modigliani esposta da venerdì – 13! –  alla Gam di Torino  con il titolo “Modigliani e la Bohème di Parigi”  e prenotabile sul sito www.modiglianitorino.it su 90 opere, solo 8 pochine sono del grande maestro livornese. La mostra merita, molto bella e interessante, ma la sezione più ampia è dedicata alla Parigi del periodo bohèmien e offre quindi tutt’altro tipo di contenuto.  La mostra è  prodotta da Skira e il curatore, Jean Michel Bouhours, ha selezionato con estrema perizia solo 12 disegni di Modigliani  e  due sculture.

Il percorso, che inizia con Modigliani, si snoda fra pareti e divisori azzurro carta da zucchero, con opere intense, colorate e affascinanti di grandi artisti :Picasso, Chagall, Fattori Utrillo, Soutine,  Brancusi,  Dufy,
Il percorso, che inizia con Modigliani, si snoda fra pareti e divisori azzurro carta da zucchero, con opere intense, colorate e affascinanti di grandi artisti :Picasso, Chagall, Fattori Utrillo, Soutine, Brancusi, Dufy,

Amare la cultura significa anche e soprattutto andare alle inaugurazioni . Sono occasioni preziose perché consentono di  stazionare davanti alle opere senza incorrere nei rimbrotti di chi attende il suo turno.  Di  incontrare  amici e conoscenti in un clima informale. Interessante e misteriosa la   testa femminile. ,Ricorda in maniera impressionante  quella del famoso scherzo organizzato anni fa proprio a Livorno da un gruppo di studenti.  Guardando bene e leggendo le spiegazioni, in effetti si nota   la forte influenza  dell’arte africana, nella stilizzazione e semplificazione estrema dei tratti. Il collo lungo, gli occhi a mandorla.  Modigliani nel suo purismo è molto africano.  Il percorso, che inizia con bellissimi ritratti di Modigliani, si snoda fra pareti e divisori di un bel colore azzurro carta da zucchero e continua, dopo le sculture, con le opere intense, colorate e affascinanti di grandi artisti :Picasso, Chagall, Fattori Utrillo, Soutine,  Brancusi,  Dufy.

testa femminile che, non so se mi sbaglio, ricorda molto quella del famoso scherzo organizzato anni fa proprio a Livorno
testa femminile che, non so se mi sbaglio, ricorda molto quella del famoso scherzo organizzato anni fa proprio a Livorno

La  natura morta di Setge Feral è un vero incanto . A onore del vero, non si tratta di una  mostra sul periodo bohèmien. Entrando ci si aspetta Modigliani. Non è andata così. Non eravamo pronti, non avevamo letto niente per prepararci. L’unica in casi come questo è di  andare a sensazione.  Forse è poprio questo l’approccio corretto all’arte. Allora, se emozione deve essere, che le opere in mostra siano meno numericamente parlando e più artisticamente divagando.

redazione – www.innamoratidellacultura.it

Torino magica: la casa Museo di Mario Molinari, un tesoro tutto da scoprire.

la casa Museo di Mario Molinari si trova a Torino nel quartiere San salvario.
la casa Museo di Mario Molinari si trova a Torino nel quartiere San salvario.

Durante le vacanze di Natale, mentre gli amici tentavano di sciare sulla poca neve caduta, gli #innamoratidellacultura hanno preferito restare in città e dedicarsi  all’attività che più amano praticare:  il dolce far niente. Un  amico ci mette in contatto con Pia, vedova dell’artista Mario Molinari. L’appuntamento è a San Salvario, quartiere multietnico cuore della nuova movida giovanile. Case  magnifiche, un fine ottocento decadente come solo a Torino è possibile ammirare. Parcheggiamo , un po’ intimoriti dalla presenza del robusto senegalese appostato all’angolo . E’ la sua zona,non vogliamo interferire, per carità.  Chi era Mario Molinari?  Scavando nella memoria,  ci viene in mente che Mario Molinari è stato uno dei tanti artisti che  insieme a  Casorati, Campagnoli,  de Bonis, Macciotta, Colombotto-Rosso, Gribaudo e altri, tanti, hanno contribuito a fare di Torino una vera e propria fucina dell’arte contemporanea. museoLeggiamo su internet che Mario Molinari, scultore, nasce a Coazze nel 1930. Inizia  autodidatta come scultore alla fine degli anni Cinquanta, mentre era ancora il direttore delle Cartiere di Coazze. Fu uno dei fondatori di Surfanta (in principio acronimo di SURrealismo e FANTAsia ed in seguito di Subconscia Reale FANTastica Arte), il gruppo neo-surrealista costituitosi a Torino nel 1964 per iniziativa degli artisti Pontecorvo (il suo maestro di pittura) Alessandri, Abacuc, Camerini, Macciotta e Colombotto Rosso.

Nella casa Museo di Via Saluzzo esploriamo   con gusto l’intera produzione. Coloratissima, surreale, buffa  e irriverente. Dalle sculture ai mobili di design, sino ai gioielli, piatti e oggetti  di vario utilizzo. Molinari era un artista eclettico, completo. Ha lasciato a Pia un grande compito. Quello di riportare alla luce un patrimonio artistico. Partendo da un crowdfunding, possibilmente.

Redazione – www.innamoratidellacultura.it

Una rete d’arte internazionale per Torino e una grande mostra nel 2015 per Joan Mirò

Pillole d’arte

È fresca la notizia che il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid e i Musei di Torino sigleranno un accordo pluriennale di cooperazione.

Torino fa rete non solo all’interno con un solido sistema di arte contemporanea, ma anche all’esterno, ampliando le proprie relazioni con le principali istituzioni museali internazionali, tra cui rientrano anche l’Ermitage di San Pietroburgo, il Guggenheim e il Metropolitan di New York, il Musée d’Orsay di Parigi, il British Museum di Londra e molti altri.

La collaborazione con il museo madrileno porterà in città nel 2015 Joan Miró, con una mostra che ospiterà 60 opere, molte delle quali mai uscite dai confini spagnoli. Finalmente a Torino potrò rivedere uno dei miei artisti preferiti! Ma non finisce qui, perché altre cooperazioni nasceranno da questo accordo, tra cui quella della Casa del Lector con il Circolo dei Lettori, della Cineteca nazionale con il Museo del Cinema, del Centro de arte contemporanea con Artissima e tra gli Archivi delle due città. E ancora, tra gli assessorati alla cultura si avvieranno anche programmi di scambio di giovani artisti e iniziative comuni di promozione turistica.

L’arte si fa strada, il 2015 è in arrivo e la rete è sempre più forte. Segno che la collaborazione a sostegno della cultura funziona, sempre.

✮ Consigli ad arte per il weekend a Torino

Questo weekend torinese sarà caldo. Anzi, caldissimo. Abbiamo  scoperto che ci saranno degli eventi super interessanti e ci  piacerebbe segnalarvene alcuni.

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☛  Si parte proprio oggi con la nuova edizione di TURNA_lo spazio tra l’arte e il design, che creerà un percorso espositivo en plein air per le vie del Quadrilatero,  dando voce a gallerie, designer e artisti. Organizzata dall’Associazione Culturale AZIMUT e curata da Giuseppe Ghignone per ArteSera Design, la manifestazione proporrà workshop, talk e performance, e si strutturerà attraverso tre mostre (TURNA_in mostra, TURNA_negli spazi e TURNA_a produrre) che esplorano il territorio al confine tra arte e design. Protagonisti saranno gallerie italiane e internazionali, la giovane creatività, interventi site-specific e premi. TURNA  vi  aspetta stasera alle 18.30 con l’inaugurazione in piazza Emanuele Filiberto.

Redazione – www.innamoratidellacultura.it

AccaAtelier

☛ Domani, invece, c’è solo l’imbarazzo della scelta, perché oltre a TURNA che continua fino a domenica, si apre anche la prima edizione di AccaAtelier, una due giorni di studi aperti in centro città per conoscere gli artisti e le loro opere. Organizzato dall’Associazione ACCA di Torino, l’evento ci porterà all’interno degli spazi-laboratorio per vedere dal vivo il percorso creativo che conduce all’ideazione e alla realizzazione di un’opera d’arte. Oltre agli studi in sede, da Vanchiglia a San Salvario, AccaAtelier si è gemellata anche con le reti d’arte internazionali e ospiterà realtà e artisti provenienti da Francia, Portogallo, Argentina e Germania. In più, è stato organizzato anche un tour in bicicletta nel circuito degli atelier che si trovano fuori città. Quando si dice che l’arte è sostenibile… 😉

LOV NIGHT VANCHIGLIA

Last but non least torna anche l’attesissima LOV Night di Vanchiglia, che sempre domani invaderà il quartiere delle meraviglie, aprendo le porte dei suoi studi, dei laboratori e dei negozi perché tutti possano esplorarlo e viverne il fermento culturale. La LOV night è un viaggio alla scoperta dei volti, dei lavori, dei luoghi che sono l’anima di questo quartiere: più che una notte bianca, una notte dalle mille sfumature, costellata di concerti, dj set, inaugurazioni di mostre, esposizioni di lavori, allestimenti scenici, proiezioni e performance di ogni genere.

«Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.»
«Come lo sai che sono matta?» disse Alice.
«Per forza» disse il Gatto: «altrimenti non saresti venuta qui.»

✮ Che dite? C’incontreremo tra una bottega e un’installazione? 😉
Buon weekend a tutti! ✮

Caravaggio e Spalletti. La magia dell’arte

Dopo la piacevole scoperta di Omar Galliani e la splendida mostra dedicata a Ettore Spalletti, ritorno ancora una volta alla GAM perché sarebbe impossibile non farlo.

L’occasione è il Ragazzo morso dal ramarro di Caravaggio. Stupenda come sempre, l’opera del genio arriva direttamente dalla Fondazione Longhi di Firenze per completare il percorso espositivo dedicato a Spalletti. Com’era prevedibile, quello instaurato è un confronto illuminato e illuminante. Da un lato c’è lo spazio ordinato dal colore e dal chiarore di Spalletti, dall’altro una sala in cui l’allestimento raccolto e le luci soffuse enfatizzano la potenza della luce fuori campo che illumina il volto spaventato del giovane protagonista del ritratto.

È incredibile come all’esperienza della quiete e della leggerezza che si vive attraversando l’arte di Spalletti segua immediatamente la tensione interiore e la forza misteriosa trasmessa dal capolavoro di Caravaggio. Sono sensazioni opposte e intense in modo diverso che si completano, senza mai annullarsi.

Andate e meravigliatevi. L’arte ospita la magia dell’arte.

Qui, tutte le informazioni utili.

Da Omar Galliani a Ettore Spalletti. Alla GAM, due mostre imperdibili

Alla GAM, non una ma due mostre davvero imperdibili.

È bellissimo visitare un museo e ritrovarsi rapiti contemporaneamente da due grandi progetti espositivi.

Da un lato, gli spazi dell’Underground Project ospitano “L’opera al nero” di Omar Galliani; dall’altro, si può vivere “Un giorno così bianco così bianco“, la mostra che vede protagonista uno dei grandi maestri dell’arte contemporanea italiana, Ettore Spalletti.
Ettore Spalletti

Il colore e la perfetta leggerezza dell’equilibrio dominano quest’ultima esposizione che non tocca solo Torino, ma anche Roma e Napoli. Per rendere omaggio alla lunga carriera dell’artista, infatti, la GAM, il Madre e il MAXXI hanno deciso di operare insieme e di realizzare un unico grande progetto diviso in tre mostre.

È partito il MAXXI il 13 marzo, esponendo i lavori più recenti e l’installazione site specific, tutta bianca che dà il titolo all’intero progetto.
Ettore Spalletti

È seguita, lo scorso 27 marzo, l’inaugurazione alla GAM, dove viene ricostruita l’atmosfera dello studio dell’artista, il suo rifugio protetto, popolato da oltre venti lavori tra cui spicca “Disegno, mano libera“, un disegno di 8 metri del 1981, presentato in anteprima nazionale a Torino. Devo riconoscere che il tentativo è davvero ben riuscito. Quella ricreata è una dimensione temporale sospesa che lascia le opere libere di fluttuare all’interno di uno spazio ordinato dal colore.

Adesso si attende con ansia il Madre, che raccoglierà circa 40 opere, mostrando l’intero percorso dell’arte di Spalletti dal 1960 ad oggi, anche attraverso opere inedite.

È la prima volta che in Italia si genera questo tipo di soladizio tra musei ed è un evidente e coraggioso segnale di forza e cooperazione, uno stimolo per l’arte e la cultura che respirano e si rafforzano.
Omar Galliani - GamPer questo motivo v’invito ad andare a vedere la mostra e a cogliere l’occasione anche per scoprire l’opera di Galliani, che fa riferimento all’importante patrimonio grafico del museo (comprensivo di circa 30.000 opere) e che si distingue per la sua imponenza, per la sua profondità, per l’iconografia simbolica e per la tecnica magistrale.

L’esposizione copre un arco temporale che parte dalle prime opere della metà degli anni Settanta e arriva fino ad oggi, per ripercorrere l’intera vicenda artistica di Galliani. Molto belle le opere inedite, notevole e tempestato di fedi d’oro è “Paesaggio dei miei veleni (D’après Fontanesi)“, lavoro realizzato dall’artista ispirandosi a “Paesaggio con alberi e ruscello” del 1985 di Antonio Fontanesi.
Omar Galliani - GAMEntrambe le mostre danno vita a due racconti di bellezza, uno di colore scuro, l’altro così chiaro. Uno viaggia nel disegno, l’altro nel colore e nella pittura. L’incanto e la materia toccano entrambi. Il tempo è un’ossessione divorata dall’arte.

Ah, quasi dimenticavo. A breve, la GAM ci riserverà un’altra sorpresa, affiancando alle opere di Spalletti il “Ragazzo morso dal ramarro” di Caravaggio. Un bel confronto, illuminato e illuminante, che non vedo l’ora di godermi…

Pinot Gallizio. Una sorpresa alla GAM

Pillole d’arte

Quella di Pinot Gallizio alla GAM è una mostra intima, privata.
Profondamente espressiva, fatta di gesti forti. Rumorosa. Quasi Assordante. Il nero domina la scena, la luce se ne sta in disparte. Eppure è tutto così chiaro… L’arte sembra sciogliersi nella notte, fino a fondersi con essa, risucchiata da una materia viva e pulsante.

Questa mostra è davvero una sorpresa, proprio come suggerisce il titolo del progetto in cui rientra, “Surprise“, un interessante ciclo espositivo dedicato alla scoperta della ricerca artistica torinese tra gli anni Sessanta e Settanta e curato da Maria Teresa Roberto.

A Pinot Gallizio è dedicato il primo appuntamento del 2014, per celebrare il cinquantesimo anniversario della morte, avvenuta mentre l’artista stava preparando la sala personale alla Biennale di Venezia del 1964.

Pinot Gallizio

Pochi anni prima, tra il 1962 e il 1963, la sua pittura si aprì a uno sguardo insieme geologico e cosmico, in cui la sperimentazione materica si traduceva direttamente in invenzione pittorica. La mostra alla GAM, organizzata in collaborazione con l’Archivio Gallizio di Torino, si sofferma proprio su quel periodo che vide la nascita del ciclo delle Notti di Cristallo in cui rientra anche la Notte barbara, un’opera di grandi dimensioni ora presente nel percorso delle collezioni del museo. È una tela fantastica, da poco restaurata, che ci lascia intravedere un paesaggio dinamico e quasi fantascientifico, popolato da bestie meccaniche.

Ecco, se ancora non avete fatto un giro tra le collezioni della GAM, questa potrebbe essere l’occasione giusta. Bisogna ritagliarsi un bel pomeriggio libero e andare. Per godersi interessanti e inediti dialoghi d’arte.

Intanto, vi lascio con un’anteprima video della mostra di Gallizio, “Ultime Notizie” (a cura Blog ContemporaryArt Torino Piemonte).

Pillole d’arte nelle puntate precedenti:

– Abbiamo amato tanto la rivoluzione

– Ron Arad. Let’s Drop It

– Milano Pop. Warhol da urlo a Palazzo Reale

– Ray Caesar in mostra a Torino

– Made in Italy

– Frida Kahlo. Quando la mostra è un successo ancora prima di essere inaugurata