Fare rete. Costruire relazioni. Divertirsi. Ecco svelato il segreto del crowdfunding.

Le lunghe estati  italiane sono spesso rallegrate dal passaggio della  banda musicale locale. Colorata, rumorosa, divertente, la banda musicale procede in mezzo alla folla festante preceduta dalle complicate coreografie delle majorette. Che cosa distingue una banda musicale da un’orchestra? Una banda musicale, o semplicemente banda, o anche orchestra di fiati è un complesso musicale formato esclusivamente da strumenti musicali a fiato e a percussione dove gli strumenti a fiato di tutti i “tagli” cioè da piccini a grandi, sostituiscono quelli ad arco. Le bande presentano un corpo  estremamente eterogeneo e presentano varianti a seconda delle zone geografiche, dalle tradizioni locali e dalla disponibilità economica degli strumentisti. Esistono bande professionali dove il livello dei musicisti è molto alto, e bande amatoriali di livello dilettantistico. Come curiosità, vi informo che per quanto riguarda la sfera accademica, nei conservatori di musica è da molto tempo possibile conseguire il diploma in Strumentazione per Banda.

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Fino alla fine di agosto è possibile aiutare con una donazione la banda musicale di Busseto che per festeggiare i suoi 200 anni di vita ha deciso di lanciare una  campagna di crowdfunding.

Il progetto lo trovate pubblicato sul nostro sito al link http://www.innamoratidellacultura.it/campaigns/festival-bandistico-citta-busseto2/#.V6TlNfmLTIU

Il festival è stata ideato per finanziare due giornate (17 e 18 settembre ) che, nell’intenzione dei progettisti,  vogliono essere un momento di incontro musicale,  scambio culturale e di amicizia all’insegna della bella musica e del buon cibo. Il programma prevede concerti, sfilate in corteo e la possibilità per chi dona di diventare praticante suonatore.

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A questo punto  chi di voi sta leggendo  si pone la domanda: perchè dovrei donare?  La risposta è semplice. Diverse ricerche accademiche hanno indicato che le persone sostengono le campagne di crowdfunding perché il progetto li ha convinti e li coinvolge. Emotivamente o fisicamente, è un dato di fatto che se  il progettista riesce a creare un legame empatico con le persone che lo sostengono  (o che potrebbero farlo) , la costruzione della rete di supporto attorno alla campagna si crea  molto velocemente.

Quando una campagna non raccoglie, quindi,  il motivo è sempre e solo uno. Il progettista non sta costruendo le giuste relazioni.

Penso che il crowdfunding sia arrivato nella nostra società in un momento che si può definire allo stesso critico e speciale.

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Le ondate di persone in fuga dalle guerre mettono alla prova la nostra capacità di accogliere e integrare a diversi livelli. Il crowdfunding è un ottimo  banco di prova della nostra capacità di provare  empatia. Chi ha già condotto una campagna sa che  per ricevere sostegno non è sufficiente la simpatia personale.

Sa anche che è fondamentale  i costruire intorno al progetto  una forte rete di sostegno e di consenso . L’idea che mi sono fatta, osservando le campagne ben riuscite, è che una campagna di crowdfunding può dire di aver avuto successo non solo perchè ha raggiunto l’obiettivo economico ma, anche e soprattutto,perchè ha saputo costruire un network di appassionati sostenitori .

Ma come si fa a coinvolgere le persone Il termine corretto è “engagement”.  Cioè “coinvolgimento”.  Sui social media come  nella vita reale. Senza “engagement” non si creano relazioni e senza relazioni niente e nessuno può esistere.  Tanto meno una campagna di crowdfunding che ha bisogno come l’aria di essere condivisa,  diffusa e amata.

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Il Festival di Busseto è una bellissima iniziativa tutta italiana. Ha bisogno di essere amata, condivisa e diffusa. Fatelo mentre siete sdraiati al sole. Basta un click dal cellulare o due parole scambiate con i vicini di cellulare.

Emanuela Negro-Ferrero – [email protected]

Italia, terra di poeti, navigatori, artisti e castelli.

Quanti castelli ci sono in Italia? In tutto  ci sono 3177 castelli. Gli edifici storici sono divisi fra castelli veri e propri, residenze nobiliari e fortezze. Si tratta di un patrimonio diffuso su tutto il territorio, estremamente bello e variato. Ci sono castelli con il fossato e altri senza il fossato. Alcuni sono circondati da mura e altri si trovano sulla sommità di un borgo antico. Molti castelli negli anni sono stati riconvertiti in musei e hotel e altri a, al di fuori dei circuiti turistici, sono ancora abitati da eredi di famiglie di stirpe nobile e da qualche eccentrico amante delle atmosfere antiche. Secondo una statistica catastale dell’Agenzia del Territorio datata 2007,  2404 famiglie italiane vivevano in “castelli e o palazzi di eminenti pregi artistici o storici”.

Castello-di-Fenis-Valle-d-AostaPer avere informazioni più dettagliate è utile consultare il sito www.icastelli.it che, sebbene  incompleto, traccia una mappa per regioni e province, dei castelli italiani, e il libro, oggi non facile da trovare, Guida ai castelli d’Italia. Oltre 500 luoghi di antico fascino di Enrica Roddolo che nel 2004 metteva insieme oltre 500 schede di castelli.

Panoramica del castello

Castelli di tipo speciale, che suscitano n grandissimo interesse negli appassionati di storia militare, sono le fortezze.

In Italia, le  fortezze medicee sono  un maestoso complesso architettonico progettato per la difesa del Ducato di Toscana  costruite alla metà del Cinquecento per iniziativa di Cosimo I de’ Medici. In tutto si tratta di sei edifici fortificati di grandissima bellezza e che vale certamente la pensa di visitare.

Molto pregiata, in provincia di Arezzo , è la Fortezza del Girifalco (o Medicea).

Il passato

Questa struttura difensiva venne  utilizzata probabilmente nel periodo alto medioevale da guarnigioni gote e longobarde, ma la prima documentazione certa risale all’anno 1258, quando fu ceduta ad Arezzo. Dopo il 1266 vi furono eseguiti diversi interventi di rifacimento, proseguiti poi successivamente nel 1300 sotto la Signoria dei Casali. Furono poi i Senesi ad aiutare i Cortonesi sia nella ricostruzione delle mura che della Fortezza, poco prima che la città passasse sotto il dominio di Firenze (1411). Risale proprio a questo periodo il corpo centrale, che serviva da chiave di volta del circuito delle fortificazioni.  Nel 1540 Cosimo I° de’ Medici (detto Cosimo il Vecchio), dopo aver visitato tutte le fortezze della Toscana, per stabilire quali rafforzare ed ammodernare, scelse il Girifalco di Cortona.

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L’aspetto attuale della fortezza del Girifalco è deriva dalla  ristrutturazione cinquecentesca: imponenti mura seguono un tracciato trapezoidale con quattro bastioni angolari di forme e dimensioni diverse ognuno con un proprio nome: a sud  S. Margherita ad ovest S. Maria Nuova , a nord S. Egidio si) e infine S. Giusto a sud. Al loro interno si trovavano il magazzino delle polveri ed il carcere (a sud), quattro posti cannone (a ovest), due cannoniere (a nord) e tre fuciliere (a est). Le mura all’interno hanno un terrapieno utile all’epoca per attutire i colpi dell’artiglieria, mentre ogni bastione ha delle feritoie laterali su cui venivano sistemati i cannoni che consentivano di difendere tutti i lati della struttura.

Il presente

Oggi la fortezza del Girifalco ha nuovamente bisogno di essere ristrutturata.  Qualcosa si era mosso perché nel 2010 il cantante Lorenzo Jovanotti  si era attivato per ottenere la ristrutturazione del bastione di Santa Maria. L’intervento è stato realizzato grazie al sostegno congiunto di Montepaschi e del Comune di Cortona ed oggi ospita le sale di incisione del cantante. Ma il progetto di recupero della fortezza è molto più ampio e i costi, stimati per la prima tranche della “Casa del Capitano” si aggirano su oltre il milione e mezzo di euro.

Da febbraio 2016 il progetto di recupero della fortezza è passato “sotto l’ala” della Associazione Culturale  On The Move.  L’Associazione, che da sei anni organizza in estate il festival dedicato alla fotografia di viaggio “Cortona On The Move” , in cambio dell’utilizzo degli spazi della fortezza, si è attivata per trovare i fondi per restaurarla. L’obiettivo però non si limita al recupero architettonico. Il sogno da raggiungere è molto più  ambizioso perché prevede la costruzione di una Accademia Internazionale di Arti Visive e Design destinata ad accogliere a Cortona durante tutto l’arco dell’anno giovani creativi provenienti da tutte le parti del mondo.

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Il primo passo operativo è stato attivare una campagna di crowdfunding sul portale www.innamoratidellacultura.it  e offrire, a chi dona interessanti ricompense scelte con cura in ambito enogastromico e turistico locale.

Il link http://www.innamoratidellacultura.it/campaigns/fortezza-girifalco-cortona/#.V5oxAPmLTIU è attivo per le donazioni con PayPal e Stripe mentre la raccolta fondi tradizionale, e quindi le donazioni più consistenti, possono essere inviate tramite bonifico bancario inviando prima una mail con i propri dati personali a [email protected]  , la società incaricata dall’Associazione per la ricerca di  sponsor e grandi donatori.

Le donazioni sul portale, oltre ad essere tracciate e pubblicate “in chiaro”, riceveranno lo sgravio fiscale derivante dal beneficio “ArtBonus” che il ministero dei beni culturali assegna ad alcuni beni pubblici di particolare pregio. I cittadini esteri, nel caso decidessero di intervenire in maniera consistente al restauro, potranno godere delle deduzioni vigenti nei paesi di origine oltre che dalla possibilità di essere indicati con una targa e, se la donazione è importante, dall’utilizzo del bene restaurato per eventi personali o aziendali.

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Il patrimonio artistico e architettonico italiano è straordinario, unico al mondo ma se non si interveniamo economicamente per restaurarlo, rischia seriamente di scomparire.

Partecipare alla nostra avventura di salvataggio è importante. Vi chiediamo di dare il vostro sostegno alla campagna di crowdfunding e, se non potete farlo ma vi interessa comunque partecipare potete farlo diffondendo  questa campagna ai vostri amici e nella vostra comunità.

We love Italy, and you?

Emanuela Negro- Ferrero – [email protected]

 

Crowdfunding lesson n°26. Serve un manager per gestire la campagna? Si, serve.

La media di successo delle campagne di crowdfunding in Italia (come in Europa e in USA)  è attestata su circa il 30%. Questo significa che su dieci campagne pubblicate solo tre  raggiungono il loro obiettivo. Perchè? I motivi sono tanti e,  perlomeno questa è la mia esperienza, , la causa  principale del fallimento di una campagna di crowdfunding è la mancanza di una programmazione strategica e, sembra incredibile ma è vero,  la non gestione della campagna stessa. “Che cosa devo fare?” – mi chiedono quando la loro campagna è online da giorni ma risulta  “inchiodata”. Strategia, azione mirata ,comunicazione intelligente, un piano di eventi ben costruiti lungo il percorso.  Ecco che cosa si deve fare.


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Sul mercato negli ultimi due anni, si sono fatti avanti molti  professionisti disposti ad accompagnare le campagne sia nella fase di preparazione che di raccolta vera e propria. Nella solita jungla italiana dove tutti sanno fare tutto, come si può distinguere chi ci può veramente aiutare da chi invece no?  Un primo suggerimento è quello di dare un’occhiata ai profili Linkedin, ai siti personali e ai blog così come ai profili social e agli eventuali commenti pubblicati in rete sul professionista.  Poi , è fondamentale verificare  la case history delle campagne seguite e i risultati che sono stati ottenuti.

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Di che cosa si occupa esattamente il crowdfunding manager e in che cosa consiste il management di una campagna? Non è semplice spiegare nel dettaglio il lavoro che viene svolto da un crowdfunding manager che, come ho gia scritto prima, è un professionista esperto, spesso e volentieri laureato il quale, per portare un progetto a raccogliere donazioni impiega molte ore di tempo e mette a disposizione un ricco bagaglio di competenze acquisite studiando diverse discipline e , ovviamente, maturate sul campo.

Per farmi capire meglio, immaginiamo di dover mettere online la campagna di raccolta fondi per il restauro della fortezza del Girifalco. Possiamo vederla pubblicata al link http://www.innamoratidellacultura.it/campaigns/fortezza-girifalco-cortona/#.V4UL5_mLTIU attiva e in raccolta. Ma che cosa è successo prima che venisse pubblicata? Perché è stata intitolata in questo modo? Come mai il video è raccontato da un’attrice e non dai progettisti? Come è stata costruito il piano delle ricompense?

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In base a queste domande e all’obiettivo di raccolta da raggiungere, il professionista decide come costruire il piano di comunicazione scrivendo il documento  strategico necessario a penetrare il mercato con il giusto tono di voce. Se è il caso, si occupa di aiutare il progettista consigliandolo nella costruzione dei contenuti : scrivere il testo descrittivo, ideare uno script per il video ( è una breve sceneggiatura) pianificare le ricompense verificando che siano veramente in grado di attirare l’attenzione dei potenziali donatori.

E poi crea la strategia di comunicazione digitale. Che non si limita a postare notizie un paio di volte al giorno su Facebook o su Twitter. Ma è lo studio accurato di un piano editoriale  pensato per creare engagement e possibilmente sincronizzato   alla pianificazione degli eventi. Comprende azioni di digital PR e la costruzione di interazioni con gli influencer.  Ormai è noto che siano proprio gli eventi  le situazioni migliori per effettuare la raccolta delle donazioni.  Mi chiedo come mai la  maggior parte dei progettisti non si preoccupa di organizzarli. Credo faccia parte dell’idea che una volta online i soldi arrivano quasi magicamente. Non è così. Per diffondere la propria idea agli altri e convincerli a sostenerla, ci si deve dedicare e metterci la faccia..

Tutto questo lavoro di preparazione, se eseguito con accuratezza, generalmente porta la campagna ad avere successo. Facendo però attenzione a un aspetto che in molti non comprendono : in nessun caso il manager si sostituisce al chi fa la campagna. Coadiuva. Consiglia. Supporta. Ma non la gestisce.

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La cosa che generalmente funziona meglio è allestire una squadra di persone, ognuna con un ruolo preciso , che il crowdfunding manager coordina. E il costo? Preferisco definirlo un investimento. . Che in quanto tale può anche non dare i frutti sperati. Ma, chi non risica non rosica. Meglio spendere un pochino per strategia e comunicazione che non raccogliere del tutto.

La piattaforma www.innamoratidellacultura.it offre un servizio di management e strategia. Se siete interessati inviate una mail a [email protected] t

Al vostro successo!

 

Emanuela Negro-Ferrero  – ceo www.innamoratidellacultura.it

 

La banda suona per noi, la banda suona per voi…il 17 e 18 settembre a Busseto con un festival in onore dei 200 anni della Società Filarmonica.

Alzi la mano chi non conosce le celebri arie di Giuseppe Verdi. “Amami Alfredo , ”Va’ Pensiero”  e ”La donna è mobile”.  In tutto il mondo, l’opera del Maestro viene eseguita, cantata e celebrata. Pochi sanno però che a Busseto, piccolo comune italiano in provincia di Parma, dal 1836 al 1838 il Maestro  aveva diretto la Società Filarmonica.

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L’ eredità del suo straordinario insegnamento è stata raccolta e tramandata negli anni dall’ ’Associazione Bandistica “Giuseppe Verdi” di Busseto.  Che oggi ha deciso di festeggiare i 200 anni della Società Filarmonica – ufficialmente istituita il 12 Agosto 1816 – organizzando il Festival Bandistico “Città di Busseto”, che si terrà dal 17 e 18 Settembre 2016 anche grazie alla campagna di raccolta fondi dal basso appena attivata.

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Si tratta di una eccellente occasione per condividere con altre realtà bandistiche un momento di incontro musicale, di scambio culturale e di amicizia. Durante il fine settimana si avvicenderanno concerti, sfilate ed esibizioni. Il tutto all’insegna dell’allegria!

Il calendario prevede la partecipazione di ben 16 bande provenienti da tutta Italia, per un totale di 600 musicisti. Nella giornata del sabato 17 settembre si potrà assistere a concerti di vario genere mentre alla domenica le bande sfileranno nel centro storico cittadino creando uno straordinario effetto visivo ed acustico. Il momento clou andrà dalle 11.30 alle   12.30 con una grandiosa esibizione d’insieme in Piazza Verdi (verrà eseguita la marcia “Busseto”, composta per l’occasione dal M° Fernando Francia e donata a tutte le bande partecipanti). I concerti poi continueranno per tutta la giornata in vari punti della città.

Ogni banda ha una divisa differente
Ogni banda ha una divisa differente

Il festival è completamente gratuito e per coprire i costi organizzativi l’Associazione ha attivato una campagna di raccolta fondi dal basso sul portale http://www.innamoratidellacultura.it/campaigns/festival-bandistico-citta-busseto-2/#.V3pXlvmLTIV

Sono rimasta incuriosita dalle ricompense che vengono offerte ai donatori che, vista la peculiarità, non devono essere semplici #innamoratidellacultura ma melomani accaniti  desiderosi di partecipare al progetto in prima persona.

ogni banda è diversa
ogni banda è diversa

Cito dal sito: “Hai mai desiderato suonare il clarinetto, lo strumento di Lucio Dalla e Woody Allen? Noi ci mettiamo l’insegnante e lo strumento, tu il fiato! Lezione di clarinetto con insegnante e strumento + buono sconto del 5% per l’acquisto di un prodotto a scelta nelle categorie “elettrodomestici”, “complementi” sul sito massaricasa.com “. Tutto questo per  50  euro senza contare il divertimento che, leggendo tutto l’elenco di quanto viene offerto, è assicurato.

Per seguire gli aggiornamenti riguardanti il Festival i canali social attivi sono Facebook : www.facebook.com/groups/festivalbandisticocittadibusseto2016/ e il sito web dell’associazione www.bandaverdibusseto.it

Non mio stancherò mai di ripetere che partecipare ad una campagna di crowdfunding significa entrare a fare parte del progetto creando un’onda virtuosa di amicizia e solidarietà che mai, come in questi momenti, serve per superare la crisi. Economica e di rapporti umani fra le persone. E’ possibile donare, anche poco perchè è il gesto che conta e considerando che poche cifre da tante persone fanno grandi importi, perchè no?

Chi non ha i  i fondi ma si sente #innamorato del progetto,  una buona soluzione è quella di condividere la notizia della campagna con i propri amici su tutti i canali che ha  a disposizione : e-mail social, a voce o per telefono. L’effetto virale è assicurato e … la realizzazione del festival,  anche!

Emanuela Negro-Ferrero – [email protected]

Cultura in Val di Susa? Si, dal 9 luglio parte il festival letterario “Borgate dal Vivo”. 19 autori per 17 comuni.

 

Il primo appuntamento sarà  il 9 di luglio ad Exilles. Più precisamente a Salbertrand, borgata Deveys. I due autori che per primi hanno accettato la sfida sono Margherita Oggero e Laura Travaini.

San Giorio
San Giorio

Da quella data in avanti, per tutta la durata dell’estate, gli incontri con autori celebri  si succederanno con cadenza settimanale toccando 17 comuni dell’alta e bassa Valle di Susa. In tutto sono 19 presentazioni. I nomi? Oltre alle due scrittrici appena nominate, sarà possibile ascoltare Luca Ragagnin, Guido Catalano, Valentina Stella, Perangelo Chiolero, Enrico Pandiani, Alessio Cuffaro, Luca Mercalli, Alice Basso, Beppe Gandolfo, Matteo Poletti, Dante Alpe, Vito Ferro, Gianni Oliva, Giuseppe Culicchia, Elena Varvello, Cristiano De Andrè e Fabrizio Arietti.

L’aspetto  straordinario di questo Festival letterario è stata la “chiamata alle armi” promossa da Alberto Milesi, Presidente dell’Associazione Revejo e dal sindaco del comune di san Giorgio (vicino a Susa).  Perchè parlare di cultura è una cosa. Farla è altro. I comuni italiani, soprattutto quelli piccoli, non hanno soldi da spendere per la cultura. La conseguenza è che poco o nulla viene fatto.

 

Casaforte di Chianocco
Casaforte di Chianocco

Da qui l’idea di organizzare una campagna di raccolta fondi dal basso per realizzare un festival estivo che andasse a toccare i comuni minori con un offerta in grado di invogliare i  turisti .

La campagna di crowdfunding, sin dalle sue prime fasi di progettazione, è stata pensata per sensibilizzare il pubblico e farlo sentire partecipe dell’iniziativa. La vera novità, realizzata grazie alla determinazione e all’entusiasmo di Alberto è il coinvolgimento in prima persona degli amministratori dei comuni i quali , oltre ad aver aderito subito,  hanno deciso di comprendere l’importanza del Festival  donando in prima persona.  A dimostrazione che “insieme si può fare” e che un evento culturale di alto profilo può essere organizzato anche senza spendere budget milionari.

Novalesa
Novalesa

L’obiettivo economico della campagna è di 4500 euro e servirà per coprire tutti i costi organizzativi e logistici. Alberto Milesi per invogliare le donazioni ha studiato una ricca offerta di “ricompense”. Leggiamo sul sito che ci sono prodotti locali, i consueti ringraziamenti  oltre a  modalità di interazione con gli autori davvero interessanti.  Per esempio, con 50 euro si può ricevere il libro scritto dal proprio autore preferito con autografo personalizzato e dedica. Se si vogliono avere  tutti i libri , autore per autore,  con 800 euro  ci si mette in casa una collezione autografata.

Per donare  basterà digitare http://www.innamoratidellacultura.it/campaigns/borgate-dal-vivo-i-libri-tornano-scuola/#.V3jPg_mLTIU , scegliere la cifra che si intende offrire  ad Alberto per il Festival  e poi pagare utilizzando  uno dei sistemi di pagamento sicuri che la piattaforma mette a disposizione: STRIPE e PAYPAL.

Il programma del festival è visibile sul sito di Revejo  http://revejo.it/index.php/2016/06/30/borgate-dal-vivo-il-calendario-completo/   L’idea di base è quella di seguire gli autori di tappa in tappa andando alla scoperta di una  montagna sconosciuta, fatta di sapori locali, di piccoli rifugi dove assaporare le “tome” e bere grappe inedite esplorando  luoghi meravigliosi e selvaggi posti al di fuori delle tratte consuete.  Il  festival tocca comuni conosciuti come Bardonecchia e Ulzio ma  il cuore batterà forte davanti  alla magia antica di Novalesa ai paesaggi crudi di Venaus e alla magnificenza di Caprie.

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salbertrand

Il commento che possiamo fare, oltre all’augurio che la campagna superi il suo obiettivo,  è quello di venire in tanti al festival “Borgate dal Vivo”. Di partecipare in prima persona ,coinvolgendo gli amici e facendo festa tutti insieme.  Il crowdfunding serve a questo. A creare un ponte fra lo spettacolo e lo spettatore realizzando progetti di partecipazione comunitaria.

Emanuela Negro-Ferrero – [email protected]

Crowdfunding Lesson n° 25 – Quale materiale produrre?

Realizzare una campagna di crowdfunding implica la preparazione di materiale e, conseguentemente, dei costi che seppur minimi, sono da  considerare e includere nel computo generale del progetto.

E’ vero che il crowdfunding serve a raccogliere fondi in situazioni in cui di soldi non ce ne sono proprio, ma è anche vero che una presentazione insufficiente o costruita senza l’opportuna programmazione può mettere a rischio la buona riuscita dell’impresa.

Le piattaforme mettono a disposizione gratuitamente una pagina web su cui è necessario caricare:

  • titolo della campagna
  • call to action
  • video pitch
  • testo di presentazione
  • immagine guida della campagna

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  Il titolo

Sembra banale, ma il titolo della vostra campagna apparirà ovunque e,  se non piace  o non aggrappa, sarà difficile cambiarlo in corsa.  Quindi, va pensato con estrema attenzione.  Chiedendo ai vostri amici che cose ne pensano. Con umiltà e apertura ai punti di vista diversi dal vostro. Perchè a volte chi non è coinvolto nel progetto ci vede più chiaro,. Il titolo poi deve saper  spiegare di che cosa si sta parlando . Non deve essere troppo lungo. Perché?

Provate a inserire su Twitter ogni volta#compagniadellarivoltellavaallaguerraconlacommediastoricadellarte …impossibile, incomprensibile, inutile e dannoso.

Non siamo tutti copywriter ma un amico con delle buone idee lo si può sempre trovare.

La call to action

Il marketing è ricco  di termini inglesi che, spesso, le persone non addette ai lavori non capiscono. La call to action, che letteralmente significa “chiamata all’azione” è quell’invito dato in maniera più o mena esplicita ad agire. In una campagna di crowdfunding si possono  utilizzare diversi termini come “dona” , “schiaccia il pulsante”,  “compila il form” , “metti un like” oppure “condividi”.

In linea generale, il consiglio che mi sento di dare è quello di essere sempre semplici e diretti. Le campagne vincenti parlano chiaro. Esplicitano le loro richieste dicendo all’utente che cosa deve fare, perché e che cosa ne riceverà in cambio.

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Il video pitch         

Il video è il  golem di tutti progettisti.  Ricevo molte chiamate da parte di persone che vogliono sapere   come devono fare il video. Quanto deve durare. Se può avere la musica oppure no,. Ci possono essere delle scritte?  Deve essere girato all’aperto, in casa, con immagini o animazioni? Non esiste una ricetta uguale per tutti. Il video è quello che può circolare in forma virale sui social . E’ lo strumento che, se piace, viene cliccato, commentato e condiviso . Quindi perché lesinare? La qualità è fondamentale.  Come si può progettare un buon video? Avete mai sentito parlare dello script? Si tratta di definire su un foglio di carta le scene e i testi corrispondenti. In questo modo i contenuti verranno riportati correttamente, e anche i tempi. Quanto deve durare un video pitch? Due minuti e mezzo, massimo tre. Oltre questo tempo le persone si annoiano.

Per realizzare il video pitch si può usare una macchina fotografica, una videocamera digitale ma anche uno smartphone di buona qualità. Occhio alla luce, l’effetto Bela Lugosi è sempre in agguato e all’audio che deve essere chiaro e dare un risultato piacevole. In esterno, luce e audio possono presentare dei problemi , ma anche una ripresa all’interno può risultare poco luminosa.

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Per la post produzione, se non avete un amico esperto che vi aiuta, consiglio di caricare il video sul computer e poi di procedere alla produzione vera e propria, magari utilizzando programmi come Final Cut o Premiere Pro.

Una volta che il video è pronto lo dovrete caricare su Vimeo o You Tube in uno dei molti formati approvati.

 

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Tips utili

1 – realizzate un video appositamente per la campagna

2 – metteteci la faccia cioè, parlate in prima persona dicendo chi siete, che cosa state facendo e quanto volete raccogliere e perché. Con entusiasmo!

3 – se siete un gruppo, che si veda anche il gruppo

4 – spiegate con calma e senza cadere nella questua i lati positivi del vostro progetto

5 – convincete le persone che sostenere il vostro progetto li renderà parte di qualcosa di speciale e che voi avete veramente bisogno di loro

6- ringraziare. Sorridendo. Grazie, grazie, grazie grazie

L’immagine guida

Al titolo verrà accoppiata un’immagine. Che sarà il tormentone della vostra campagna. Perché verrà messa ovunque: cartoline, shopper, sito web, e-mails ecc.

Deve essere bella, accattivante, saper raccontare la storia con un’immagine e, soprattutto, deve identificare voi e la vostra idea.

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Il testo di presentazione

Descrivere la propria idea. Con chiarezza, ricchezza di particolari e informazioni e, soprattutto con quell’ingrediente che si chiama empatia. Raccontare quindi non è sufficiente. Bisogna invece coinvolgere, conquistare, sedurre. Il crowdfunding è una tecnica nuova e come tale si muove e vive di dinamiche innovative. Il vecchio testo da brochure primi anni ottanta non è vincente.

Tips utili

Frasi brevi

Cercate di usare un linguaggio che il vostro lettore possa riconoscere come suo

Non dare ordini, avete già la vostra call to action

Evidenziate i passaggi cruciali e le parole chiave

Offrire le vostre ricompense descrivendolo, magari anche con immagini

Fornite nel dettaglio che cosa farete del denaro, cifra per cifra

Spiegate come funziona il crowdfunding. Cioè la colletta.

Ispiratevi a campagne simili che hanno già avuto successo

Per finire, se è vero che voi siete il miglior ambasciatore della vostra idea , non tutti sono esperti comunicatori . Le possibilità sono due: farvi aiutare da amici professionisti. Oppure optare per farvi assistere dalla piattaforma. La consulenza ha un costo, è vero, ma raggiungere il risultato è sempre meglio che provarci e basta.

Emanuela Negro-Ferrero – Ceo www.innamoratidellacultura.it   [email protected]

Crowdfunding innovativo per la storica infiorata di Roma

Siamo arrivati alla IV edizione. Il 29 giugno 2016 a Roma, Piazza San Pio XII risplenderà dei mille colori e profumi di centinaia di migliaia di fiori della storica infiorata di Roma. L’ antica tradizione di creare decorazioni floreali in onore dei SS. Patroni di Roma Pietro e Paolo nacque proprio nella Basilica Vaticana ad opera di Benedetto Drei, responsabile della Floreria Vaticana, e di suo figlio Pietro.

Nell’anno del Giubileo della Misericordia, la Pro Loco di Roma Capitale, ha organizzato un evento unico e, stando alle informazioni ricevute, che per questa edizione sarà di portata  indimenticabile.

infiorata 2L’infiorata, che sarà anche visibile dai fedeli e dal Papa durante la cerimonia dell’Angelus, prevede la partecipazione di  mille maestri fiorai, provenienti dall’Italia e da tutto il mondo.

Insieme, questi artisti del fiore  allestiranno 50 quadri floreali che formeranno uno straordinario  tappeto multicolore .

Sono attese circa 60 delegazioni. Oltre la metà  sono italiane e il rimanente  provengono  da ogni parte del mondo. Si calcola che verranno realizzati 3.000 mq di Tappeti d’arte Effimera e utilizzati 500 mila fiori.

infiorata  roma 1Le decorazioni floreali sono un’antica tradizione, espressione della festa barocca, nata proprio a Roma nella prima metà del XVII secolo. Ai Patroni della Città, Pietro e Paolo, si donavano già nel 1600 quadri floreali realizzati davanti la Basilica di S. Pietro.

Come è nata questa tradizione?  Si dice che la tradizione di creare quadri per mezzo di fiori sia nata il 29 giugno 1625, ad opera del responsabile della Floreria Vaticana, Benedetto Drei, e di suo figlio Pietro. Successivamente,  grazie a Gian Lorenzo Bernini, il principale artefice delle ricchissime feste barocche, la tradizione si è diffusa ai Castelli Romani, a Genzano, Genazzano, in Italia e nel mondo, mentre a Roma sparì già alla fine del XVII secolo.

Come si realizza un’opera d’arte composta di fiori?

infiorata (4)-2Creare un quadro di fiori implica alcuni passaggi obbligatori: il primo di questi è senza dubbio il bozzetto che può essere realizzato su fogli di carta, con gesso a terra, tramite stampi di compensato o cartone o con la proiezione di una diapositiva.  Una volta creato il bozzetto, la riproduzione avviene o tramite quadrettatura o a mano libera. E i fiori? Le possibilità sono fondamentalmente due: fiore secco o fiore fresco. Nel caso l’artista decida di utilizzare il fiore fresco, un fattore da considerare è il calore. Il fiore fresco mantiene il colore inalterato ma si ritira con il caldo e quindi va disposto su almeno due strati e innaffiato costantemente. Il tappeto risulta profumato e brillante ma la lavorazione difficoltosa può essere realizzata solo da artisti fiorai di grande esperienza. Il fiore secco ha una lavorazione differente. Innanzi tutto il colore non è vivido e, a seconda di quanto è stato cotto per la seccatura, tenderà a virare veros i toni dell’ocra e del marrone. La lavorazione è più semplice e minuziosa ma il risultato finale è meno scenografico ed elegante.

Come si può contribuire all’infiorata storica di Roma?

Per sostenere economicamente la campagna di raccolta fondi per l’infiorata storica di Roma è stata creata una campagna di crowdfunding, cioè una raccolta fondi pubblicata su un sito web Il link per vederla è il seguente http://www.innamoratidellacultura.it/campaigns/infiorata-storica-roma-vi-edizione/#.V07j8_mLS00.

Una volta arrivati sulla pagina web, sul lato destro, è possibile scegliere l’importo che volete donare e il sistema di pagamento: STRIPE per la carta di credito e PAYPAL . Sono entrambi sistemi che garantiscono la sicurezza della transazione. La cosa interessante è che la PROLOCO di ROMA ha preparato delle ricompense per i donatori. Per esempio, con una donazione di 60 euro, si potrà ricevere in omaggio la tessera della Pro Loco Roma che offre numerosissimi vantaggi e sconti. Alla fine della campagna, circa un mese dopo la chiusura, verrete contattati per l’invio della vostra ricompensa e per comunicare i vostri dati per la ricevuta della donazione effettuata.

Il crowdfunding è un sistema molto utilizzato all’estero che anche da noi si sta diffondendo perché permette con poco denaro da parte di tante persone di raccogliere cifre importanti e realizzare iniziative meravigliose come questa Infiorata Storica.

Se avete bisogno di informazioni potete contattare il numero  06 89928500 oppure inviare una mail a [email protected]t

Emanuela Negro-Ferrero –www.innamoratidellacultura.it   [email protected]

Crowdfunding e mecenatismo per la cultura? Si, ma i grandi investimenti arrivano dall’estero.

I dati parlano chiaro. Il crowdfunding in Italia sta crescendo e le piattaforme iniziano ad acquisire esperienza e credibilità. Anche l’Art Bonus, al suo secondo anno di vita, inizia a dimostrare di essere uno strumento valido ed efficace nel raccogliere. Consenso e denaro. Eppure, questo è un dato che mi fa pensare , solo il 4% degli italiani sa che cosa è il crowdfunding. Quanti italiani conoscono l’ArtBonus? Non lo so. Non ho i dati. Ma è certo che i beni che godono dello sgravio fiscale derivante dall’Art Bonus stanno aumentando (anche se è vero che sono quelli più d’immagine a raccogliere il consenso dei mecenati italiani).

Musei_capitolini_stanza_con_statua_innocenzo_x Leggo con interesse che a Roma, quando c’era ancora Ignazio Marino sindaco, un magnate uzbeko, Alisher Usmanov,  ha  donato  500mila euro per due restauri scelti da un elenco sottoposto dall’amministrazione capitolina: la fontana del Quirinale e la sala degli Orazi e Curiazi a Palazzo dei Conservatori, in Campidoglio.

Usmanov, presidente della Federazione Internazionale della Scherma, ha annunciato la generosa offerta “come gesto di grande amore per Roma e le sue bellezze artistiche” durante una visita ai Musei Capitolini.  Il restauro della fontana, che versava in condizioni disastrose, è già stato terminato ed è costato 200.000 euro. I lavori hanno interessato il consolidamento delle lesioni strutturali dell’antico «bacino superiore», la pulitura e impermeabilizzazione della vasca inferiore  e un adeguamento  del sistema idrico. Il secondo restauro, quello della sala è appena iniziato e  riguarderà la fascia superiore delle pareti affrescate alla fine del Cinquecento dal manierista Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino, con scene prese da Tito Livio (il nome della sala deriva dal leggendario episodio dello scontro tra Roma e Albalonga all’epoca di Tullio Ostilio, terzo re di Roma) e il soffitto ligneo di fine Ottocento, che ha sostituito quello originario.

Terminati i lavori di restauro della Fontana dei Dioscuri in piazza del Quirinale, Roma, 11 marzo 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Terminati i lavori di restauro della Fontana dei Dioscuri in piazza del Quirinale, Roma, 11 marzo 2016. 

L’intervento  durerà sei mesi circa e sarà interamente coperto dai 300mila euro ricevuti da Usmanov. La cosa interessante è che il palazzo non chiuderà per i lavori perché il cantiere  sarà portato avanti con la formula del “cantiere aperto” , cioè con la possibilità per i visitatori di seguire i lavori in corso d’opera.

Usmanov è solo uno dei numerosi mecenati stranieri #innamoratidellacultura  e felici di partecipare al recupero di beni storici degradati e in rovina. Un altro nome da ricordare per la sua attività di mecenatismo nei confronti dell’Italia è il miliardario americano David Packard che, nel 2014, dopo 12 anni di attività e 18 milioni di euro erogati per salvare gli scavi di Ercolano da quel destino che sembra non risparmiare Pompei ha aperto a Pisa la sede della sua Fondazione dedicata al salvataggio del sito archeologico. La settimana scorsa la NIAF, National Italian American Foundation, ha siglato un accordo con la Regione Piemonte e il Centro del Restauro della Venaria Reale per attività di sostegno al patrimonio artistico locale.

ercolano 2E’ arrivato il turno di noi italiani. Dei privati cittadini e degli imprenditori. Perché le grandi aziende investono in cultura. Edison ha appena ricevuto il Primo Premio per le Produzioni Culturali d’Impresa con il Progetto ‘Edison Open 4EXPO’, realizzato  in occasione di EXPO Milano 2015 e che ha visto coinvolta tutta la città di Milano.  Che cosa ci dice tutto questo? Che i beni da restaurare abbondano. I donatori ci sono . Cosa manca?  La partecipazione. Lo sgravio fiscale derivante dall’ArtBonus non tocca corde emotive. E’ uno strumento freddo, maschile. Ecco perché ritengo che  unire il crowdfunding sia essenziale.  Il quid che unisce le parti in un processo partecipativo, democratico e trasparente. Una campagna di crowdfunding non serve unicamente a raccogliere fondi. Mettere su una piattaforma un progetto significa di promuovere una campagna di comunicazione che, grazie al digitale, può diventare estremamente ampia e virale.  Perché la campagna abbia successo è necessario che le persone entrino a far parte del progetto. Le modalità sono tante. C’è chi aderisce donando denaro. Chi impegna il suo tempo personale per aiutarne la diffusione. Chi mette a disposizione del progettista le sue competenze. E chi condivide il progetto attraverso la sua rete di relazioni.  Sostenibilita_mecenatismoSiamo testimoni di un periodo storico senza precedenti. Il passaggio che sta avvenendo va da individuale a collettivo. E’ una trasformazione profonda e,  come tutti i cambiamenti fa paura e le resistenze sono molte. Per fortuna, mentre noi italiani impariamo ad amare il nostro paese e il suo straordinario patrimonio,  esistono i mecenati stranieri che danno il buon esempio e aiutano. Fanno quello che a ben guardare possiamo fare da soli. Basta volerlo e organizzarci.

Emanuela Negro-Ferrero – ceo – [email protected]

 

The Portrait, il ritratto. Daniela Foresto a Torino e non solo.

Bionda, frizzante, solare. Questi tre aggettivi descrivono alla perfezione Daniela Foresto, fotografa torinese aspirante artista nota per il suo raffinato lavoro di ritrattista.

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Apro la televisione due sere fa e mi godo la puntata che Sky Arte le ha dedicato intitolandola “Tamara de Lempicka. E’ un po’ in ogni donna”.

Il progetto lo conosco bene perchè l’ho seguito fin dall’inizio. C’era in mente di attivare una campagna di crowdfunding ma poi, come spesso ho verificato accade con gli  artisti, il lavoro di preparazione e realizzazione delle immagini non  da spazio a nessun’altra attività che non sia quella puramente artistica.

familyIl progetto in effetti è corposo. Si tratta di  venti ritratti femminili – tra cui quelli l’attrice Isabella Ferrari  presentato di recente dall’autrice all’ultima edizione della fiera milanese di fotografia MIA – vestiti e truccati seguendo la moda e lo stile degli ani Venti.

Per la fotografa torinese, infatti, il periodo storico in cui il fascino femminile è emerso in tutta la sua raffinatezza e soavità sono proprio gli anni Venti. Il progetto di realizzare 20 ritratti femminili sulla falsariga delle opere di Tamara,   si è sviluppato nel 2015 in concomitanza della mostra dedicata a Tamara de Lempicka organizzata a Palazzo Reale . Una sorta di geniale  sincronicità che ha permesso a Daniela Foresto di  riprendere lo stile pittorico dell’eccentrica artista  icona dell’Art Decò con le opere a portata di occhio.

foresto 3I venti ritratti, accomunati da uno sfondo verde intenso, rappresentano un femminile misterioso: i soggetti sono  donne mature, meno mature alcune giovanissime.

Daniela mi raccontava con entusiasmo le ore passate a studiare  “trucco e parrucco” e la difficile e minuziosa ricerca degli abiti e degli accessori che ogni modella ha procurato da sé per la realizzazione del proprio ritratto. Il risultato è strepitoso.

Terminato il progetto “Tamara”, Daniela Foresto ha già estratto dal suo minuscolo negozio di Piazza Gran Madre, (una bomboniera) situato nel cuore chic della precollina torinese, un  nuovo progetto. Si tratta di  un libro di ritratti interamente dedicato alla famiglia.

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Immagini rigorosamente in bianco e nero secondo lo stile caratteristico di Daniela. Il “ritratto di famiglia” è sicuramente destinato a  diventare l’oggetto di culto delle  famiglie italiane. Il volume da tenere sul tavolino del soggiorno e da far vedere agli amici. Come quello del matrimonio se non persino di più.

Emanuela Negro-Ferrero – [email protected]

 

 

CULT! Dal 27 al 29 maggio 2016 torna Mantova Creativa. #innamoratidellacultura

Siamo arrivati alla sesta edizione del Festival della Creatività di Mantova  che quest’anno è stato è inserita tra le attività di “Mantova Capitale Italiana della Cultura”  2016 e realizzato con il contributo del Comune di Mantova.

L’etichetta del festival 2016 è CULT, elisione della parola cultura e,  nei tre giorni di calendario la cultura troverà la sua massima espressione grazie alle creazioni, ai personaggi, ai luoghi e ai marchi. Ospiti? Tantissimi.

Abbiamo letto il programma (che non è ancora definitivo!) e ce ne sono davvero di interessanti. Per esempio? Dallo storico e critico d’arte Renato Barilli ai due mostri sacri della fotografia internazionale Franco Fontana e Giovanni Gastel.

parco d'arte vivente
parco d’arte vivente

Siete mai stati a Mantova? Noi si, la adoriamo e questa è l’occasione giusta per fare un tuffo a capofitto nella cultura locale. Iniziando con  la straordinaria cucina. Leggiamo che è stata organizzata una rete di 39 ristoratori della città, tra ristoranti, osterie e bar offrirà quanto di meglio e di più stuzzicante possa venire in mente. Da mangiare e da bere. il nostro ..cult? I famosi tortelli di ciliegia..mhh. E per la musica? Un altro Festival….Trame Sonore – Mantova Chamber Music Festival,  manifestazione organizzata dall’Orchestra da Camera di Mantova.

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PROGRAMMA (preso dal sito)
SCULTURE IN PIAZZA: NAGASAWA
in collaborazione con Museo di Palazzo Ducale e Peter Assmann
con il sostegno di Lubiam
curatore Marco Tonelli
Il programma di arti visive vanta la partecipazione di un grande artista internazionale come Hidetoshi Nagasawa impegnato nella realizzazione di un’opera per lo spazio di Piazza Castello, all’interno di Palazzo Ducale. L’intervento è realizzato grazie alla collaborazione con il direttore del Ducale Peter Assmann e con la vice direttrice

ABITARE GONZAGA 2016: arte, design e spazi domestici a confronto con il passato
Un progetto di Mantova Creativa e del Complesso Museale Palazzo Ducale
A cura di Giampaolo Benedini con Marco Tonelli e il contributo scentifico di Renata Casarin
con il patrocinio di ADI Lombardia, Associazione per il Disegno Industriale
media partner Elle Decor Italia
la mostra è sostenuta da Davide Groppi, Gentry Portofino, Key Cucine, Rimadesio, Agape e Benedini Associati
prestiti di Pierluigi Gibelli, Anna Bolognesi, Bruna Sermidi
ricerca opere in collaborazione con Look Lateral
sponsor tecnico Martini e Martini
Come sarebbe la dimora dei Gonzaga se i duchi della città, con la loro raffinatezza estetica, fossero sopravvissuti fino ai giorni nostri? Mantova Creativa prova a rispondere a questa domanda e allestisce, in sinergia con il Museo di Palazzo Ducale, la mostra “Abitare Gonzaga 2016”, un grande evento dedicato al mondo dell’arredo contemporaneo che costituirà una sorta di spin off  del festival e ne proseguirà le attività. La mostra si terrà nell’Appartamento della Rustica del Ducale), dal 11 giugno all’11 settembre.

AVVISTAMENTI INTERNI. ARTE CONTEMPORANEA NELLE TORRI
in collaborazione con Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggistici di Brescia, Cremona e Mantova e Museo dei Vigili del Fuoco di Mantova
L’arte apre le porte di due torri cittadine – la Torre degli Zuccaro e la Torre di Sant’Alò – da molto tempo chiuse al pubblico, grazie a un inserimento di opere d’arte contemporanea in dialogo  con questi affascinanti luoghi antichi. Saranno le opere luminose di Fabrizio Corneli a fare luce all’interno di questi spazi.

PARCO DELL’ARTE – CONCORSO IV EDIZIONE
in collaborazione con Parco del Mincio, Comune di Mantova, Tea
con il supporto tecnico di Copiaincolla, JL Graphic, Paxxion, Pixelinside, Sigla, Studio Ventisei, Variante Zero
Prosegue, per il quarto anno, l’esperienza del Parco dell’Arte, il parco di sculture collocato tra il  Lago di Mantova e la Rocca di Sparafucile. Cinque nuove opere, selezionate attraverso un apposito concorso (presidente di giuria il Prof. Renato Barilli), troveranno collocazione in questo scenario naturale unico, affacciato sullo skyline rinascimentale della città. L’intervento, quest’anno, potrà contare su un nuovo e ambizioso progetto di comunicazione, ideato con il sostegno di sette agenzie di comunicazione della città, che avrà l’obiettivo di valorizzare e far conoscere il patrimonio del parco.

MANTOVA NASCOSTA
in collaborazione con Liceo Artistico “Giulio Romano”
Ancora video con “Mantova Nascosta”, un percorso virtuale attraverso i luoghi di valore non accessibili al pubblico, da visitare per mezzo di una serie di video prodotti dagli studenti del Liceo Artistico di Mantova. I video saranno visibili su smartphone puntando le icone QR Code posizionate sui totem che si incontreranno in giro per la città.

LA CITTA’ CHE NON C’E’
in collaborazione con Ordine degli Architetti di Mantova
Con l’obiettivo di vivere la città in modo condiviso e partecipato, l’Ordine degli Architetti di Mantova sviluppa un percorso fisico che collega diversi punti della città, da percorrere con una mappa e con l’ausilio di una app per tablet e smartphone che permetterà di vedere alcuni progetti innovativi, inseriti virtualmente nel contesto urbano. Semplici interventi di mascheramento, decorazioni pittoriche, provocazioni e persino demolizioni di elementi urbani sono le idee e gli spunti di riflessione proposti dagli architetti per trasformare la città.

MANTOVA CREATIVA PER LA FOTOGRAFIA –  I EDIZIONE CONCORSO
L’edizione 2016 di Mantova Creativa vede il debutto del primo concorso fotografico “Mantova Creativa per la Fotografia”, la cui giuria sarà presieduta da due grandi nomi del panorama internazionale: Franco Fontana e Giovanni Gastel. Le opere selezionate andranno a costituire una mostra nel Tempio di San Sebastiano. Durante il festival, ci saranno altri eventi legati al mondo della fotografia

ADOTTA UN CREATIVO
Un’alleanza speciale tra creativi e negozianti è alla base del progetto “Adotta un creativo”. Le vetrine di alcune botteghe del centro storico subiranno un restyling grazie all’intervento di alcuni artisti, che lavoreranno in sinergia con i commercianti per valorizzare i prodotti in vendita in modo insolito e fantasioso.

VIDEOART YEARBOOK
in collaborazione con Dipartimento di Arti Visive Università di Bologna
Approda a Mantova “Videoart Yearbook”, la rassegna di videoarte promossa dal Dipartimento di Arti Visive dell’Università di Bologna, che sabato 28 maggio (ore 10, Palazzo Soardi) proporrà una selezione dei migliori lavori italiani realizzati nel corso del 2015. Introduce la proiezione Renato Barilli.

MUSEO DELLA NEBBIA
da un’idea di Carlo Mantovani
Anche la nebbia – che a Mantova fa parte, non solo del meteo, ma della cultura di una comunità – diventa arte grazie all’originale idea di un Museo della Nebbia, visitabile nel palazzo Broletto 6 (piazza Broletto).

CONCRETE LAB
Lo studio Concrete Lab sarà nel cortile di Palazzo Castiglioni in piazza Sordello con oggetti di design, sculture luminose ed eventi sul tema della luce. Focus sulle espressioni creative dell’Alto Mantovano, con declinazioni anche in cucina. Le specialità tipiche saranno presentate e cucinate dalla chef Beatrice Ronconi (Masterchef).

VERONA RISUONA
in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Verona e Verona Creativa
Verona Risuona, rassegna di sound art e sperimentazione artistica sviluppata da Accademia di Belle Arti di Verona, Conservatorio di Verona e Università di musica e teatro di Goteborg, arricchisce il programma con una serata (27/5) di musica dal vivo e dj set che si fondono con proiezioni video.

TEATRO E DANZA
Le compagnie teatrali cittadine scendono in campo per il festival e reinterpretano spazi spesso inconsueti come le ex beccherie del Rio, teatro per il “Dracula” della Compagnia Campogalliani (28/5) e le Officina Testi dove trovano spazio la performance teatrale “Esercizi di ginnastica morale” con Teatro Magro e Ars Creazione e Spettacolo (27-28/5).

STREET FOOD

con il contributo di Giovani di Confagricoltura ANGA Mantova
Torna la rassegna dello Street Food di Mantova Creativa, realizzata grazie al contributo dei Giovani di Confagricoltura ANGA Mantova. Il percorso, quest’anno, si allarga e raggiunge 17 tappe. Nell’ottica di una valorizzazione degli operatori del territorio Mantova Creativa coinvolge bar e ristoranti della città che proporranno cibi di strada per tutti i gusti.

PIATTO CREATIVO
con il contributo di Giovani di Confagricoltura ANGA Mantova
Si consolida l’appuntamento con il Piatto Creativo che quest’anno vede la partecipazione di   12 ristoranti. Il festival stimola la creatività anche in cucina e offre al suo pubblico l’opportunità di assaggiare pietanze uniche, pensate appositamente per l’occasione e in “edizione limitata”. Quest’anno, poi, ai piatti creativi di MC si affiancano i piatti cult: “best seller” della cucina mantovana, intramontabili delizie per il palato dedicate ai turisti che non hanno ancora avuto l’opportunità di sperimentare la ricchissima tradizione culinaria del territorio. Ma non finisce qui: anche le stoviglie diventano artistiche. Nei ristoranti che aderiscono alla rassegna sarà possibile acquistare il piatto decorato di Mantova Creativa 2016 con un nuovo soggetto da scoprire e collezionare.

IL VERO VELENO DI ROMEO E GIULIETTA
Seconda edizione per il concorso tra cocktail “Vero veleno di Romeo & Giulietta”. Dieci bar si sfidano nel ricreare, sotto forma di diabolica bevanda, il veleno acquistato da Romeo proprio a Mantova. E qui, sotto i portici di Piazza Erbe, c’è quella che Mantova Creativa ha individuato come l’antica casa dello speziale che fornì il mortale intruglio al povero Romeo. Sarà il pubblico di Mantova Creativa a eleggere il “vero veleno” votando sulla pagina Facebook durante i tre giorni del festival.

DALLA COLAZIONE ALLA CENA, CON CREATIVITA’
La famosa Pasticceria Antoniazzi – Caffè Borsa partecipa a Mantova Creativa reinterpretando con un tocco di originalità pasti e spuntini, dalla colazione alla cena. In tutte le tre giornate del festival ci sarà il Caffè Creativo, colazione con brioches e prodotti creati appositamente per l’occasione. Inoltre, cena vegana (27/5 su prenotazione), light lunch con panini gourmet creativi (28/5), aperitivo con risottata di chiusura del festival (29/5).

CREATIVITA’, CIBO E SALUTE
In questa edizione la creatività si mette al servizio delle problematiche dell’alimentazione grazie alle creazioni gluten free e prive di lattosio di diversi ristoranti cittadini. Ci sarà una conferenza medica e  performance musicali di Stefano Gueresi (La Cucina, 27/5 ore 18).

 

Redazione –   [email protected]